lunedì 30 giugno 2008

Unico 2008 imposte e ICI acconto

E' scaduto ieri, 16.06.2008, il termine per il pagamento delle imposte da
UNICO 2008, sia a saldo che in acconto, per tutti i contribuenti sia società
che persone fisiche, ed è scaduto sempre ieri il termine per il versamento
dell'acconto ICI.

Per chi non ha provveduto al versamento esistono alcune possibilità che si
differenziano a seconda che si tratti di tasse, IRPEF IRES E IRAP, o di ICI.

IRPEF IRES O IRAP:

- Se avete dimenticato di pagare questi tributi potete versarli il
16.07.2008 con la maggiorazione dello 0.40% cioè per ogni 100 euro di tasse
da pagare dovete una maggiorazione di 40 centesimi di euro.

Il secondo acconto scadrà invece il 30.11.2008

ICI:

- in questo caso invece avete 30 giorni di tempo per versare l'acconto ICI
con ravvedimento operoso, cioè con un penale del 3.75% (sanzione) e un
interesse del 3% in rapporto ai giorni di ritardo.

- passati i 30 giorni la sanzione aumenterà al 6% e gli interessi sempre al
3% in rapporto ai giorni.

Il saldo scadrà il 16.12.2008


Fonte Agenzia Entrate

Rinegoziazione mutui: C'è l'accordo

E' stato firmato ieri, 24.06.2008, l'accordo tra il Ministero del Tesoro e l'ABI, sulla rinegoziazione dei mutui.

Ne avevamo gia parlato in un altro post dei mutui ma adesso è ufficiale e l'accordo troverà applicazione entro il mese di agosto.

I punti principali dell'accodo di rinegoziazione dei mutui sono:

  1. Il congelamento del valore delle rate (prolungando però il tempo di pagamento con una maggiorazione)
  2. La possibilità di usufruire della rinegoziazione e per chi non ha pagato le rate del mutuo (alla data del 28 maggio), purché nel frattempo il contratto stesso non sia stato risolto.

Quindi entro il 29 agosto arriveranno a tutti i possessori di un mutuo le proposte delle banche per congelare le rate del mutuo e in piu sarà data la stessa possibilità anche a chi non ha versato le rate al 28 maggio, morosi.

L'imprtante è ricordare che la rinegoziazione dei mutui poggia su di un punto fisso e cioè portare i mutui da tasso fisso a tasso variabile che avverrà sulla media dei tassi del 2006.

L'accordo prevede anche che non ci saranno nessuna penale per l'estinzione anticipata dei mutui rinegoziati e in piu la rinegoziazione dei mutui sarà esente da imposte e tasse, da spese bancarie e da costi notarili.

Fonte Sole 24 Ore

Assegni di nuovo CAMBIAMENTI

Sono passati appena 2 mesi dal'introduzione delle nuove norme in tema di antiriciclaggio e assegni che gia c'è un dietro front, infatti dal 25.06.2008 i vincoli imposti precedentemente della antiriciclaggio per gli assegni , sono caduti lasciando spazio ai nuovi limiti.

E cosi da mercoledi scorso i pagamenti cash o con titoli trasferibili sono ammessi per somme sotto i 12.500 euro, anziché i 5.000 di prima, in più chi girerà un assegno libero non dovrà piu scrivere il codice fiscale del beneficiario.

Il decreto legge 112/08, manovra d'estate, ha radicalmente cambiato, nuovamente, quello che aveva fatto il precedente governo.

Non solo gli assegni potranno essere liberi e le somme da usare cash fino a € 12.500 ma anche i libretti al portatore potranno avere unimporto massimo di € 12.500.

Quindi riepilogando assegni trasferibili fino ad un importo massimo di € 12.500 mentre per importi maggiori necessitano sempre della clausola "non trasferibile", rimarranno invece i costi per avere assegni non trasferibili, 1.5 € ad assegno.

Fonte Sole 24 Ore

Bce: Steinbrueck, Rialzo Tassi Adesso Sarebbe Negativo

 

AGI OnLine

(AGI)- Berlino, 28 giu. - Meglio che i tassi d'interesse europei per ora restino fermi: e' questa l'opinione del ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck riportata dal settimanale Der Spiegel in vista del direttivo all'Eurotower. Sono in molti a scommettere che il 3 luglio la Bce procedera' a un ritocco dei tassi verso l'alto. Steinbrueck pertanto ammonisce: "La Bce deve tenere conto che con un rialzo dei tassi d'interesse potrebbe mandare un messaggio sbagliato perche' potrebbe avere un impatto pro-ciclico in un momento in cui l'economia sta soffrendo un rallentamento". Le parole di Steinbrueck appaiono del tutto insolite per un componente del governo tedesco, i cui ministri generalmente si astengono da qualsiasi rilievo riguardante le scelte della Banca centrale europea. In passato lo stesso cancelliere Angela Merkel ha ripetutamente difeso l'autonomia della Bce. .

Per ulteriori informazioni visita il sito di AGI

Dollaro debole contro euro. FED ha lasciato i tassi al 2%

L'euro ruota attorno al limite di 1,57 contro il dollaro. Dopo qualche ora
dall'apertura delle contrattazioni nelle piazze finanziarie del Vecchio
Continente la moneta unica viene scambiata a 1,57 rispetto al biglietto
verde, in rialzo sia rispetto alle ultime rilevazioni della Banca Centrale
Europea (1,56) sia rispetto ai valori registrati in tarda serata di ieri a
New York (1,5675). Sale la divisa europea rispetto alla moneta giapponese,
l'euro vale 169,10 yen dai 168,40 yen delle indicative della BCE della
giornata scorsa. Il biglietto verde e' poco mosso rispetto alla valuta
nipponica, il rapporto di cambio tra dollaro/yen quota, infatti, in area
107,80 da 107,75 dell'ultima chiusura di Wall Street.

Il dollaro perde terreno nei confronti della moneta unica dopo la decisione
della FED di ieri sera di lasciare invariato il costo del denaro negli Stati
Uniti al 2%. Dei dieci membri votanti del Board, nove hanno votato in favore
di tale scelta, solamente uno, il presidente della FED di Dallas, Richard W.
Fischer (FI-N.SW - notizie) , è andato contro a tale decisione, esprimendo
il proprio consenso per un aumento dei tassi.

Il comunicato stampa successivo alla scelta ha confermato, inoltre, le
aspettative degli investitori su un prolungamento di una politica monetaria
non aggressiva. Secondo la banca centrale USA, infatti, vi sara' una
moderazione della dinamica inflazionistica e i rischi per la crescita
economica dovrebbero essere in ribasso.

Bce: Si Rafforza Orientamento a Rialzo Tassi Su Inflazione Al 4%

(ASCA) - Roma, 30 giu - Il nuovo balzo dell'inflazione a giugno al 3,8%
nell'area euro rafforza l'orientamento che la Bce alzera' i tassi di
interesse nella riunione del board in programma giovedi' prossimo a
Francoforte. Diversi analisti considerano scontato l'intervento
dell'Eurotower per cercare di scongiurare una spirale inflazionistica e il
mercato si aspetta nei prossimi mesi una politica monetaria decisamente
restrittiva da parte della banca centrale europea. Dal lancio dell'euro
l'inflazione a giugno ha toccato il nuovo massimo sulla spinta della corsa
del prezzo del petrolio. Nelle ultime settimane il presidente della Bce ha
segnalato piu' volte che alla riunione di luglio la banca centrale alzera' i
tassi e se ci fossero ancora dubbi, i dati odierni sul trend dei prezzi li
hanno spazzati via. ''L'andamento dell'inflazione che si avvicina al 4%
rafforza l'idea della Bce di aumentare i tassi da 4 al 4,25%'' afferma
Howard Arcer della Global Insight. Secondo Jennifer McKeown di Capital
Economics i dati di giugno dell'inflazione ''aumentano la convinzione della
banca centrale ad alzare i tassi''. Con l'inflazione ormai a ridosso del 4%
i tassi di interesse reali sono a zero e l'indice dei prezzi e' praticamente
a un livello doppio rispetto all'obiettivo del 2% della Bce.

venerdì 27 giugno 2008

Mutui: Adusbef, Dal 2005 Importo Medio Rate +55%

 

 

(AGI) - Roma, 21 giu. - Impennata del peso dei mutui sui conti delle famiglie: secondo una nota di Adusbef, dal 2005 ad oggi "le rate sono aumentate in media del 55%. Chi pagava una rata di 700 euro al mese paga oggi 1.135 euro. Come fanno i banchieri ad affermare che le rate sono gestibili?" Il presidente dell'Adusbef e senatore dell'Idv Elio Lannutti in una nota fa il punto sull'andamento dei mutui a tasso variabile. Secondo le ultime stime dell'associazione, si registra inoltre un forte incremento dei pignoramenti. La variazione piu' alta, +41%,a L'Aquila (NYSE: ILA - notizie) che passa dagli 89 pignoramenti del 2006 a 125 del 2007. A Lecce l'aumento e' del 35% con 965 pignoramenti nel 2007 a fronte di 715 dell'anno precedente. Milano sale a 2.297 da 1.883. Adusbef sottolinea che "il cartello bancario europeo manovra lo strumento dell'Euribor a proprio piacimento. -

Per ulteriori informazioni visita il sito di AGI

Mutui: Catricala', in corso 23 istruttorie su portabilita'

 


ROMA (MF-DJ)--L'Antitrust conferma il suo impegno affinche' tutte le banche garantiscano la portabilita' dei mutui a costo zero.

Nella sua relazione annuale al Parlamento, il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', ha affermato che "nonostante la nostra tempestiva presa di posizione e nonostante un intervento della Banca d'Italia, molte banche si sono ostinatamente attardate in una prassi che noi riteniamo elusiva della legge che impone la portabilita' dei mutui senza oneri per i risparmiatori, si' da costringerci ad aprire ben 23 procedure istruttorie". ren


MF e Milano Finanza in PDF sul tuo PC già dalle 5.00 di mattino

Mutui: Rata Rinegoziata Da Gennaio 2009, Costo Zero Per Clienti

(ASCA) - Roma, 24 giu - Con la firma della convenzione tra Abi e Ministero
dell'economia parte l'operazione di rinegoziazione dei mutui a tasso
variabile, che possono essere trasformati a tasso fisso prolungando la vita
del contratto. La disposizione, gia' prevista nel decreto fiscale (in via di
conversione in Parlamento) attendeva la convenzione per diventare operativa.
Possono essere oggetto di rinegoziazione i mutui stipulati fino al 28 maggio
2008 e ne possono usufruire anche i mutuatari morosi (purche' non sia
intervenuta a tale data la risoluzione del contratto). Le banche devono
inviare la loro proposta ai soggetti interessati entro il 28 agosto 2008 e
la rinegoziazione opera dalle rate con scadenza successiva al primo gennaio
2009. Nella trasformazione da tasso variabile a fisso si applica l'interesse
che risulta dalla media di quelli del 2006. La differenza tra l'importo
della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originario e quello
rinegoziato confluisce in un conto di finanziamento accessorio e produce
interessi, capitalizzabili annualmente al tasso annuo piu' favorevole per il
cliente tra quello che si ottiene in base all'Irs (Internation rate swap) a
dieci anni maggiorato dello 0,50% e quello contrattualmente previsto, come
determinati alla data di rinegoziazione. Sono anche addebitate sul conto di
finanziamento accessorio le rate scadute e non pagate prima del 29 maggio
2008. Qualora, a seguito dell'andamento dei tassi, la differenza tra la rata
secondo il piano originario e quella rinegoziata generi un saldo a favore
del mutuatario, la cifra viene rimborsata tramite il conto accessorio. Nei
casi in cui il debito del conto accessorio risulti interamente rimborsato a
seguito degli accrediti effettuati, il rimborso del mutuo procede secondo la
rata variabile inizialmente prevista, se piu' favorevole per il cliente.

Mutui: Piccoli, Su Portabilita' Notai Pronti Al Confronto

 


(ASCA) - Milano, 27 giu - I notai italiani sono pronti ad affrontare la questione della portabilita' dei mutui bancari ''senza nessuna pregiudiziale su questo tema''. Lo ha assicurato all'Asca Paolo Piccoli, presidente del Consiglio nazionale del Notariato. Di recente il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si era rivolto ai notai italiani chiedendo ''un sacrificio'' per garantire la portabilita' dei mutui senza alcuna spesa a carico dell'utente. La questione, ha spiegato Piccoli, ''prevede l'intervento del notaio. Ma - ha puntualizzato - ho gia' scritto al ministro Tremonti dando la nostra disponibilita' a confrontarci senza nessuna pregiudiziale su questo tema''. I notai italiani, ha aggiunto Piccoli, ''sono consapevoli che esiste un'emergenza sociale. E questa emergenza richiede il nostro aiuto. Siamo assolutamente disponibili - ha concluso il presidente del Consiglio nazionale del Notariato - a partecipare a questo sforzo di aiuto''.
Crisi Mutui: Draghi, Situazione Peggiorata In 10 Giorni

AGI OnLine

(AGI)- Roma, 27 giu. - La situazione sui mercati finanziari "e' peggiorata nell'ultima settimana e mezzo". L'allarme e' stato lanciato dal governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial stability forum, Mario Draghi, nel corso di una conferenza stampa. Il numero uno di via Nazionale ha spiegato che, negli ultimi giorni, "la situazione e' stata piu' sul lato della fragilita che sul lato della stabilita'". .

Per ulteriori informazioni visita il sito di AGI

le agevolazioni per i mutui-prima casa


Le novità degli ultimi anni sui mutui .

Chi acquista un immobile da destinare a prima casa, visto gli elevati esborsi da sostenere oltre che per il prezzo di acquisto anche per le imposte e spese notarili, ad oggi circa l'80% delle trattative vengono concluse mediante mutuo ipotecario. Con tale metodologia, pagando rate per un periodo che varia dai 10 anni fino a poter raggiungere fino a circa 30 anni può pagare il totale prezzo della casa.
Il mercato finanziario e le aziende di credito erogano i mutui del tipo a tasso fisso a tasso variabile o di tipo misto.
Il primo, che naturalmente è sempre leggermente più alto di quello variabile, consente di conoscere la rata fissa per il periodo concordato.

Il tasso variabile, ad oggi più utilizzato, in quanto più vantaggioso economicamente rispetto al primo, può variare in funzione dell'andamento finanziario.
Le aziende di credito, permettono, per questo caso, di estinguere il debito sulla scorta di numero di rate, con importo della rata variabile, oppure con rata di importo fisso, variando però in questo ultimo caso il numero delle rate (ossia rispetto al momento della stipula, si può estinguere il debito alcuni mesi prima o dopo la scadenza inizialmente concordata a seconda dell'andamento finanziario). Ulteriore novità, a seguito della situazione finanziaria generale, a far data dal 2009 vi è la possibilità di richiedere l'applicazione del tasso già vigente nel 2006, fatta vertenza che la differenza degli interessi passivi dovuti in applicazione agli attuali tassi, deve essere versata, sempre a rate, dopo la scadenza prevista per l'estinzione del muto.
Già con normativa finanziaria recente (anno 2006), nel decorso del tempo di estinzione del debito, è possibile rinegoziare il debito (dopo cinque anni dell'erogazione) in funzione dell'andamento del mercato finanziario, oppure si può estinguere il debito anticipatamente, in entrambi casi senza dover pagare alcuna penale alla banca.
Con la recente finanziaria 2008, sono state emanate ulteriori vantaggi per i mutui stipulati per l'acquisto di abitazioni non di lusso destinati a prima casa. Infatti è stato aumentato da 3.615,20 a € 4.000,00 il tetto limite massimo sul quale calcolare la detrazione del 19% degli interessi passivi e oneri necessari (con una detrazione massima corrispondente aumentata da € 687,00 a € 760,00). Si ricorda inoltre che altresì detraibile dall'imposta sul reddito (Irpef) il 19% dei compensi pagati alle agenzie immobiliari in funzione dell'acquisto di prima casa, per un importo massimo di € 1.000,00.
Altra novità importante per i mutui, è che è stato istituito un fondo di Solidarietà per quelli sempre destinati a prima casa, con una dotazione di € 10 mila annui, già inseriti a bilancio per il biennio 2008 - 2009. Il mutuatario, che per proprie esigenze finanziarie critiche non può ottemperare al pagamento delle rate può chiederne la sospensione per non più di due volte nel corso dell'esecuzione del contratto, e comunque non oltre diciotto mesi. In questo caso il fondo istituito provvede al pagamento dei costi necessari per attuare le procedure bancarie e delle spese necessarie per il perfezionamento e modifica degli atti di sospensione dei pagamenti. Per poter accedere a detto beneficio, il mutuatario deve dimostrare di non essere in grado di pagare sia le rate per le quali chiede la sospensione sia le spese necessarie all'attuazione del procedimento.

Inoltre, sempre nell'ambito dell'emanazione dell'ultima finanziaria, il Legislatore ha puntualizzato alcuni importanti punti, finalizzati a favorire lo sviluppo e la competitività del mercato finanziario mediante agevolazioni alla circolazione giuridica dei mutui ipotecari e degli immobili su cui giovano le relative ipoteche. In particolare è stato precisato che sono nulle tutte le clausole che prevedono oneri a carico del mutuatario.
Fonte : http://www.ilgiornale.it

mercoledì 25 giugno 2008

Mutui: Il tasso d'usura

Recentemente il Parlamento è intervenuto per aggiornare le disposizioni relative all'usura. Ora il Ministero del Tesoro rende noto trimestralmente il tasso effettivo globale medio degli interessi applicati dalle banche e dagli intermediari finanziari.

Se il tasso applicato al finanziamento supera quest'ultimo valore aumentato del 50%, si configura il reato di usura.

Link consigliato
Ufficio italiano cambi - i tassi d'interesse da ottobre a dicembre 2007

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Finanziaria 2008. Gli italiani e la casa

Sconto Ici, agevolazioni per ristrutturazioni e mutui, detrazioni Irpef  per inquilini. Vediamo quali sono nel dettaglio le principali novità, in materia di casa, della legge finanziaria 2008, manovra economica approvata in via definitiva il 21 dicembre 2007.  

Sconto Ici e mutuo

Per i proprietari è previsto uno sconto Ici sulla prima casa: all'attuale detrazione di 103,29 euro è possibile sommare un'altra detrazione Irpef che equivale all'1,33 per mille del valore catastale dell'immobile e non può superare i 200 euro. I proprietari possono beneficiare anche di un aumento del 10% delle agevolazioni sul mutuo: sono previsti infatti sconti sull'Irpef del 19% degli interessi passivi del mutuo fino a 4000 euro l'anno.

 

Ristrutturazioni e bonus energia

A favore dei proprietari, inoltre, sono stati prorogati al 2010 gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di efficienza energetica. Per quanto riguarda i primi, confermata la detrazione Irpef del 36% sulle spese effettuate; per l'installazione di pannelli solari e nuove caldaie è possibile beneficiare della detrazione Irpef del 55%. Inoltre per sostituire le finestre non è più necessaria la certificazione energetica dell'edificio, obbligatoria per gli altri interventi.

 

Agevolazioni sugli affitti

Meno Irpef anche per gli inquilini, ma solo quelli con contratto di affitto regolarmente registrato, che può essere indicato nella dichiarazione dei redditi o comunicato al sostituto d'imposta, cioè i soggetti come datore di lavoro o ente di previdenza che per legge sostituiscono in tutto o in parte il contribuente nei rapporti col fisco, trattenendo le tasse relative a compensi, salari, pensioni e versandole in un secondo momento allo Stato.

 

Di seguito le detrazioni Irpef

- 300 euro all'anno per gli inquilini con reddito fino a 15.494 euro all'anno

- 150 euro all'anno per i contribuenti con reddito compreso tra 15.494 e 30.987 euro all'anno

 

L'agevolazione sull'affitto è più alta per i giovani tra i 20 e i 30 anni

 

- 991, 60 euro all'anno per i ragazzi con reddito fino 15.494 euro all'anno

- 500 euro all'anno per i ragazzi con reddito tra 15.494 e 30.987 euro all'anno 

 

Per gli universitari fuori sede con contratto registrato, invece, la detrazione Irpef è pari al 19% dell'affitto, come già previsto dalla legge Finanziaria 2007.

 

Link consigliato

Governo italiano - Finanziaria 2008, gli sconti per la casa (in pdf)

Come accendere un mutuo: agevolazioni fiscali

La legge prevede la possibilità di detrarre dall'Irpef lorda un importo pari
al 19% dei seguenti oneri:

interessi passivi
oneri accessori (spese notarili, spese di istruttoria e di perizia, oneri
fiscali, ecc…)
quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione
Nel caso di acquisto della prima casa, l'importo massimo su cui calcolare la
detrazione del 19% è pari a 4000 euro. Ad esempio, se nell'anno si pagano
interessi passivi per 4.400 euro, la riduzione di imposta sarà di 760 euro
(cioè il 19% di 4000 euro, importo massimo su cui calcolare la detrazione).

Per usufruire delle detrazioni, sui mutui stipulati dal 2001, l'immobile
deve essere adibito ad abitazione principale entro 1 anno dall'acquisto, che
deve avvenire nell'anno antecedente o successivo alla data di stipulazione
del mutuo.

A coloro che hanno deciso di mantenere il tfr in azienda in seguito alla
riforma della previdenza complementare, è bene ricordare che i dipendenti di
un'impresa privata possono chiedere un anticipo sulla liquidazione per
l'acquisto della prima casa per sè o per i figli. Come? Con la
documentazione relativa all'acquisto: alla domanda bisogna allegare l'atto
notarile, il preliminare e tutti gli altri documenti che attestano
l'acquisto dell'abitazione. L'anticipazione può essere richiesta solo una
volta, solo per l'acquisto della prima casa e non deve superare il 70% della
somma maturata in almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di
lavoro.

Se, invece, il mutuo viene erogato per costruzione o ristrutturazione della
prima casa, l'importo massimo scende a 2.582 euro. Il diritto alla
detrazione viene meno a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in
cui l'immobile non è più utilizzato come abitazione principale, salvo che
ciò dipenda da:


- trasferimento per motivi di lavoro;

- ricovero in casa di cura;

- immobile di proprietà del personale delle Forze armate e di Polizia.

Inoltre, la detrazione non è ammessa nel caso in cui il mutuo ipotecario sia
stato stipulato autonomamente per acquistare una pertinenza dell'abitazione
principale (cantina, box, ecc...). In base all'art. 3 del decreto 30 luglio
1999, per fruire delle detrazioni il contribuente deve conservare ed esibire
i seguenti documenti:

quietanze di pagamento degli interessi passivi relativi al mutuo

copia del contratto di mutuo dal quale risulti che si prevedono interventi
di costruzione e ristrutturazione

copia della documentazione che attesta la spesa per gli interventi
effettuati.

Attenzione. Se l'ammontare del mutuo è superiore alle menzionate spese
documentate, le detrazioni non si calcolano sugli interessi relativi alla
parte di mutuo eccedente l'ammontare delle spese.

Ricordiamo che il decreto Bersani sulle liberalizzazioni ha stabilito la
portabilità del mutuo: chi ha acceso un mutuo con una banca, può trasferirlo
ad un'altra banca, stipulando un nuovo contratto di finanziamento, anche con
scrittura privata, e senza perdere alcun beneficio fiscale.

Di seguito tutte le novità introdotte dalla Finanziaria 2007 in tema di
successioni, donazioni, ristrutturazioni della casa, le nuove agevolazioni
previste dalla Finanziaria 2008 e la guida alle agevolazioni fiscali sui
mutui ad opera dell' Agenzia

http://www.intrage.it/rubriche/finanza/imutui/agevolazioni_fiscali/index.sht
ml

Come accendere un mutuo: un esempio pratico

Per avere un'idea di quali potrebbero essere i costi da affrontare, proviamo
a prendere in esame un caso specifico. Si tenga presente che ogni banca
applica le proprie condizioni economiche e valuta ogni singola fattispecie.
Supponiamo di avere a disposizione 50.000 euro e di voler acquistare un
appartamento (prima casa) del valore di 150.000. E' necessario chiedere un
mutuo di circa 100.000 euro, un importo teoricamente finanziabile perché
inferiore all'80% del valore totale dell'immobile. Optando per un mutuo a
tasso fisso ventennale, per esempio al 7% di interesse, si dovrà pagare una
rata mensile di 775 euro. Nel caso specifico, questa somma rimarrà sempre
uguale, qualunque sarà l'andamento futuro dei tassi. Per essere sicuri di
non dover ricorrere a garanzie aggiuntive, si dovrà dimostrare un reddito
familiare netto complessivo pari ad almeno 2.300 euro mensili.

Dal punto di vista fiscale, si potrà detrarre il 19% degli interessi
passivi, ottenendo, in questo caso, una riduzione di imposta pari a circa
687 euro annui.
Le spese relative all'istruttoria, la perizia e gli onorari del notaio
potranno variare dai 1000 ai 2.500 euro. Il finanziamento dovrà essere
richiesto con anticipo, poiché i tempi di erogazione variano dai 20 ai 60
giorni.

Ricordate che il decreto Bersani sulle liberalizzazioni ha stabilito che il
cittadino, dopo aver pagato interamente il mutuo, non deve affrontare nuove
spese per avere la piena disponibilità della casa. Inoltre, per cancellare
l'ipoteca sulla casa, dopo aver estinto il mutuo, non serve più l'autentica
del notaio. E' la banca che deve comunicare entro 30 giorni l'avvenuta
estinzione del mutuo alla Conservatoria.
http://www.intrage.it/rubriche/finanza/imutui/come_accendere_mutuo/index.sh
tml

La corsa dei tassi non si ferma

Chi ha acceso un mutuo a tasso variabile non può avere pace. Molti si
chiederanno il perchè, visto che solo la settimana scorsa la fitta nebbia
che avvolgeva il "tasso" sembrava diradarsi, facendo intravedere uno
spiraglio di luce.
La risposta che cercano i circa tre milioni di italiani che hanno
sottoscritto un finanziamento variabile è semplice.
L'Euribor a tre mesi, il tasso al quale le banche si scambiano il denaro, ha
toccato il 4,728%, il massimo da due mesi, nettamente al di sopra del 4%
previsto dalla Banca centrale europea.
L'impennata di oltre lo 0,30%, in meno di due mesi, è un segnale di quello
che gli operatori definiscono "stress finanziario" del sistema. La stessa
Bce aveva monitorato il problema ma non sono bastate le forte immissioni di
liquidità, motivo per cui l'Euribor a gennaio era ritornato su livelli che
potremmo definire "normali".
Ora oltre alla Bce, anche la Fed americana, la Banca d'Inghilterra e la
Banca centrale svizzera si sono dette pronte ad agire per fluidificare il
mercato interbancario.
Ma quali sono le cause di queste pressioni sui tassi? Gli esperti spiegano
che il "colpevole" è la conseguenza della crisi della Bear Stearns, la banca
d'affari Usa sull'orlo del fallimento e salvata dagli interventi della Fed
americana e da Jp Morgan.
Per fare un esempio concreto, nel mese appena trascorso, con questo trend,
un mutuo trentennale di 150 mila euro, sconterà un incremento della rata
mensile di 16 euro.

Mutui: al via la sfida tra le banche

 

L'erogazione dei mutui appare essere in discesa. Ecco che inizia così la bagarre fra i vari istituti di credito per conquistarsi più clienti possibili.
Infatti l'andamento non certo roseo del mercato immobiliare, logicamente, sta condizionando anche il mercato del credito fondiario.
Dal punto di vista strategico, a fronte di un settore che, dopo la corsa degli ultimi anni, potrebbe vivere una fase di rallentamento in termini di nuove erogazioni, diventa sempre più importante guadagnare quote nel segmento delle rinegoziazioni.
Segmento, che a detta degli esperti, potrebbe costituire una parte sempre più importante anche in termini di volumi erogati, dell'intero settore dei prestiti per la casa. Infatti, come rileva Nomisma nel primo Rapporto sul mercato immobiliare 2008, nei primi mesi dell'anno in Italia si è registrata una diminuzione delle erogazioni di mutui del 10% rispetto all'anno passato.
Un dato che, anche se il 2008 è appena iniziato, è già significativo. Maggior peso a tale rilevazione è dato dal fatto che, sul totale di nuovi mutui erogati, il 28% è stato destinato alla sostituzione di un finanziamento acceso in precedenza.
La conclusione? I grandi gruppi bancari si sfideranno all'ultimo colpo sia per acquisire nuovi clienti, sia per "scippare" sempre più acquirenti alla concorrenza.

lunedì 23 giugno 2008

Le regole per la rinegoziazione dei mutui prima casa

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I sottoscrittori non dovranno sostenere alcuna spesa di rinegoziazione.

Le rate variabili dei mutui stipulati entro il 1° gennaio 2007 potranno diventare fisse mantenendo l'importo medio delle rate pagate nel 2006, e i sottoscrittori non dovranno sostenere alcuna spesa di rinegoziazione, lo rende noto il Ministero dell'economia in accordo con l'ABI, l'Associazione Bancaria Italiana, la Convenzione interesserà le rate in scadenza dopo il 1° gennaio 2009.

La differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano originario di ammortamento e quello risultante dall'atto di rinegoziazione, è addebitato su un conto di finanziamento accessorio al tasso che si ottiene in base all'Irs a 10 anni, alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 per cento.

La differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano originario di ammortamento e quello risultante dall'atto di rinegoziazione, è addebitato su un conto di finanziamento accessorio al tasso che si ottiene in base all'Irs a 10 anni, alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 per cento.

Nel caso in cui i tassi aumentassero, crescerebbe la differenza tra la rata originaria e quella della rata rinegoziata. La differenza in tal caso verrebbe addebitata sul conto di finanziamento accessorio. Nel caso i tassi invece scendessero, il risparmio sarebbe portato a decremento del conto di finanziamento accessorio che potrebbe di conseguenza azzerarsi. Il conto di finanziamento, che sarà acceso e che si baserà sulla differenza tra vecchia e nuova rata, è senza costi e il cliente lo rimborserà eventualmente dopo aver finito il mutuo originario

Non sarà necessario, inoltre, l'intervento del notaio trattandosi di una rinegoziazione ed essendo prevista la continuità dell'ipoteca a garanzia del debito. L'ipoteca dipende infatti dalla durata del debito, quindi la garanzia continua ad assistere il rimborso del debito.

 

rinegoziazione o surroga: calcola cosa ti conviene

Hai un mutuo a tasso variabile e vuoi pagare meno? Confronta gli effetti sul tuo mutuo della rinegoziazione secondo l'accordo ABI - Governo e della surroga per trovare la soluzione migliore.

 

 

Fonte : http://www.ilsole24ore.com

Le novità sono buone, ma i tassi si alzano.

Famiglie in affanno nel labirinto mutui.
Provando a mettere in fila le buone notizie il materiale non mancherebbe.
«Il Governo farà in modo che ci sia la portabilità gratuita per i mutui
casa» ha assicurato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

In settimana Banca Mediolanum ha annunciato interventi migliorativi a favore
di clienti vecchi e nuovi per un valore complessivo di 65 milioni di euro.
Che si traduce (da settembre) in un taglio medio dello spread sull'Euribor
dello 0,64%, anche per i clienti che hanno già in corso un contratto a tasso
variabile.

In aggiunta, il presidente Ennio Doris ha lanciato una campagna per la
conquista di nuovi clienti con l'offerta di condizioni favorevoli finora
solo avvicinabili con le banche online (vedi tabella). «Grazie a questa
flessibilità – scrive Banca Mediolanum – puoi già oggi abbassare la tua rata
anticipando le opportunità che l'accordo Abi-Governo sta prevedendo dal
2009».

Altri operatori (vedi anche l'intervista ad Alfredo Sanguinetto) si stanno
muovendo per venire incontro a chi è in difficoltà sui prestiti per la prima
casa. «Noi abbiamo giá rinegoziato dallo scorso anno le rate dei mutui con
nostri clienti» ha precisato Alessandro Profumo, amministratore delegato di
UniCredit .
Non è beneficenza, come si può ben immaginare. Da sempre i banchieri, per le
imprese e per i privati, hanno convenienza a mantenere in vita i prestiti
favorendo allungamento delle scadenze ed evitando di mandare "in aceto" il
finanziamento. La stessa convenzione Governo-Abi, tutta centrata sulla
rinegoziazione (quindi con legame più stretto con la stessa banca), offre
un'opportunità in più da valutare.

Come è noto l'accordo raggiunto fra le parti, e che riguarderà mutui con
tasso variabile contratti prima del 2007 e per le rate in scadenza dal
gennaio 2009, prevede che le banche aderenti propongano ai clienti (circa
1,2 milioni di famiglie) una ristrutturazione tale da ridurre l'importo
della rata. Si avrà una rata certa (alla media del 2006) e l'eventuale
differenza tra l'importo delle nuove rate e quello che il mutuatario avrebbe
dovuto pagare viene accantonata in un conto accessorio su cui maturano
interessi passivi (tasso Irs a 10 anni maggiorato dello 0,50%). Gli
interessi verranno rimborsati con rate aggiuntive. L'Antitrust, favorevole
alla convenzione Abi, ha chiesto a Governo e Parlamento di favorire la
riduzione «dei tempi e dei costi delle procedure di trasferimento del
rapporto contrattuale». Ma le buone notizie potrebbero essere anche altre.

La congiuntura dei tassi ufficiali e di mercato va però in direzione opposta
e annulla il potenziale benefico di tali novità. L'Euribor a tre mesi
giovedì si è riportato a ridosso della soglia del 5% (il 6 giugno era salito
al 4,97% il massimo dal dicembre 2000) e nonostante le rassicurazioni il
mercato è convinto che la Bce, preoccupata dalla fiammata d'inflazione,
muoverà i tassi ufficiali al rialzo. Una volta, o forse anche più. In queste
condizioni alle famiglie a rata variabile (e apprensione crescente) non
resta che individuare la migliore via d'uscita.


Fonte : http://ilsole24ore.com

Casa: aumentano i proprietari. Prezzi alle stelle per gli affitti

Continuano ad aumentare le case di proprietà, mentre in affitto va solo chi
è costretto per motivi di studio o di lavoro: questa la fotografia scattata
da Nomisma sul mercato immobiliare in Italia.

In base al rapporto, il 72 per cento delle famiglie italiane è proprietaria
dell'abitazione in cui vive o ne dispone gratuitamente, mentre sarebbero
circa 4,3 milioni il numero dei nuclei familiari che abita in una casa
locata (trent'anni fa erano circa 7 milioni).

Crescono i prezzi degli affitti

Il mercato "dell'affitto" ha registrato dal 1991 al 2007 rialzi del 66,7 per
cento: i principali rialzi sono avvenuti soprattutto nelle aree urbane
centrali.

L'incidenza della locazione di un'abitazione (Nomisma prende come esempio
una casa di 80 mq) sul reddito familiare è passata dal 20,7 per cento dei
prima anni '90 all'attuale 28,5 per cento, con un aumento (tra il 1998 e il
2005) vicino ai 38 punti percentuali.

Dal rapporto – su un campione di 500 agenti immobiliari in 13 grandi città
italiane - emerge che il canone mensile di mercato (per un appartamento di
80 mq) raggiunge una media di 789 euro. Sopra la media i prezzi di Roma
1.359 euro, Milano 1.125 euro e Firenze 981 euro.

Tali dati evidenziano che il canone di locazione attualmente sul mercato è
superiore del 38,6 per cento rispetto alle aspettative di chi cerca casa in
affitto (il canone medio sostenibile è fermo a circa 561 euro).


http://www.finanzautile.org/casa-aumentano-i-proprietari-prezzi-alle-stelle-
per-gli-affitti.htm

Mutui: dal Codacons il servizio "Sos Mutui"

Il Codacons avvia un nuovo servizio – Sos mutui – che va in soccorso di
tutti i consumatori e le famiglie che sono in difficoltà nel pagamento delle
rate dei mutui o che sono alle prese con problemi relativi a conti bancari o
credito al consumo.

Il servizio – spiega l'Associazione – permetterà a tutte le persone di
ricevere una consulenza gratuita da un pool di avvocati Codacons esperti del
settore, che risponderanno a tutti i quesiti posti.

Le domande, comunica il Codacons, possono essere inoltrate all'indirizzo
e-mail banche@codacons.it , oppure è possibile partecipare ad un forum
telefonico chiamando il numero 178.440.23.58 dal lunedì al venerdì dalle ore
13:30 alle 15:30.

Mutui: tassi verso nuovo rialzo. Euribor ai massimi da 8 anni.

Il periodo di tregua sui tassi sembra finito: il presidente della Bce
Jean-Claude Trichet nella consueta riunione mensile della Banca Centrale
europea ha chiaramento annunciato un rialzo dei tassi di riferimento già nel
mese di luglio, prendendo così "in contropiede" analisti e specialisti del
settore che stimavano un rialzo solo per fine anno.

La reazione sui mercati è stata violenta, tanto da spingere verso l'alto i
tassi del mercato monetario.

L'Euribor tre mesi – quello cioè che le banche applicano fra di loro per i
depositi a scadenza trimestrale e che rappresenta il benchmark per i
prestiti commerciali - è volato a 4,967%, superando così il recente picco di
4,93% toccato nel dicembre 2007 in piena crisi di liquidità.

Ma soprattutto si tratta del massimo dal 31 ottobre 2000, allora l'Euribor
segnò 5,14%.

Si profila dunque una nuova ondata di rincari per i mutui indicizzati ai
tassi Euribor.

COSA ACCADE SUI TITOLI DI STATO

Il mercato dei titoli di Stato non poteva che reagire alla "bomba" innescata
da Trichet: in Europa, sono in netto rialzo i Bund - i titoli decennali
tedeschi - con conseguente calo dei rendimenti.

Al contrario, volano i rendimenti dei titoli tedeschi a due anni che sono
arrivati a superare decisamente i tassi offerti dai titoli decennali:
l'inversione della curva dei rendimenti è la più marcata dall'introduzione
dell'euro nel 1999, con un differenziale fra il tasso del due anni e quello
del bund decennale arrivato a 30 punti base (60 sulla curva swap).

http://www.finanzautile.org/mutui-tassi-verso-nuovo-rialzo-euribor-ai-massim
i-da-8-anni.htm

Mutui: in Italia i tassi più alti d'Europa

Le famiglie italiane che contraggono mutui per comprare casa restano tra le
più tartassate d'Europa, con un costo dei prestiti tuttora più alto di
quello degli altri partner Ue.

La qualità del credito bancario resta elevato, ma si riscontrano comunque
più ritardi nel pagare le rate dei mutui a tasso variabile rispetto a quelli
a tasso fisso.

Sono questi i contorni della fotografia sulla situazione dei prestiti alle
famiglie scattata nella Relazione Annuale della Banca d'Italia.

Negli ultimi due anni, si legge, il peso dei nuovi prestiti a tasso
variabile sul totale dei nuovi finanziamenti alle famiglie per acquisto di
case è diminuito di 37 punti percentuali, convergendo al valore medio
dell'area euro.

Tuttavia - avverte Bankitalia - l'elevata quota di finanziamenti a tasso
variabile erogata negli anni passati fa sì che l'esposizione delle famiglie
italiane ai rischi derivanti dalle variazioni dei tassi di mercato rimanga
più alta rispetto alla media europea.

Alla fine del 2007 il tasso di interesse sulle nuove erogazioni di mutui a
tasso variabile è cresciuto di 8 decimi di punto al 5,5% (5,3% nell'area
euro). In Italia, il costo dei mutui, sia a tasso variabile, sia fisso, è
maggiore che nel resto dell'area euro, anche se per quelli a tasso fisso il
differenziale si è ridotto a fine 2007 di 7 decimi di punto grazie alla
maggior concorrenza.

La Banca d'Italia rileva inoltre che la qualità del credito alle famiglie lo
scorso anno è rimasta elevata: il rapporto tra nuove sofferenze e prestiti
in essere è rimasto fermo allo 0,8%. L'evoluzione del mercato dei mutui
immobiliari, dunque, potrebbe aver accresciuto il grado di fragilità
finanziaria delle famiglie, soprattutto nelle fasce di reddito più basse,
senza tuttavia riflettersi ancora in un aumento dei prestiti in sofferenza.

In particolare, i risultati di un'indagine condotta da Bankitalia, mostrano
che il tasso medio di insolvenza è aumentato nel 2007, ma resta su valori
relativamente contenuti. Nel quadriennio 2004-06 il 3,5% dei clienti ha
avuto almeno un ritardo nel pagamento delle rate e la percentuale dei
ritardi è stata pari al 3,8% per quelli a tasso variabile, contro l'1,8% dei
mutui a tasso fisso.

Le segnalazioni di vigilanza relative ai primi mesi 2008 mostrano comunque
una riduzione della consistenza complessiva dei mutui per acquisto di case.

Mutui: dal 2005 ad oggi, rate raddoppiate. Volano i pignoramenti

Situazione "allarmante" per oltre 3,2 mln di italiani che hanno stipulato un
contratto di mutuo a tasso variabile: dal 2005 ad oggi, infatti, l'importo
medio delle rate è aumentato del 55%.

I dati arrivano dal consueto report dell'Adusbef, che mette in risalto come
per un mutuo decennale dell' importo di centomila euro chi pagava tre anni
fa una rata di 700 euro mensili oggi deve corrisponderne oltre 1.135 euro.

E la situazione potrebbe peggiorare nel breve: secondo gli annunci della
Bce, infatti, già nel mese di luglio ci sarà una nuova stretta sui tassi d'
interesse che dovrebbero salire dal 4% al 4,25%.

Tale manovra comporterà inevitabilmente risvolti negativi su quanti hanno
stipulato un mutuo a tasso variabile ma anche su tutti i consumatori che
hanno in corso un finanziamento.

Ma non solo i tassi Bce influenzano la rata: a condizionarla maggiormente è
infatti un altro tasso di riferimento, il "famigerato" Euribor.

COME FUNZIONA

L'Euribor, acronimo di Euro Interbank Offered Rate, è un tasso di
riferimento privato, calcolato giornalmente, che indica il tasso di
interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali
banche europee.

Attualmente viene fissato dalla European Banking Federation (EBF) – che
rappresenta 4.500 banche di 24 membri oltre l'Islanda, la Norvegia e la
Svizzera - intorno alle ore 11, come media dei tassi di deposito
interbancario tra un insieme di banche, oltre 50.

Non c'è un solo tasso Euribor: vengono infatti definiti tassi per durate di
tempo differenti, che variano tra una settimana e un anno.

L'Euribor è un indicatore molto affidabile del costo del denaro a breve
termine, e quindi è spesso usato come tasso base per calcolare interessi
variabili, come quello dei mutui: ad esempio, un mutuo può essere offerto
con cedola semestrale al tasso "euribor a sei mesi più uno spread
dell'1.5%".

Quindi, è facile capire, che è il tasso Euribor a condizionare maggiormente
la rata di un mutuo: basti pensare, infatti che nonostante la Bce non tocchi
i tassi d'interesse da un anno (13 giugno 2007), l'Euribor è cresciuto
comunque facendo lievitare la rata dei mutui.

In particolare, nell'ultimo anno, l'Euribor a 3 mesi è lievitato del 20,38
per cento, passando dal 4,126% a quasi il 5% (4,967 per cento). Un vero
salasso!!!!

ALLARME PIGNORAMENTI

Secondo le stime Adusbef, sulla base di dati ufficiali, sono aumentate in
modo esponenziale le insolvenze e le procedure esecutive nei tribunali: dal
2005 ad oggi, sono cresciute del 25%.

Il record nazionale per l'aumento dei pignoramenti spetta a L'Aquila che
passa dagli 89 pignoramenti del 2006 a 125 del 2007, registrando così un
incremento del 41%.

In seconda posizione c'è Lecce, dove l'aumento è del 35% con 965
pignoramenti nel 2007 a fronte di 715 dell'anno precedente.

Nella poco invidiabile classifica seguono, Napoli (+29%), Venezia e Nocera
(+28%), Macerata (+27%) e Como (+26%). Milano sale a 2.297 da 1.883
pignoramenti.

L'incremento più modesto, invece, è stato segnato a Pinerolo, con "solo" un
+15%.

http://www.finanzautile.org/mutui-dal-2005-ad-oggi-rate-raddoppiate-volano-i
-pignoramenti.htm

Mutui: cancellato il fondo di solidarietà per la prima casa

Ciao, ciao fondo di solidarietà per far fronte al caro mutuo: già, avete
letto bene, il nuovo Governo ha "tagliato" l'attesissima "sovvenzione"
prevista dalla Finanziaria 2008 e approvata dal Parlamento, per cui chi non
riusciva a far fronte al caro mutuo poteva chiedere alla propria banca di
sospendere, per un massimo di tre anni, i pagamenti delle rate.

Il taglio - da circa 20 milioni di euro - è la conseguenza dell'adozione
della misura sulla rinegoziazione dei mutui contenuta nel decreto fiscale,
proposto e realizzato da Tremonti.

Sicuramente i fondi stanziati sarebbero stati insufficieti per soddisfare l'
enorme richiesta dei cittadini, ma potevano rappresentare – almeno
inizialmente – una "boccata d'ossigeno" per molti.

Con questa operazione si toglie così ai consumatori un'opportunità in più
per gestire il proprio contratto di mutuo e a gioire – come sempre accade –
sono le banche.

Gli Istituti di credito infatti possono tiare un bel sospiro di sollievo:
con il nuovo decreto fiscale non dovranno fare alcuno sconto ai clienti, ma
dovranno solo allungare i mutui a fronte del pagamento di ulteriori
interessi da parte delle famiglie.

http://www.finanzautile.org/mutui-cancellato-il-fondo-di-solidarieta-per-la-
prima-casa.htm

venerdì 20 giugno 2008

Rallenta la crescita globale. L'inflazione resta elevata

La crescita economica globale si indebolisce, mentre l'inflazione resterà
elevata nella maggior parte delle economie avanzate. E con la crisi
finanziaria che non si è ancora conclusa «ci vorrà tempo e politiche
adeguate» affinché l'attività economica ritrovi slancio. E' quanto afferma
l'Ocse - l'Organizzaizione per la cooperazione e lo sviluppo economico - che
oggi ha pubblicato il suo ultimo outlook globale.
Per la media di tutti e 30 i paesi dell'organizzazione si profila un
rallentamento della crescita economica al l'1,8%, dal +2,7% registrato nel
2007. E il rallentamento si trascinerà anche nel 2009, con un 1,7%. Netta
frenata anche per gli Usa, prima economia globale che nel 2008 vedrà
l'espansione limitata all'1,2%, seguito da un ulteriore indebolimento della
crescita all'1,1% nel 2009. Per l'area dell'euro l'Ocse prevede un +1,7% nel
2008 e un +1,4% nel 2009.
Si tratta di uno scenario che si combina con la turbolenza dei mercati - ha
spiegato il capo economista dell'organizzazione Joergen Elmekov - la frenata
del mercato immobiliare e l'esplosione dei prezzi delle materie prime".
Elmeskov sottolinea che la situazione avrebbe potuto rivelarsi ben più grave
se negli anni passati non fossero state varate riforme strutturali che hanno
consentito di limitare le perdite per questa «tempesta quasi perfetta»:
crisi finanziaria combinata a impennate dei prezzi di materie prime e
alimentari.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/ocs
e-outlook-crescita-globale.shtml?uuid=9e5bc0ec-321f-11dd-8704-00000e251029&D
ocRulesView=Libero&correlato

Crisi subprime, in un anno cadute tante teste eccellenti

A poco più di un anno dallo scoppio della crisi dei mutui subprime,
innescata lo scorso luglio dal fallimento di due hedge fund di Bear Stearns,
arrivano la maxi indagine federale sulla crisi e i primi arresti, anche
eccellenti.
Ma nel frattempo le teste cadute a Wall Street a causa dei subprime sono già
molte, così come le società che sono state travolte dall'onda lunga della
crisi. In manette nelle ultime ore sono finiti proprio i due gestori degli
hedge fund di Bears Stearns, Ralph Cioffi e Matthew Tannin, che hanno
provocato poi l'effetto domino sul mercato, dichiarando l'avvio della crisi.
E quasi in contemporanea con i primi due arresti eccellenti, sui quali
gravano - e questa è la novità - accuse penali, il Dipartimento di Giustizia
e l'Fbi hanno reso nota la propria maxi-indagine che, apertasi lo scorso
marzo, ha già portato alla condanna di 173 persone su 283 arresti e 406
incriminati.
Di vittime, negli ultimi dodici mesi, la crisi dei mutui subprime ne ha
fatte molte. Fra queste Bear Stearns, la più piccola delle banche d'affari
statunitense, sull'orlo del fallimento e salvata in extremis da un'azione
congiunta JpMorgan-Fed.
Alcuni nomi di primo piano di Wall Street sono stati costretti a cedere i
posti di comando, travolti dalle ingenti perdite e svalutazioni ammesse: fra
questi Marcel Ospel (Ubs), Charles 'Chuck' Prince (Citigroup) e Stanley
ÒNeil (Merrill Lynch). Determinante nella crisi il ruolo giocato dalla Fed
che, modificando il proprio consueto atteggiamento, è intervenuta
massicciamente sia sul mercato (concendendo alle banche d'affari di accedere
alla finestra di tasso di sconto) sia a supporto dell'economia (riducendo
drasticamente i tassi di interesse al 2%). La crisi e il crollo di Bear
Stearns hanno acceso un forte dibattito sulla normativa in vigore negli Usa
e soprattutto sul ruolo della Fed, per la quale in molti chiedono più poteri
e maggiore accesso alle informazioni delle banche d'affari. Il segretario al
Tesoro Usa, Henry Paulson, lo ha ribadito anche nelle ultime ore: alla Fed
devono andare più poteri per garantire la stabilità dei mercati.
Nelle ultime ore le novità, soprattutto legali, legate alla crisi si sono
succedute: - Le autorità newyorkesi arrestano due ex manager di Bear
Stearns, accusandoli di frode. I legali di Cioffi e Tannin respingono le
accuse ma per i loro assistiti il rischio è di oltre 20 anni di prigione.
Tannin, infatti, rischia 20 anni per frode e complotto, mentre Cioffi ne
rischia 40 in quanto su di lui grava anche l'accusa di insider trading.
- L'Fbi e il Dipartimento di giustizia rendono noti i primi risultati
dell'operazione 'malicous mortgagè, che dal 1 marzo ha portato all'arresto
di 273 persone, di cui oltre 170 già condannate, su 406 incriminanti. Solo
nelle ultime 24 ore gli arresti sono stai 60. L'indagine Fbi-Dipartimento di
Giustizia non è collegata con quella che ha portato alla cattura dei due ex
manager Bear Stearns.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/cri
si-mutui-un-anno-tagli-manager.shtml?uuid=1b843aec-3e8f-11dd-9f82-00000e2510
29&DocRulesView=Libero&correlato

Crisi dei mutui, per gli hedge fund manager la fine è lontana

La crisi dei mercati finanziari innescata dal terremoto dei mutui subprime è
lontana dalla fine. Ne è convinta la maggioranza dei manager di hedge fund,
riuniti al Gaim International Conference di Monaco (il più importante evento
internazionale del settore). L'80% di loro, si è detto sicuro che la
tendenza al ribasso delle Borse mondiali continuerà ancora a lungo. Un
quarto pensa addirittura che la situazione peggiorerà significativamente.
«Non abbiamo ancora toccato il fondo». Questo in sintesi il parere di molti
analisti.

Dopo un periodo di relativa calma quindi, tornano a farsi strada previsioni
negative sull'andamento dei mercati. Il sentore lo si è avuto questa
settimana con la pubblicazione di un rapporto di Royal Bank of Scotland, che
ha rilanciato l'allarme rosso. «Abbiamo davanti a noi un periodo veramente
difficile – ha scritto mercoledì Bob Janjuah credit strategist di Rbs - gli
investitori stiano pronti». Stando al report, l'indice S&P 500 potrebbe
cedere oltre 300 punti entro il mese di settembre.

«Verranno al pettine tutti i nodi nati dalle politiche del credito super
espansive e dagli altri eccessi del boom dell'economia mondiale», hanno
scritto gli analisti britannici. E anche le politiche anti-inflazionistiche
delle banche centrali, che nell'ultimo mese hanno annunciato aumenti dei
tassi, presenteranno il conto ai mercati finanziari.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/hed
ge-fund-crisi-lontana.shtml?uuid=a21cdff6-3ed9-11dd-9f82-00000e251029&type=L
ibero

mercoledì 18 giugno 2008

Tremonti-Intesa mutui, vivi un po' meglio oggi, poi si vedrà

Mutui: dichiarazioni ingannevoli

Lannutti e i mutui:robe da Grillo

Decreto fiscale, pioggia di emendamenti e slitta l'esame

Slitta a mercoledì mattina l'inizio dell'esame degli emendamenti al decreto
fiscale nelle
commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Lo ha annunciato il relatore
per la commissione Finanze, il leghista Maurizio Fugatti, al termine della
riunione pomeridiana, dedicata alle ammissibilità. Ha suscitato una ridda di
polemiche la dichiarazione di inammissibilità da parte della presidenza
delle commissioni Bilancio e Finanze di un emendamento di Ventura che
proponeva di affrontare all'interno del decreto Ici il tema degli affitti
(si chiedeva un ampliamento delle detrazioni per le famiglie in affitto).
Non ha superato il vaglio anche l'emendamento dell'ex tesoriere della
Quercia Ugo Sposetti che voleva garantire la detrazione fiscale a chi ha
fatto un'erogazione liberale ai partiti presenti in Parlamento alla data del
31 dicembre 2007.

I deputati hanno presentato 373 proposte di modifica al provvedimento, di
cui 37 sono state valutate inammissibili. Il totale per ora ammonta a 336
emendamenti, ai quali però si sommeranno le proposte dei relatori al
provvedimento. La relatrice della commissione Bilancio Laura Ravetto ha
confermato l'intenzione di voler ripristinare il fondo per la lotta alla
violenza contro le donne e quello di solidarietà per le famiglie in
difficoltà con i mutui, accanto alla conferma la volontà di introdurre il
parere vincolante delle commissioni parlamentari per la variazione delle
dotazioni previste dalla legge di bilancio. Proposte sulle quali concorda il
sottosegretario al Tesoro Luigi Casero, ma sulle quali il Governo non ha
dato ancora il via libera.

Fra gli emendamenti cassati per inammissibilità un contributo in denaro alla
genitorialità, la rideterminazione dell'importo degli assegni familiari, il
contributo a parziale rimborso delle spese per le rette scolastiche dei
figli presso le scuole paritarie, la detrazioni per i libri delle superiori
e dell'università fino al tetto di 5mila euro, l'estensione al periodo
d'imposta 2008 delle disposizioni in materia di detrazioni fiscali.
Inammissibili anche le modifiche alle detrazioni per spese mediche, la
sospensione delle procedure esecutive sui mutui ipotecari sulla prima casa


fonte
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/06/decre
to-fiscale-emendamenti.shtml?uuid=ac179ee2-3c90-11dd-bc5b-00000e251029&DocRu
lesView=Libero&fromSearch

Mutui casa, tassi al 5,75% in maggio. Top da cinque anni

Record a maggio per i tassi applicati dalle banche sui prestiti alle
famiglie per l'acquisto delle abitazioni. Secondo le stime dell'Abi,
riportate dal bollettino mesile dell'associazione bancaria italiana, il
tasso è salito al 5,75% dal 5,66% di aprile superando il massimo degli
ultimi cinque anni che era stato raggiunto nel dicembre scorso (5,72%). In
rialzo anche il tasso medio sul totale dei prestiti a famiglie e imprese
elaborato dall'Abi e pari al 6,23% (6,19% in aprile).

Dal bollettino Abi emerge anche, intanto, che cresce la raccolta bancaria,
mentre decelerano gli impieghi. È quanto emerge In particolare, il tasso di
crescita tendenziale della raccolta è risultato pari al 10,2%, che si
raffronta al +8,9% di aprile 2008 e al +6,9% di maggio 2007. Alla fine di
maggio, la raccolta è risultata pari a 1.340 miliardi di euro e nel corso
dell'ultimo anno lo stock è aumentato di circa 124 miliardi. Si osserva una
accelerazione sia del trend dei depositi da clientela, il cui tasso di
crescita tendenziale è risultato pari al 4,8% (+3,9% ad aprile 2008 e +3% a
maggio 2007), e della dinamica delle obbligazioni delle banche: +17,6% a
maggio 2008 (+15,9% ad aprile 2008 e +12,8% a maggio 2007).

Quanto agli impieghi, hanno segnato un tasso di crescita tendenziale pari
all'8,6% (+9,2% ad aprile 2008 e +10,6% a maggio 2007). L'incremento di
maggio 2008 appare, tuttavia influenzato da ingenti operazioni di
cartolarizzazione, pertanto, depurato di tale effetto il tasso di crescita
risulterebbe pari al 9,4%. Alla fine di maggio l'ammontare degli impieghi
del sistema bancario italiano è risultato pari a 1,479 miliardi, segnando un
flusso netto di nuovi impieghi di circa 115,2 miliardi rispetto a fine
maggio 2007.

per approfondimenti
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/Mutui-casa-record.shtml?uuid=aecce254-3d27-11dd-bc5b-00000e251029&DocRulesView=Libero&fromSearch

Allarme Isvap sulle polizze mutui

La portabilità dei mutui, già rivelatasi una via crucis per i consumatori,
incontra un nuovo ostacolo sul suo cammino: la polizza assicurativa. Il
presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini, all'assemblea annuale
dell'istituto di vigilanza sulle compagnie, ha sottolineato il rischio che
«la rigidità dei costi e delle pratiche di risoluzione dei contratti»
vanifichi il trasferimento dei finanziamenti promesso dal legislatore.
Giannini non ha chiarito a quali coperture si riferiva. Normalmente un mutuo
immobiliare è "assistito" da una polizza incendio del caseggiato cui si è
aggiunta, in anni più recenti, la «temporanea caso morte» relativa al
rischio di decesso anticipato del mutuatario. Per concedere il mutuo una
banca spesso impone simili coperture che, nell'ipotesi di un trasferimento
del prestito dovrebbero anch'esse essere "portabili". Il problema nasce dal
fatto che la polizza è spesso pagata in anticipo, sotto forma di premio
unico, e le provvigioni sono elevate.

Colui che trasferisce altrove il suo mutuo dovrebbe ricevere pertanto un
rimborso della quota parte delle commissioni già versate e della copertura
del rischio non utilizzata. Ma così non è - ha detto Giannini sulla base
delle denuncie pervenute all'autorità – e pertanto è necessario «accordo
globale» che dia attuazione alla piena portabilità anche sul versante
assicurativo. «I problemi mi sfuggono – ha subito commentato il presidente
dell'Ania (l'associazione di rappresentanza degli assicuratori) Fabio
Cerchiai – ma se ce ne sono li risolveremo». In effetti le tradizionali
polizze sui caseggiati sono incluse nei "decreti Bersani" sui rami danni
che, vietando contratti di durata poliennale hanno comunque garantito agli
assicurati una disdetta anticipata e senza oneri dei contratti già in
vigore. Valgono poi le consuetudini assicurative – riguardano anche le
«temporanee caso morte» – che in talune circostanze consentono di cambiare
il beneficiario di una polizza. Cioè, nel caso specifico, di sostituire una
banca con un'altra. Probabilmente è proprio su questo punto che il
presidente dell'Ivap auspica un accordo quadro.

Per il resto la relazione di Giannini si è soffermata sul sullo scenario del
mercato assicurativo italiano che, nel 2007, ha registrato una «brusca
frenata nello sviluppo» interamente dovuta alla flessione della raccolta
(-11,4%) del ramo vita accompagnata da una sostanziale tenuta del ramo danni
(+1,3%). Largo spazio è stato dedicato alla Rc auto. La liberalizzazione va
bene - ha detto Giannini - ma non si è ancora accompagnata ad un calo delle
tariffe. Nel primo trimestre del 2008 si registra un rallentamento nella
raccolta premi che «merita attenzione» (per la verità un calo c'è stato
anche nel 2007). In ogni caso - a giudizio del presidente dell'Isvap – ci
sono le condizioni perchè le tariffe scendano del 5% entro l'anno.
Lusinghiere, in particolare, sono le prime risultanze dell'indennizzo
diretto che ha comportato una riduzione nei tempi medi di liquidazione (da
63 a 55 giorni) ed in una sostenuta diminuzione del costo medio dei sinistri
(-7,8%). Quest'ultimo dato sorprende. Poichè l'ammontare dei risarcimenti è
sostanzialmente rimasto immodificato, la riduzione del costo medio dovrebbe
essere stata accompagnata da un forte aumento nella frequenza dei sinistri,
di cui però Giannini non ha fatto menzione.
fonte
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/all
arme-isvap-mutui.shtml?uuid=ea700706-3c36-11dd-bc5b-00000e251029&DocRulesVie
w=Libero&fromSearch

Mutui casa, tassi al 5,75% in maggio. Top da cinque anni

Record a maggio per i tassi applicati dalle banche sui prestiti alle
famiglie per l'acquisto delle abitazioni. Secondo le stime dell'Abi,
riportate dal bollettino mesile dell'associazione bancaria italiana, il
tasso è salito al 5,75% dal 5,66% di aprile superando il massimo degli
ultimi cinque anni che era stato raggiunto nel dicembre scorso (5,72%). In
rialzo anche il tasso medio sul totale dei prestiti a famiglie e imprese
elaborato dall'Abi e pari al 6,23% (6,19% in aprile).

Dal bollettino Abi emerge anche, intanto, che cresce la raccolta bancaria,
mentre decelerano gli impieghi. È quanto emerge In particolare, il tasso di
crescita tendenziale della raccolta è risultato pari al 10,2%, che si
raffronta al +8,9% di aprile 2008 e al +6,9% di maggio 2007. Alla fine di
maggio, la raccolta è risultata pari a 1.340 miliardi di euro e nel corso
dell'ultimo anno lo stock è aumentato di circa 124 miliardi. Si osserva una
accelerazione sia del trend dei depositi da clientela, il cui tasso di
crescita tendenziale è risultato pari al 4,8% (+3,9% ad aprile 2008 e +3% a
maggio 2007), e della dinamica delle obbligazioni delle banche: +17,6% a
maggio 2008 (+15,9% ad aprile 2008 e +12,8% a maggio 2007).

Quanto agli impieghi, hanno segnato un tasso di crescita tendenziale pari
all'8,6% (+9,2% ad aprile 2008 e +10,6% a maggio 2007). L'incremento di
maggio 2008 appare, tuttavia influenzato da ingenti operazioni di
cartolarizzazione, pertanto, depurato di tale effetto il tasso di crescita
risulterebbe pari al 9,4%. Alla fine di maggio l'ammontare degli impieghi
del sistema bancario italiano è risultato pari a 1,479 miliardi, segnando un
flusso netto di nuovi impieghi di circa 115,2 miliardi rispetto a fine
maggio 2007.

per approfondimenti
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/Mut
ui-casa-record.shtml?uuid=aecce254-3d27-11dd-bc5b-00000e251029&DocRulesView=
Libero&fromSearch

La settimana in Borsa: dollaro in ripresa ma pesa la crisi dei mutui

Il biglietto verde in rialzo è la principale novità del finale della
settimana appena trascorsa. Dei dati macro USA diffusi, quello relativo
all'inflazione non ha preoccupato il mercato, in quanto l'indice dei prezzi
al consumo "core" relativo al mese di maggio ha evidenziato un rialzo su
base mensile dello 0,2%, in linea con le attese degli analisti; su base
annua l'inflazione è salita del 2,3%. Leggermente più elevati delle attese
invece i dati relativi ai prezzi al consumo "grezzi", vale a dire non
depurati dell'effetto dei prodotti alimentari ed energetici. Decisamente più
preoccupante invece il dato relativo ai pignoramenti immobiliari negli Stati
Uniti che, nel mese di maggio, sono raddoppiati rispetto al mese precedente,
con un incremento del 48% dei casi di insolvenza. Si tratta dei livelli più
alti da quando questi dati vengono rilevati dal sito Internet specializzato
RealtyTrac, che osserva pertanto un peggioramento della crisi dei mutui e
del mercato immobiliare, tenendo anche conto che le case recentemente
immesse sul mercato hanno ulteriormente aumentato le giacenze, con il
pericolo che i prezzi scendano ancora.
E sul fronte immobiliare domestico le notizie non sono più confortanti. Il
ritiro dell'ipo Immit fa toccare con mano quanto il settore sia sotto
pressione. Le motivazioni ufficiali del ritiro sono legate all'attuale
situazione dei mercati finanziari e alla possibilità di un significativo
ribasso dei prezzi dopo la quotazione. Si attendono pertanto tempi migliori
per il collocamento. Tuttavia la questione prezzo è a monte in quanto
evidentemente il mercato non riesce a supportare una richiesta di mezzi
finanziari così consistente. L'appartenenza poi al settore immobiliare ha
elevato la percezione del rischio da parte dei potenziali investitori.
Infatti all'attenzione del mercato vi sono eventi quali l'odierna
sospensione della contrattazioni di Aedes che, proprio in questi giorni, ha
approvato l'operazione con Nova Re finalizzata alla nascita di un modello
innovativo siiq, quale aggregatore di patrimoni immobiliari di terzi.
La sospensione è legata all'attesa di un comunicato emesso a mercati chiusi
tramite il quale è stato annunciato, oltre al riscadenziamento del debito
bancario, il ricorso a un aumento di capitale e/o all'emissione di un
prestito obbligazionario convertibile per coprire un fabbisogno finanziario
compreso fra 150 e 200 milioni di euro. L'ammontare preciso sarà definito in
seguito a una revisione del piano industriale 2008 – 2010 che sarà
presentata entro 60 giorni. Nel frattempo è stato già annunciato che
l'esercizio 2008 si chiuderà con un risultato negativo e in significativo
peggioramento sia rispetto al 2007 sia rispetto alle attese del Piano. Tale
andamento è legato al probabile mancato realizzo di plusvalenze da cessione
di asset e alla correlata mancata riduzione dell'indebitamento netto, in un
contesto di condizioni finanziarie più onerose rispetto al 2007.
Per la settimana in avvio il 16 giugno i dati macro attesi non sono
particolarmente significativi, eccezion fatta per quelli relativi alle
scorte di idrocarburi negli USA ("sorvegliate speciali" dopo i recenti cali
che hanno fatto impennare i prezzi del petrolio), che saranno comunicati il
18 giugno. Però molta attesa destano anche le trimestrali di Goldman Sachs e
Morgan Stanley, che saranno diffuse rispettivamente il 17 e il 18 giugno;
soprattutto dopo che le perdite annunciate da Lehman Brothers hanno
costretto la società a un aumento di capitale da 6 miliardi di $ e hanno
determinato un "terremoto ai vertici" con le dimissioni del direttore
finanziario e del direttore operativo. In Europa i dati macro più importanti
saranno invece il sondaggio ZEW sul sentiment economico in Germania (il 17
giugno) e un discorso del Presidente della BCE Trichet venerdì 20 giugno, a
mercati chiusi. Sulle prossime mosse della BCE regna ormai la più totale
incertezza, dopo che l'annuncio da parte di Trichet di un molto probabile
rialzo dello 0,25% a luglio è stato accolto molto negativamente dal mercato.
Nei giorni successivi a tale dichiarazione si sono susseguiti interventi di
membri del board della BCE che hanno parzialmente "ridimensionato"
l'aspettativa di rialzo dei tassi, ed attualmente la maggioranza degli
operatori finanziari dà praticamente per certo il rialzo dello 0,25% a
luglio ma non ritiene che tale intervento sarà seguito da un periodo di
ulteriori "strette monetarie".

Per approfondimenti
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/ana
lisi-settimana-borsa.shtml?uuid=d733097a-3a17-11dd-b0b9-00000e251029&type=Li
bero

Barclays conferma l'aumento di capitale e la Borsa si infiamma

LONDRA - Il titolo Barclays vola e traina l'indice della Borsa di Londra: la
banca britannica e' arrivata a guadagnare il 12,4% schizzando a 357,5p in
seguito alla conferma che un aumento di capitale e' imminente. Negli ultimi
giorni insistenti voci di mercato davano per certo il ricorso di Barclays a
un aumento di capitale da 4 miliardi di sterline entro due settimane e
l'intervento massiccio di fondi sovrani, in particolare la China Development
Bank e Temasek di Singapore. Stamani, lunedi 16 giugno, Barclays ha
confermato che sta prendendo "in seria considerazione" l'emissione di nuove
azioni ma non ha voluto confermare la cifra che intende raccogliere.
La settimana scorsa il titolo Barclays aveva toccato quota 293p, scendendo
ai minimi da dieci anni a causa delle voci di un ricorso al mercato e di
difficolta' dovute alla crisi finanziaria. La terza banca britannica finora
ha sofferto meno di altre per la crisi sui mercati finanziari, ma alcuni
analisti temono nei prossimi mesi un aggravamento della posizione di
Barclays Capitale, la divisione banca d'affari del gruppo e di Barclays
Global Investors, la divisione di asset management.
Stamani Barclays ha rassicurato il mercato rivelando che gli utili del
gruppo in maggio sono stati "molto superiori" ai 590 milioni di sterline
registrati nello stesso mese del 2007, uno degli ultimi periodi di forte
crescita prima della tempesta finanziaria. La banca e' ottimista anche per
il resto dell'anno in corso e ha dichiarato di prevedere una continua "forte
crescita degli utili" nel 2008.
La banca ha solo detto che rilascera' una dichiarazione ufficiale quando
avra' preso una decisione definitiva sull'aumento di capitale. Il mercato si
attende comunque che l'emissione di nuove azioni sia sottoscritta da due o
piu' fondi sovrani asiatici, probabilmente China Development Bank che
l'estate scorsa aveva gia' acquistato una quota del 3% di Barclays per 1,5
miliardi di sterline e Temasek che nello stesso periodo aveva rilevato l'1%
per circa 1 miliardo di sterline. I "vecchi" azionisti avranno comunque
l'opportunita' di acquistare la stessa percentuale di azioni che posseggono
per mantenere la loro posizione. Le azioni potrebbero essere vendute a uno
sconto del 10 per cento, secondo alcuni analisti.
Royal Bank of Scotland, l'ex rivale di Barclays nella corsa alla conquista
di Abn Amro, ha appena concluso un aumento di capitale da 12 miliardi di
sterline, il maggiore della storia britannica, mentre Hbos ha annunciato
l'intenzione di raccogliere circa 4 miliardi di sterline.

per approfondimenti
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/06/bar
clays-crisi-mutui-aumento-capitale.shtml?uuid=c456002e-3b79-11dd-ac5b-00000e
251029&type=Libero

Mutui, rinegoziazione o surroga: calcola cosa ti conviene

Hai un mutuo a tasso variabile e vuoi pagare meno? Confronta gli effetti sul
tuo mutuo della rinegoziazione ABI - Governo e della surroga per trovare la
soluzione migliore. segui questi link
http://mutuionline.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/guidaestrumenti/calcolatori/rinegoziazione_surroga_in.asp

sabato 14 giugno 2008

Intesa: piccoli passi per aiutare le famiglie

Il Gruppo guidato da Corrado Passera lancia il progetto "credito al lavoro"
e fa il check up finanziario ai clienti


L'indebitamento delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile è
ancora decisamente inferiore rispetto a quello di altri Paesi Europei. "Noi
siamo al 47%, contro il 69% della Francia, il 95% della Germania ed il 124%
della Spagna. Per non parlare degli stati Uniti, dove", ha spiegato Gregorio
De Felice, responsabile Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nel
corso della conferenza stampa tenuta questo pomeriggio a Milano, "i debiti
finanziari delle famiglie rappresentano il 134% del reddito disponibile".

Meno debiti, dunque, per le famiglie italiane. Fatto che, di per sé,
parrebbe una buona notizia. Anche se, va detto, tutti i segnali lasciano
prevedere una crescita dell'indebitamento anche in Italia. "Basti pensare",
sottolinea, Pietro Modiano, direttore generale vicario responsabile della
Divisione Banca dei territori, "che sempre più famiglie dovranno
fronteggiare un "congelamento" dei propri risparmi a favore di forme
previdenziali, e dovranno quindi, in misura crescente, ricorrere al debito
per finanziare le proprie necessità di spesa".

Secondo una ricerca condotta da Prometeia sull'identikit della famiglia
italiana indebitata, presentata durante la conferenza stampa, tra il 1998 ed
il 2006 l'esposizione media al credito è aumentata del 150% per quanto
riguarda l'acquisto di abitazioni, del 34% per l'acquisto di beni di
trasporto e del 180% relativamente ad altri beni durevoli. Non solo. "La
nostra ricerca evidenzia come le famiglie che ricorrono al debito siano più
giovani, con livelli di reddito superiori alla media del campione preso in
esame, una ricchezza complessiva più elevata ed un maggiore possesso di
prodotti finanziari di medio-lungo termine, come fondi comuni, assicurazioni
vita e fondi pensione", evidenzia Chiara Fornasari di Prometeia.

Si tratta, cioè, di quelle famiglie che, proprio per le caratteristiche
reddituali e patrimoniali medio-alte che le contraddistinguono, hanno una
maggiore probabilità di ripagare il debito senza problemi. Questo spiega
anche perché, nonostante il progressivo aumento del carico debitorio, non
siano finora emersi, a livello aggregato, segni di particolare difficoltà in
merito alla sostenibilità del debito delle famiglie. Anzi. Semmai, stando a
quanto si evince dalla ricerca di Prometeia, la qualità del credito bancario
è migliorata, con il rapporto tra sofferenze e impieghi sceso, nelle più
recenti rilevazioni, al minimo storico del 3%.

"Tutti i segnali ci dicono che l'indebitamento sta crescendo e non c'è
dubbio che crescerà anche nei prossimi anni. Noi dobbiamo fare in modo che
questa crescita avvenga in modo sostenibile e consapevole da parte delle
famiglie", ha detto l'amministratore delegato, Corrado Passera.

In questo quadro si colloca l'iniziativa del Gruppo Intesa Sanpaolo che,
attraverso il progetto "Credito al lavoro" si dice intenzionata a migliorare
la cultura della pianificazione finanziaria delle famiglie italiane. Da
oggi, nelle 6.500 filiali della banca dei territori sarà attivo per tutti i
clienti e non clienti un servizio di "check up finanziario" attraverso cui,
a fronte di una serie di informazioni – età del richiedente, regione di
residenza, titolo di studio, professione e condizione lavorativa, reddito
familiare mensile netto, stipendio mensile netto, ammontare attività
finanziaria, canone mensile per affitti, debiti in corso - verranno
individuati ,e condivisi con il cliente, il suo profilo ed il saldo
finanziario: questo è determinato dalla differenza tra reddito effettivo e
spese "incomprimibili", indispensabili, cioè, per il mantenimento della
famiglia, e rappresenta la parte di reddito potenzialmente destinabile al
risparmio, al debito o ad altri consumi.

Il Progetto "Credito al lavoro" si propone di essere uno strumento duplice:
nelle mani del cliente, per pianificare in modo più consapevole il proprio
bilancio familiare; nelle mani della banca, per effettuare una consulenza
più accurata, attraverso l'integrazione delle informazioni relative alle
passività (debiti) e alle attività finanziarie (risparmi, gestione
patrimoniale ecc.). Sul piano dell'offerta, Intesa Sanpaolo si impegna ad
applicare uno sconto sul tasso di prodotti come il Prestito Multiplo e la
carta a rimborso rateale Clessidra a lavoratori dipendenti e pensionati che
accreditano stipendio o pensione sul conto. Un'ulteriore riduzione è
prevista per i dipendenti delle oltre 1300 aziende che hanno aderito al
progetto "Credito al Lavoro" diventando partner di Intesa.

http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=459

mercoledì 11 giugno 2008

Mutui: mossa a sopresa. E Mediolanum si dimezzò la commissione. Ma quanto conviene?

L'istituto guidato da Ennio Doris lancia un nuovo mutuo e fa lo sconto sulla
rata a 7.400 clienti.


Il Sig. Verdi è un cliente di Banca Mediolanum. Alcuni anni fa, ha
sottoscritto un mutuo a tasso variabile, finanziando un importo pari al 75%
del valore della sua casa. Per rimborsare il capitale residuo, che è di
170mila euro, Verdi dovrebbe pagare ancora 240 rate (20 anni), ad un tasso
pari all'Euribor 3 mesi + uno spread dell'1,80%. Ma per il Sig Verdi (e per
tutti gli altri mutuatari che negli scorsi anni hanno sottoscritto un mutuo
a tasso variabile, consigliati, non di rado malconsigliati, dalle banche) la
rata, in questi anni, è divenuta sempre più impegnativa. Sia a causa degli 8
aumenti consecutivi del costo del denaro stabiliti dalla Bce tra il dicembre
2005 ed il giugno 2007. Sia per via della crisi di liquidità, legata al
collasso finanziario internazionale innescato dai mutui subprime americani,
che ha più volte spinto il parametro Euribor (il tasso di interesse
interbancario) attorno a quota 5%. Risultato: il sig. Verdi oggi si
troverebbe a pagare una rata di 1.283 euro (con la prospettiva di ulteriori
rincari se, come pare, entro fine anno la Banca Centrale Europea interverrà
sul costo del denaro, ritoccandolo verso l'alto).

La buona notizia (ma solo per i clienti di Banca Mediolanum) è che la rata
del mutuo, dal primo di settembre, sarà più bassa. "Come ha di recente
ricordato il presidente Draghi, le banche spesso offrono condizioni
particolarmente competitive soprattutto ai nuovi clienti mentre, nei
confronti della clientela esistente, vi è inerzia. Bene", ha annunciato oggi
il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, nel corso di una conferenza
stampa, "Noi abbiamo deciso di ridurre unilateralmente il tasso di interesse
dei mutui di tutti i nostri clienti mediamente dello 0,64%".

Nel caso del Sig. Verdi, che otterrà uno "sconto" dello 0,81% sul tasso di
interesse, il risparmio mensile sarà di 81 euro che, moltiplicati per le
rimanenti 240 rate, produrranno un minor esborso complessivo pari a 19.258
euro. Diverso il caso del Sig. Rossi ("i nomi sono di fantasia, ma
corrispondono a clienti in carne ed ossa") che otterrà una riduzione sullo
spread dello 0,71%: poiché gli anni necessari per estinguere il
finanziamento iniziale di 198.630 euro sono ancora 28, ipotizzando
idealmente che i tassi rimangano fermi, il risparmio mensile di 90 euro, si
tradurrà in uno sconto complessivo di 30.284 euro.

Quanti saranno i clienti che potranno beneficiare dell'iniziativa? "Circa
7.400", calcola Doris, "considerando anche i 1700 clienti che hanno acceso
il mutuo nel primo trimestre di quest'anno". A partire dalle prossime
settimane, tutti riceveranno una lettera dalla banca in cui verrà indicato
sia la nuova rata "scontata", ottenuta applicando la riduzione sul tasso di
interesse, sia l'importo che il cliente avrebbe dovuto pagare in base a
quanto stabilito in sede contrattuale. "Per il resto, il cliente non deve
fare nulla", assicura il presidente di Banca Medioalnum.

L'iniziativa dell'istituto di credito si colloca nel quadro della nuova
offerta di mutui che prende il nome di "Mutuo Mediolanum Freedom", un'
evoluzione del "vecchio" mutuo Reflex che garantisce, sia per i mutui di
nuova stipula che per i mutui di surroga, uno spread dello 0,79 / 1,00 %,
tra i più competitivi del mercato, e alcune opzioni sul fronte della
"flessibilità". Il nuovo Mutuo Mediolanum Freedom, che è da oggi disponibile
nelle versioni a tasso fisso, variabile, e misto, offre la possibilità di
scegliere il mix di tasso fisso e variabile desiderato, di saltare una rata
frazionando l'importo dovuto sulle rate residue , modificare la modalità di
rimborso del mutuo, inserire un tasso limite, il cosiddetto "cap", che la
componente di mutuo a tasso variabile non potrà mai superare, (anche nel
caso di un forte rialzo dei tassi di interesse), oppure di aumentare o
ridurre la rata del mutuo, variando, contestualmente, la durata del piano di
ammortamento. Tutto questo, promette l'istituto di credito, senza alcun
costo aggiuntivo da parte del cliente.

La decisione di "premiare" i propri clienti con uno "sconto" sulla rata del
mutuo, prende forma nel momento in cui i clienti delle banche, a distanza di
oltre un anno dall'introduzione della "Portabilità" voluta dall'ex ministro
Bersani, iniziano ad accedere al meccanismo della surroga: lo strumento che
permette al mutuatario di trasferire il mutuo dalla vecchia banca al nuovo
istituto di credito, senza pagare nulla (né le spese di istruttoria o di
perizia sull'immobile, né la parcella del notaio). Possibile ipotizzare che
la decisone di Banca Mediolanum sia, almeno indirettamente, conseguenza
delle misure assunte a favore della concorrenza nel settore bancario?. "Non
c'è dubbio", conferma Doris.

Quanto peserà la riduzione dei tassi sul conto di Banca Mediolanum? "Il
minor guadagno della banca, che corrisponde al risparmio totale per i nostri
clienti, sarà di circa 65 milioni di euro", prevede il presidente dell'
istituto milanese. Un "sacrificio" sostanzioso che, si suppone, molti
azionisti potrebbero mal digerire…"In realtà", rassicura il presidente dell'
istituto di credito, "si tratta di un investimento sulla relazione con la
clientela: i minori introiti derivanti dall'iniziativa che abbiamo assunto,
saranno più che compensati dall'afflusso di nuovi clienti".

http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=458

martedì 10 giugno 2008

I cattivi e I Buoni. Chi ha aumentato le rate dei mutui. E chi no

Voltiamoci indietro e riflettiamo su quello che accadeva qualche mese fa...

Agosto 2007. Arriva la bufera sui mercati finanziari internazionali,
scatenata dalla crisi dei mutui subprime americani ad altro rischio. Le
principali istituzioni finanziarie italiane assicurano: niente panico, non
ci saranno ripercussioni sui mercato europei.

Ottobre 2007. Il Presidente dell'Abi, Corrado Faissola, al termine di una
riunione dell'esecutivo dell'associazione bancaria, dichiara: "Il sistema
Italia è sostanzialmente indenne da impatti diretti dei mutui subprime
americani"; un messaggio rassicurante diretto a tutte le famiglie italiane,
timorose che la generale crisi di sfiducia potesse innescare una restrizione
del credito bancario.


Faissola parla di "tregua sui tassi". Dice che, nei prossimi mesi, i costi
di prestiti e mutui non dovrebbero discostarsi da quelli attuali. Ma questo
si deve, semmai, alle decisioni della Banca Centrale Europea, che a inizio
settembre ed inizio ottobre ha deciso di non ritoccare il costo del denaro,
fermo al 4% dal mese di giugno. E le banche?


Secondo un'indagine che Of-Osservatorio finanziario ha appena concluso, dal
mese di agosto alcune istituti di credito hanno già rialzato gli spread sui
mutui (che rappresentano la percentuale di guadagno delle banche), facendo
aumentare i tassi.


Of ha preso in esame un campione rappresentativo del panorama bancario
italiano, costituito da 10 banche, piccole e grandi, italiane e straniere,
"generaliste" o specializzate nell'erogazione dei mutui. Di queste dieci
banche, tre sono intervenute sui tassi (o stanno per farlo), correggendoli
al rialzo; cinque, non hanno modificato le condizioni contrattuali, mentre
due istituti "virtuosi" hanno diminuito i tassi.


A dare il la sul fronte dei rialzi è stata, ai primi di ottobre, Intesa
Sanpaolo, con un ritocco di 0,35-0,45 punti percentuali sull'intera gamma
dei mutui a tassi fisso stipulati da inizio mese. Secondo la circolare
interna diramata dall'istituto, i mutui multiopzione triennali e
quinquennali con tasso fisso iniziale subiranno, invece, un aumento di 0,20
punti percentuali annui, mentre "i mutui mensili a tasso variabile e 95
tasso variabile verranno resi disponibili con tassi d'ingresso
rispettivamente nella misura del 4,75% e del 4,95%".


Le correzioni riguardano anche i prestiti: sia PrestIntesa Maxi a tasso
fisso che il finanziamento garantito totalmente da pegno vedranno aumentare
di un punto percentuale annuo il proprio tasso d'interesse nominale, fino a
raggiungere rispettivamente quota 8,25% e 7,25%.


Nel frattempo, anche Banca Monte dei Paschi di Siena si è mossa: "Non siamo
intervenuti con nessuna correzione sui prezzi di listino. Tuttavia", rileva
Davide Vivaldi, responsabile settore finanziamenti retail e prodotti
finanziari di MPS, "abbiamo effettuato un primo ritocco di 10 punti base sui
prezzi dei prodotti in promozione - Mutuo giovani coppie, Mutuo di
sostituzione, Mutuo soccorso di liquidità - sia per i mutui a tasso fisso,
che per i mutui a tasso variabile".


Tra le dieci banche che Of ha messo sotto la lente, anche Macquarie Bank ha
annunciato modifiche nelle condizioni applicate ai nuovi mutui. "I tassi dei
nostri mutui a tasso variabile sono aumentati solo in relazione alla
variazione dell'indice di riferimento (Euribor 3 mesi) che, come noto, ha
risentito della crisi di liquidità che ha colpito i mercati finanziari
internazionali. Da parte nostra, non solo abbiamo mantenuto inalterati gli
spread sui tassi variabili- nonostante l'aumento dei costi di raccolta sui
mercati - ma abbiamo lanciato il mutuo in surrogazione e siamo in fase di
lancio di mutui sul canale web e presso i nostri Negozi Finanziari, a
condizioni particolarmente vantaggiose. Stiamo invece ritoccando al rialzo i
mutui a tasso fisso", precisa un portavoce interpellato da Osservatorio
finanziario, "in particolare quelli di lungo periodo (in considerazione dei
costi necessari per coprirsi dal rischio di estinzione anticipata), come del
resto anche altri competitor hanno già annunciato al mercato".


Secondo la filiale italiana di Macquarie Bank, quindi, la ragione degli
aumenti sui tassi sarebbe riconducibile all'eliminazione dei costi di
estinzione anticipata, introdotta dal decreto Bersani "bis" del 2 febbraio
2007. Certo, la coincidenza temporale con la crisi di liquidità che le
banche si trovano a fronteggiare, lascia qualche dubbio sul perché l'aumento
dei tassi si stia verificando proprio oggi, a distanza di quasi nove mesi
dall'entrata in vigore del decreto Bersani.


In effetti, la circolare diramata da Intesa Sanpaolo spiega molto
chiaramente quale sia il contesto in atto: "A partire dallo scorso mese di
agosto - si legge nel documento - i mercati finanziari sono stati
interessati da importanti tensioni riconducibili alla crisi dei mutui
subprime statunitensi, crisi che ha progressivamente interessato molti paesi
e che ha determinato forti tensioni sulla liquidità circolante sui mercati
stessi. I ripetuti interventi delle banche centrali", prosegue la nota, "se,
da un lato, hanno ripristinato almeno parzialmente una situazione di
relativa normalità nel comparto della liquidità a breve, non hanno avuto lo
stesso effetto per il settore del medio-lungo termine, nel quale si continua
a registrare una elevata difficoltà a reperire provvista". Con quali
conseguenze?


"Un costante aumento del premio di liquidità che per tutte le banche si è
tradotto in un sensibile aumento dei costi di raccolta". La circolare
conclude affermando che, di fronte al perdurare della situazione, l'istituto
ritiene "necessario aumentare la misura delle condizioni standard di
catalogo per finanziamenti delle tipologie a tasso fisso".


Più chiaro di così non si può: i tassi aumentano, si dichiara nel documento,
perché la vicenda dei mutui subprime americani ha generato una crisi di
liquidità, anche in Europa. Anche nel caso delle banche italiane. Eppure il
presidente dell'Abi, proprio in questi mesi, si è prodigato più e più volte
per negare qualsiasi tipo di ripercussione sul contesto italiano e,
tantomeno, una crisi di liquidità.


D'altra parte, anche il rapporto mensile dell'Abi segnala un incremento
dello 0,10% nel solo mese di settembre sul tasso medio ponderato applicato
da banche e società finanziarie ai mutui e ai prestiti.


Per adesso, comunque, l'aumento dei tassi riguarda solo alcuni istituti.
Altre banche, tra cui Barclays, Banca Sella, Ge Money Bank, BNL e Ubi Banca
non sono invece intervenute con correzioni al rialzo. E c'è anche chi, come
Bancoposta e BPM, ha perfino diminuito i tassi. Nel primo caso, le riduzioni
vanno da 0,10 a 0,20 punti percentuali, a seconda della tipologia di
finanziamento: per i mutui fino all'80% del valore dell'immobile, la
riduzione degli spread è stata di 0,15 punti percentuali (dall'1% allo
0,85%); per i mutui dall'85% al 95% del valore dell'immobile, lo "sconto" è
di 10 punti base (dall'1,10% all' 1,00%), mentre sale allo 0,20% per
finanziamenti oltre il 95%.


"Anche nel caso di Banca Popolare di Milano gli spread non sono aumentati,
dal mese di agosto; anzi, hanno subito una diminuzione, in relazione
all'andamento dell'attuale mercato, che ha visto nell'ultimo anno una
graduale compressione degli spread sui mutui ipotecari", fanno sapere da
BPM. Non viene specificato quale sia l'entità delle riduzioni. Ma, stando a
quanto racconta la banca, una cosa è certa: "la crisi americana non ha
assolutamente comportato per il nostro stock di mutui ipotecari situazioni
di preoccupazione o maggiore insolvenza".


http://www.mutuiaconfronto.com/of/mutuiaconfronto/buoni.asp

Tipologia di mutui / Profilo di rischio

Per comprendere bene il funzionamento del prodotto e le opportunità offerte
dalle diverse tipologie presenti sul mercato e, soprattutto, per valutare in
modo appropriato costi e rischi a carico di chi lo richiede, occorre
individuare gli elementi principali del mutuo.

Mutuo a tasso fisso
Il mutuo bancario è detto a tasso fisso in quanto, una volta scelto, il
tasso non si modifica durante la vita del contratto e, di conseguenza, la
rata rimane costante a prescindere dall'andamento del costo del denaro. Il
mutuo a tasso fisso risulta vantaggioso se, dopo la stipula del contratto,
si verifica un generalizzato aumento dei tassi, il contrario se invece i
tassi diminuiscono.
La costanza della rata nel tempo consente al mutuatario di gestire in
maniera semplificata le scadenze previste per i versamenti periodici,
soprattutto laddove non si prevedono rilevanti variazioni del reddito nel
futuro. L'incidenza della rata sulla capacità di risparmio e la
sostenibilità dei rimborsi sono di facile previsione.
Tuttavia, la certezza della rata va bilanciata con il fatto che il tasso
fisso, al momento della conclusione del contratto, si pone su livelli più
elevati di quello variabile e quindi comporta, almeno nelle fasi iniziali
dell'operazione, maggiori oneri per interessi. L'importo della rata può però
essere mitigato agendo sulla durata del contratto di mutuo. Nella pratica,
il tasso fisso si associa a durate più lunghe.

Mutuo a tasso variabile
Il mutuo è detto a tasso variabile quando la misura per il calcolo degli
interessi si modifica nel tempo in relazione all'andamento del costo del
denaro. La variazione seguirà quella registrata dall'indice cui il tasso
stesso è stato agganciato, il più frequente dei quali è l'EURIBOR.
La revisione segue la periodicità delle rate; se il rimborso avviene con
cadenza mensile, il tasso variabile avrà un riferimento temporale pari al
mese e si aggiornerà con la stessa frequenza. Viene quindi meno la certezza
circa l'entità delle rate e, al momento dell'accensione, non si conosce il
costo complessivo che l'operazione potrà avere.
Chi richiede il mutuo a tasso variabile si espone al rischio di incrementi
della rata in relazione a rincari del costo del denaro. Per contro, la
misura del tasso variabile è inferiore a quella del fisso e, a parità di
scadenza e di importo erogato, la rata iniziale risulta, anche in misura
significativa, inferiore a quella derivante dall'applicazione di un tasso
fisso.
Pertanto, la scelta del tipo di mutuo deve essere attentamente ponderata
prima della sua sottoscrizione.
Il rischio di variazioni nella misura degli interessi nel tempo può comunque
essere mitigato con la riduzione della durata del contratto. Di solito, il
tasso variabile è associato a mutui con scadenze non molto prolungate.

Mutuo a tasso misto
Il mutuo è detto misto quando consente al mutuatario di passare da una rata
costante ad una invece variabile durante la vita del contratto e viceversa.
Si ha quindi l'opportunità di modificare la misura iniziale degli interessi
nel corso della vita del mutuo sulla base delle aspettative circa l'
andamento del costo del denaro. In tal modo si ha la possibilità di gestire
in modo dinamico il rischio di tasso, contenendo gli effetti dei rialzi in
caso di tasso variabile ovvero di ribassi in caso di tasso fisso.
La facoltà tuttavia non è priva di costi aggiuntivi da riconoscere alla
banca, i quali non sempre sono facilmente individuabili in quanto spesso
impliciti nel tasso di interesse applicato.

http://www.bancaditalia.it/servizi_pubbl/conoscere/mutuo/tipologia

Cancellazione dell'ipoteca

La cancellazione dell'ipoteca prestata dal debitore a garanzia del pagamento
del mutuo è stata resa più semplice, riducendo i tempi di realizzazione.
Prima dell'intervento legislativo, per far venir meno la garanzia occorreva
seguire una procedura articolata sostanzialmente in tre fasi: estinzione
anticipata del finanziamento in misura integrale; stipula di un atto
notarile con il quale la banca incaricava il notaio di procedere alla
cancellazione; esecuzione effettiva della cancellazione da parte dell'
Agenzia del Territorio.
Lo snellimento introdotto consiste nel rendere la cancellazione della
garanzia una conseguenza automatica dell'avvenuta estinzione del mutuo. In
particolare, la banca è tenuta a rilasciare al cliente una quietanza
attestante la data di estinzione del mutuo e a trasmettere entro trenta
giorni al conservatore, cioè l'ufficio pubblico dei registri immobiliari, la
relativa comunicazione senza applicare alcun onere. Il conservatore, una
volta ricevuta la comunicazione e decorso il termine di trenta giorni dal
rilascio della citata quietanza, procede d'ufficio alla cancellazione dell'
ipoteca.

http://www.bancaditalia.it/servizi_pubbl/conoscere/mutuo/novita/Cancellazion
e

Estinzione anticipata

Il cliente può rimborsare il finanziamento ricevuto prima della scadenza
contrattuale, in misura sia totale che parziale (estinzione anticipata).

Per i contratti di mutuo stipulati a decorrere dal 2 febbraio 2007, l'
estinzione anticipata non è più condizionata all'applicazione di penali,
ossia al pagamento di una somma di denaro aggiuntiva rispetto al capitale
che si intende restituire. Inoltre, esiste il divieto di inserire nel
contratto di mutuo clausole che pongono a carico del debitore una qualsiasi
prestazione a favore della banca, e, qualora previste, tali clausole devono
sempre considerarsi nulle.

Per i mutui sottoscritti prima del 2 febbraio 2007, e quindi in essere a
tale data, le penali di estinzione già previste contrattualmente sono
ridotte; la misura della riduzione è stabilita da un accordo tra l'
Associazione Bancaria Italiana (ABI) e le organizzazioni dei consumatori,
siglato il 2 maggio 2007.

L'accordo ha individuato le misure massime della commissione di estinzione,
in termini percentuali del capitale ancora da restituire, che le banche
possono richiedere ai clienti sulla base delle caratteristiche del mutuo (a
tasso fisso/ variabile/misto), in relazione alla data di stipula del
contratto di mutuo e al periodo residuo di ammortamento del mutuo.

In particolare l'ABI e le associazioni dei consumatori hanno concordato le
penali di estinzione, per i tutti i contratti di mutuo a tasso variabile e
per quelli a tasso fisso stipulati antecedentemente al 1° gennaio 2001,
nella misura di: nessuna penale negli ultimi due anni di ammortamento del
mutuo; 0,20 punti percentuali nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo;
0,50 punti percentuali nei restanti casi.

Per i contratti di mutuo a tasso fisso stipulati successivamente al 31
dicembre 2000 le penali sono fissate in 1,90 punti percentuali nella prima
metà del periodo di ammortamento del mutuo; 1,50 punti percentuali nella
seconda metà del periodo di ammortamento del mutuo; 0,20 punti percentuali
nel terzultimo anno del periodo di ammortamento del mutuo; nessuna penale
negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo.

L'accordo contiene anche l'introduzione di una clausola di salvaguardia per
quei mutui che già prevedono commissioni di estinzione di importo pari o
inferiori a quelle stabilite dall'accordo stesso, introducendo in questo
caso ulteriori riduzioni.

Il cliente che estingue un mutuo già in essere al 2 febbraio 2007 ha il
diritto di chiedere l'applicazione del citate riduzioni.

http://www.bancaditalia.it/servizi_pubbl/conoscere/mutuo/novita/estinzione

Mutui: la Surrogazione del creditore iniziale

In generale, con la surrogazione si consente al debitore di sostituire il
creditore iniziale (ad esempio: il mutuante), senza necessità di consenso di
quest'ultimo, previo il pagamento del debito (art. 1202 del codice civile).
Con riferimento ai mutui bancari, la surrogazione realizza la cosiddetta
portabilità del mutuo, ossia permette al debitore di sostituire la banca che
ha erogato inizialmente il mutuo con una nuova banca, che ad esempio propone
condizioni migliori, mantenendo viva l'ipoteca originariamente costituita.
Nel caso in cui si decida di trasferire il mutuo ad altro intermediario non
è quindi più necessaria la cancellazione della vecchia garanzia e l'
attivazione di una nuova, con riduzione di formalità e soprattutto di costi
notarili. La banca che subentra provvederà a pagare il debito che residua e
si sostituirà a quella precedente. Il debitore rimborserà il mutuo alle
nuove condizioni concordate.
Le recenti disposizioni normative rendono il ricorso a tale facoltà più
agevole. E' infatti prevista la nullità delle clausole contrattuali che ne
impediscono ovvero ne rendono oneroso l'esercizio per il cliente.

http://www.bancaditalia.it/servizi_pubbl/conoscere/mutuo/novita/Surrogazione

Mutui lunghi 30, 50, 60 anni. Un ergastolo?

Tasso fisso, 100 per cento e 40/50/60 anni per restituire il debito. Queste
le caratteristiche del mutuo del 2007. L'ennesimo ultimo rialzo dei tassi da
parte della Banca Centrale Europea (BCE), che ha portato il costo del denaro
al 4%, unito all'annuncio di un altro aumento al 4,5% in autunno, hanno
lasciato il segno.

Chi domanda un finanziamento oggi lo pretende a tasso fisso: la rata senza
rischi, anche se più cara, è il sogno delle famiglie, in particolare delle
nuove giovani famiglie che del futuro non si fidano. Il mutuo affitto o
sonni tranquilli, cioè il variabile a rata fissa, ma con durata non certa, è
considerato poco chiaro e rischioso. Quando durerà davvero? Al termine del
periodo massimo di ammortamento, sui 30-35 anni, mi rimarrà ancora da pagare
una quota del capitale? Lo stesso dicasi per i variabili con tetto (Cap),
assicurati e per il tasso misto. Piace, invece, anche perché l'abitazione è
sempre più cara, il mutuo al 100%. E se la rata deve essere sostenibile, ben
vengano mutui a 40 anni e, perchè no, anche a 50 o 60 anni. Tanto se le cose
andranno meglio in famiglia, grazie al decreto Bersani, restituire in
anticipo il debito non costerà niente di più.


Qualche dato a supporto: Genworth Financial, società che opera nelle
assicurazioni per i mutui e che consente a 20 banche italiane di erogare
finanziamenti al 100%, ha scoperto che nel primo trimestre 2007 il 51% dei
clienti di mutui al 100% hanno scelto prodotti a tasso fisso contro un 49%
di prodotti a tasso misto e variabile. E la percentuale è destinata ad
aumentare secondo i dati che arrivano dalle banche nel secondo trimestre
2007. Anche le rilevazioni Assofin nello stesso periodo mostrano come le
erogazioni totali a tasso fisso siano cresciute sostanzialmente raggiungendo
il 43% delle nuove erogazioni, rispetto ad un 18% di media nel 2006 e l'11%
nel 2005. E questo per tutte le tipologie di mutuo.

La scelta verso mutui al 100% è trainata dall'entrata sul mercato di
prodotti che permettono anche questa possibilità, da un lato, e dall'altro
dalla necessità impellente di trovare casa a fronte di una crescita
esagerata degli affitti. Non a caso una metropoli come Milano si sta
spopolando e le giovani coppie sono costrette ad uscire dalla cintura urbana
a causa dei prezzi elevati. Per i manager della Genworth la preferenza per
il tasso fisso dovrebbe essere predominante per tutto il 2007.


Il mutuo al 100% è più caro ovviamente, come lo è un mutuo a 40 o 50 anni.
Eppure le richieste di mutui con ammortamenti lunghi una vita, o meglio due,
cresce al punto che quasi tutti gli operatori propongono quello a 40 anni e
si è affacciato sul mercato anche un grosso gruppo bancario, UBI Banca con
un mutuo a 50 anni. Non è a tasso fisso, ovviamente, ma un mutuo variabile
con una innovativa formula di spread che scendono via via che passano gli
anni e si è bravi pagatori. Formula usata anche da Banca per la Casa per il
suo Mutuo Premium, disponibile anche nelle filiali UniCredit Banca.


Come funzionano queste due nuove tipologie di mutuo a spread decrescente e
soprattutto un mutuo a 40, 50 o 60 anni è davvero conveniente? Mutuo Sempre
Light – 50 anni di UBI Banca, che ha anche un suo sito con musichetta
(www.mutuosemprelight.com) e un bel calcolatore, purtroppo non aggiornato
per cui (attenzione!) la rata sembra molto più bassa di quella che è
effettivamente (l'Euribor di riferimento è dello scorso marzo), offre per le
richieste effettuate entro il prossimo 30 settembre, uno spread che parte da
0,69% decrescente di 5 punti base ogni anno a partire dal quinto anno, fino
a raggiungere lo 0,19% al cinquantesimo anno. Un modo per ovviare
all'inevitabile aumento dei tassi? No, rispondo all'UBI Banca dove prevedono
un aumento massimo fino al 6 per cento per poi rimanere stabile. Speriamo
sia vero.


Ma facciamo un calcolo con il tasso di oggi (4,10% l'Euribor a un mese):
chiedendo 100 mila euro per 50 anni la rata mensile sarebbe di 440 euro. L'
importo finanziabile è fino all'80% del valore degli immobili offerti in
garanzia, zero spese di incasso rata, di estinzione anticipata, di riduzione
finanziamento e con spese fisse di istruttoria pari a 199 euro. Ma a chi si
rivolge un mutuo così lungo (e quindi anche così caro, il montante da
restituire in pratica arriva a quasi il triplo della somma prestata, cioè
nel caso della simulazione sopra descritta la somma da restituire o
montante, sui cui si basano i confronti del Data Base OFMutui.it è di circa
265 mila euro)? Per Elisabeth Rizzotti, responsabile marketing retail
banking di UBI Banca, si tratta di un prodotto pensato per i giovani, ma
offerto ai genitori. In pratica si inizia a pagare il debito per una casa
intesta al figlio, quando è ancora molto giovane: l'età massima del
richiedente è 30 anni. Ma non solo. C'è anche l'idea di "rottamare" i mutui
a tasso fisso contratti nel 2001, oggi non più convenienti. Oppure di venire
incontro alle esigenze di chi vuole permettersi di acquistare una casa in
centro o semicentro invece che fuori città: la rata è sostenibile e nello
stesso tempo si risparmia tempo e denaro per sempre più lunghi e logoranti
spostamenti.


La formula Premium firmata da Banca per la Casa invece funziona così: dalla
1° al 35° rata lo spread è pari all'1,00%, dalla 36° alla 47° rata scende al
0,90% e ancora allo 0,80% dalla 48° alla 59° rata per arrivare a quota
+0,70% dalla 60° rata a fine mutuo. Ma perché questo nuovo impegno a
guadagnare di meno sul finanziamento erogato? Per premiare i bravi pagatori,
certo, soprattutto in un periodo di sofferenze legate a debiti che non si
riescono più a pagare, ma anche un modo per invogliare a scegliere il tasso
variabile. Inoltre c'è la necessità di fare entrare nel business del
finanziamento ipotecario quanto più persone è possibile, dato che è l'unico
prodotto finanziario che i continui a tirare nel mercato retail.


Ed ecco che ci prova anche Intesa Sanpaolo con un progetto legato ai giovani
che non hanno un reddito sicuro. In Italia, nel 2003, i giovani di età
compresa tra i 18 e 35 anni che vivevano in famiglia erano 7,5 milioni,
circa il 59% del totale. In Europa la percentuale non superava il 30%. Negli
ultimi 10 anni, inoltre, la percentuale di quelli che vivono con i genitori
è ulteriormente aumentata di circa il 10%. Inoltre i giovani non hanno buoni
rapporti con il mondo bancario, si sentono poco considerati: il 67% dei
lavoratori atipici dichiara di non aver la possibilità di accesso al credito
e il 70% di non riuscire ad ottenere un mutuo. E oltre il 60% del lavoro
atipico è svolto da giovani.


Intesa Sanpaolo, duramente colpita dal caso Sonni (poco) tranquilli, come si
legge anche nel blog di Francesca Tedeschi prova a riconquistare questo
importante "segmento di mercato" che, come si legge in una nota del gruppo,
negli ultimi decenni ha maturato necessità e aspettative che non sempre
hanno trovato adeguate risposte da parte del mondo finanziario.
Progettogiovani 1.0 (ci sarà anche una seconda "release" Progettogiovani
2.0?) di Intesa Sanpaolo è un'offerta basata su due nuovi prodotti, un mutuo
e un prestito personale, studiati per rispondere alle specifiche esigenze
dei giovani. In pratica si aiutano le giovani coppie e mettere su casa,
letteralmente: le offerte sono analoghe, nelle garanzie richieste, a quelle
per un mutuo per atipici. I giovani clienti dovranno dimostrare di essere
"lavorativamente attivi", cioè impiegati senza contratto a tempo
determinato. Devono avere inoltre avuto un occupazione retribuita durante
almeno 18 degli ultimi 24 mesi; dovranno inoltre dare comunicazione
preventiva laddove fosse necessario posticipare il pagamento delle rate,
come previsto dalle condizioni contrattuali.


Il mutuo è fino al 100% e per 40 anni a tasso fisso (qui sta la novità, dato
che al massimo i mutui a tasso fisso arrivano a 30 anni) e variabile con
inoltre una flessibilità del piano di rimborso: per tutta la durata del
mutuo, informando preventivamente la banca, si ha diritto a posticipare il
pagamento di 6 rate, in caso di necessità. Se ne ha diritto al più per 3
volte, senza spese. Inoltre è garantita la possibilità di accorciare o
allungare il piano di rimborso di 5 anni, purché la durata complessiva non
superi i 40 anni. Anche in questo caso, senza spese. Ma attenzione: con un
bel po' di interessi in più, come vedremo. Sul sito
www.giovani.intesasanpaolo.com si trova un bel calcolatore per provare l'
importo delle rate del prestito e del mutuo e avviarne la richiesta, che si
può fare solo in filiale. Ed ecco una simulazione reale: per 100 mila euro a
tasso fisso per 40 anni il montante da restituire sale a 294806 euro a
fronte di una rata mensile costante per oltre un quarto di secolo di 614,18
euro. In pratica il mutuo costa tre volte il finanziamento richiesto.


Facciamo una prova a 30 anni: montante a 227 mila euro circa e una rata di
poco superiore alla precedente pari a 632,7 euro. 18 euro in più al mese a
fronte di 10 anni in meno di rate da pagare e soprattutto a fronte di ben
quasi 80 mila euro in più! Ne vale la pena? Facciamo anche il caso dei 15
anni standard della simulazione di OFMutui.it: montante a quota 173 mila
euro circa e rata mensile che supera di poco i 700 euro al mese.


Offerta Doppia Fedeltà è il nome dato a una nuova iniziativa di vendita di
prestiti ipotecari che prevede l'accensione di un mutuo di Banca UCB a tasso
scontato aprendo un conto corrente BNL. Lo sconto è una formula commerciale
tradizionalmente usata ad esempio nel settore delle auto, ma per i mutuo
sembra essere la prima volta. Un "cross selling" alla francese, che
s'inserisce nella più generale strategia di BNP Paribas in Italia che vuole
incentivare le sinergie tra le società del gruppo proponendo una gamma
prodotti completa e a condizioni competitive. Soprattutto dopo la non
brillante performance raggiunta, a quanto risulta a Of, dal Mutuo Revolution
di BNL, che, ricordiamolo è un altro finanziamento al 100% e fino a 40 anni,
ma con formula forse un po' troppo complicata: è un mutuo con
pre-ammortamento per 5 anni e con rata fissa, ma durata variabile nel tempo
anche se garantita contrattualmente da un tetto massimo, che varia in base
alla forza contrattuale del cliente (da qui il problema, dato che conoscere
il cliente non è così facile, sembra, nemmeno per un gruppo così consolidato
come BNL).


Gli incrementi delle rate del mutuo di BNL, previsti ogni 5 anni, sono
sostanzialmente allineati al costo della vita, con l'obiettivo, dicono i
manager BNL, di mantenere inalterato il potere d'acquisto del mutuatario. L'
Offerta Doppia Fedeltà, nello specifico, prevede invece uno sconto sul tasso
del mutuo UCB per i nuovi clienti che aprono un conto corrente bancario BNL
a scelta tra Conto BNL Family-Clienti UCB e Conto BNL Revolution con
condizioni speciali studiate ad hoc. Lo sconto applicato da UCB è valido per
tutta la durata del mutuo, si estende sia alla gamma di mutui UCB a tasso
fisso che a tasso variabile ed è legato all'apertura e al mantenimento di
uno dei due conti correnti BNL (per verificarne le caratteristiche vai a
ContiCorrenti@confronto .com).


"Clicks without bricks", l'online senza una rete di filiali, non sembra
proprio funzionare. Nemmeno per un colosso del prestito come è GE Money.
Soluzione numero uno: adottare subito una rete di vendita bella e pronta di
un'altra banca. L'ha fatto per il factoring con Banca delle Marche. E adesso
lo ha fatto di nuovo per prestiti e mutui con Banca Antonveneta, gruppo ABN
AMRO. E lo farà ancora, dato che l'online non sembra avere trainato nuovi
clienti negli ultimi due anni in numero sufficiente. Nelle filiali del
gruppo Antonveneta, infatti, si possono trovare anche i prodotti per le
famiglie di GE Money, in particolare prestiti garantiti contro cessione del
quinto dello stipendio, di consolidamento dei prestiti familiari e alcune
tipologie specifiche di mutui casa. «Quest'accordo permette di rafforzare la
nostra presenza sul mercato italiano – spiega Patrizia Zambianchi, CEO di GE
Money Bank in Italia – come fabbrica di prodotto per le grandi banche
retail, come Antonveneta ». Il problema è che vendere questi prodotti così
innovativi per il mercato italiano non è affatto semplice e chi vende ha già
problemi ad apprendere come fare con prodotti super semplici come conti e
mutui a tasso fisso o variabile.


Ma allora come fare conoscere meglio il mutuo in tutte le sue componenti
innovative? Meglio farlo capire con un gioco, anzi con un video-gioco. Si
chiama "MUTUO STREET" il business game che consente di cimentarsi in maniera
realistica nell'universo dei mutui immobiliari. La partecipazione è gratuita
e chi vince può svolgere uno stage presso una banca (Antonveneta ABN AMRO -
Banca ITALEASE - BNL gruppo BNP Paribas - Deutsche Bank Mutui - Fonspa Bank)
ed avranno, inoltre, anche la possibilità di partecipare gratuitamente ad un
Executive Master in Bank Management. Il gioco funziona così: una volta che
viene fatta una richiesta di mutuo bisogna trovare la migliore tra quelle
proposte nel gioco e inoltre elaborare un'idea di mutuo che sia innovativa
rispetto al mercato. Il progetto è rivolto a studenti universitari di tutti
i corsi di laurea e laureati (lavoratori e non) con un'età massima di 32
anni. Si può partecipare singolarmente o in squadre formate al massimo da
tre componenti. Si partecipa esclusivamente on line attraverso il modulo di
partecipazione disponibile sul sito www.captha.it. Tutte le squadre
partecipanti possono accedere ad un'area riservata all'interno del sito
www.captha.it, dove saranno disponibili tutti gli strumenti per partecipare.
Captha è una società specializzata nel Banking e nel Finance e collabora con
grandi Banche d'Investimento per offrire servizi di Advisory alle Banche e
alle Istituzioni Finanziarie in Italia. Captha si propone nel mondo della
formazione come "centro di competenza" nel Banking e nel Finance, attorno al
quale far nascere una serie di opportunità ed iniziative, tra le quali
Master in Banca e Finanza.

fonte http://www.mutuiaconfronto.com/of/mutuiaconfronto/mutuilunghi.asp

domenica 8 giugno 2008

Rottamare il mutuo. I 10 dubbi più frequenti

Dubbio: Sono andato in banca per sostituire il mio mutuo a tasso variabile
con un mutuo a tasso fisso, sempre con la stessa banca. So che dovrò pagare
nuovamente le spese del notaio nonostante abbia già sborsato per l'acquisto
della casa una cifra molto elevata. Mi chiedo: è giusto, restando con la
stessa banca, doverle ripagare? Non c'e' modo di contenere questo nuovo
esborso di denaro?

Risposta: No, non c'è. Ma il Governo si è accordato con il Consiglio dei
Notai, il Notariato, per contenere le parcelle tra i 1500 e i 3000 euro.
Attenzione: anche per i Notai vale sempre il consiglio di chiedere il
preventivo a più di uno scegliendo in base al prezzo. Se sia giusto o meno è
un altro discorso: una sostituzione di fatto cambia il contratto, che va
tutelato dall'atto notarile sia per la banca che per il proprietario
dell'immobile. Il consiglio è: farsi dare dalla banca con il nuovo contratto
anche un extra prestito, incluso nel mutuo, per pagare la parcella del
notaio. E magari pagare il Notaio a rate.


Dubbio: Ci siamo comprati la nostra prima casa subito dopo esserci sposati,
e abbiamo scelto un mutuo a tasso variabile che ci sembrava allora – 5 anni
fa – più affrontabile. Oggi la rata e' diventata insostenibile, e per questo
motivo abbiamo deciso di chiedere alla nostra banca la sostituzione con un
mutuo a tasso fisso. Con nostra grande sorpresa, la banca ha rifiutato l'
operazione. Puo' davvero farlo? Se non e' cosi', a chi dobbiamo rivolgerci
per tutelare i nostri diritti?


Risposta: Le faccio anch'io una domanda. Che motivazione ha addotto il
funzionario della sua banca per rifiutare la sostituzione? Lo chiedo perché
la banca potrebbe averlo fatto in base al reddito, in base al fatto che
avete saltato qualche rata o non pagato qualche debito. Lei ha diritto a
chiedere la motivazione. La chieda scritta con lettera raccomandata, nel
caso tergivesassero. Facciamo due conti. Oggi qualora avesse chiesto
nell'ottobre 2002 un mutuo a tasso variabile, mettiamo, per 100 mila euro
restituibili in 15 anni, che è la simulazione standard che abbiamo fatto noi
di Of-Osservatorio finanziario per mettere a confronto i diversi mutui, lei
avrebbe iniziato pagando una rata mensile di circa 758 euro pari ad Euribor
a tre mesi che allora era pari a 3,31% oltre a uno spread dell'1,20%. Oggi
gli spread sono scesi sotto l'1%, soprattutto per il variabile, quindi
intanto le consiglierei di rilanciare alla sua banca per sostituire il suo
mutuo con un altro variabile con spread inferiore. TANTO PER CAPIRE. Ma
facciamo, appunto due conti, quanto le costerebbe una rata a tasso fisso
oggi, oltre alle spese di sostituzione? Lei ha ancora un debito residuo di
circa 74 mila euro. Ma dovrebbe però prevedere circa 1500 euro per il
notaio, imposta sostitutiva dello 0,25% dell'importo finanziato e le spese
di estinzione anticipata calcolate sempre sui 74 mila euro per circa lo
0,25%. Poi ci sono ancora spese di istruttoria e perizia che alcune banche
abbuonano e altre no. Lo richieda comunque sempre. In tutto, euro più euro
meno, circa 2300 euro. Li aggiunga ai 74 mila e diventano circa 77 mila, per
un tasso fisso di circa il 6% per 10 anni lei verrebbe a pagare al mese
circa 855 euro, più o meno ciò che paga oggi con il vecchio mutuo, forse 50
euro in più al mese. Ma sarebbe al riparo da altri futuri aumenti.


Dubbio: Senza rinegoziare il mio mutuo a tasso variabile, quali soluzioni ho
per fronteggiare l'aumento della rata mensile?


Risposta: Può chiedere un allungamento del periodo di ammortamento, alcune
banche lo concedono senza rinegoziare nulla. Ma andrebbe comunque alla fine
a pagare più interessi. In pratica può chiedere di fermare la rata, una rata
fissa con durata variabiabile.


Dubbio: Sono entrato in possesso di una consistente somma di denaro con la
quale vorrei estinguere anticipatamente il mutuo sulla mia prima casa. Mi
sono informato in merito e ho scoperto che il decreto del Governo prevede un
risparmio su questo tipo di operazione: e' possibile quantificarlo?


Risposta: Fortunato lei! Sì ci sono risparmi notevoli soprattutto per chi ha
ancora un debito residuo elevato su cui si calcola la cosiddetta PENALE DI
ESTINZIONE. Per fare un esempio, se lei deve alla sua banca, mettiamo,
ancora 100 mila euro invece di pagare l1,5 o il 2% su questa cifra oggi
pagherà in alcuni casi anche nulla, dato che alcune banche hanno azzerato la
penale per i mutui a tasso variabile e fanno pagare al massimo lo 0,50% per
un mutuo a tasso fisso. Comunque l'intesa con le banche e le associazioni di
categoria ha prodotto un tariffario che in sintesi è il seguente: Per i
mutui contratti prima del 2001, siano essi a tasso fisso o a tasso
variabile, l'intesa prevede una soglia massima di penale dello 0,50%, con
una clausola di garanzia dello 0,20%. Per chi, cioè, ha già una penale dello
0,50% la commissione per l'estinzione anticipata scende allo 0,30%. Per i
mutui a tasso fisso accesi dopo il 31 gennaio del 2001, le soglie salgono e
vengono invece suddivisi in due metà temporali. Primo, se il prestito viene
estinto entro la prima metà la soglia massima della penale applicata sarà
dell'1,90% (anche in questo caso con due clausole di garanzia dello 0,15%
per i mutui ad un tasso fino all'1,25% e dello 0,25% per i mutui a tasso
compreso tra l'1,25% e l'1,90%). Per la seconda metà, cioè ad esempio
all'undicesimo anno nel caso di un mutuo ventennale, la soglia massima sarà
dell'1,50%. Per tutti i mutui, sia quelli a tasso fisso che quelli a tasso
variabile, contratti prima o dopo il 2001, sarà inoltre applicata una penale
ridotta allo 0,20% durante il terzultimo anno dall'estinzione naturale,
mentre nel penultimo o nell'ultimo anno la commissione verrà totalmente
annullata.


Dubbio: E' sempre molto difficile avere delle informazioni precise. Spero
possiate darmele voi…. E' giustificato questo allarme sul tasso variabile
dei mutui o potrebbe accadere che la gente corre a stipulare un fisso (oggi
non inferiore al 6%) e poi il costo del denaro si abbassa come è accaduto in
altri paesi? E' possibile fare una previsione esatta?


Risposta: Non è possibile, purtroppo. Dipende da troppi fattori. Ci sono
alcuni segnali che fanno presagire il peggio, però, prima di tutto il fatto
che, nonostante l'enorme immissione di liquidità da parte delle Banche
centrali Usa ed Europea negli ultimi due mesi e la riduzione di mezzo punto
del saggio di interesse praticato dalla Fed e il mancato aumento del tasso
voluto dalla Banca Centrale Europea, i tassi interbancari reali, da noi
l'Euribor a tre mesi, non scendano, anzi continuino a salire. L'Euribor a
tre mesi durante la crisi d agosto era al 4,63% e a fine agsoto era salito a
quota 4,73%. Oggi, nonostante il saggio d'interesse BCE sia rimasto fermo al
4%, continua a salire ed è quasi a quota 5%.


Dubbio: Quando mi sono recato in banca con mia moglie, ho scoperto che non
era possibile rinegoziare il nostro mutuo, perchè era stato "cartolarizzato"
dalla banca. Vorrei sapere che cosa significa e se posso oppormi a questa
situazione in qualche modo.


Risposta: Questa scusa della cartolarizzazione è ormai davvero ricorrente e
non ha proprio senso. La sua banca, come uttte, hanno spostato i debiti
verso un'altra entità. ma questo non toglie che il suo mutuo sia comunque
soggetto alle normative europee e a quelle italiane e quindi possa essere
ridiscusso, rinegoziato, come qualsiasi altro.


Dubbio: Esiste un modo per calcolare esattamente quando conviene sostituire
il mutuo a tasso variabile con un fisso tenendo conto di tutte e spese che
la rinegoziazione prevede?


Risposta: Certamente sì. Se vede abbiamo fatto anche delle chiare
simulazioni sul nostro sito. Ne cito solo una: Prendiamo l'esempio di un
cliente che tre anni fa ha sottoscritto un mutuo a 25 anni e tasso
variabile, con spread di 1,50 punti percentuali e che oggi si reca in banca
per una sostituzione. Osservatorio finanziario ha chiesto ad alcune una
simulazione. Considerando l' Euribor del giorno (4,51%), con lo spread
attuale (1,50%) la rata attuale è di 957 euro. Con le nuove offerte a spread
inferiore allo 0,90%, sempre per un mutuo variabile, la nuova rata sarebbe
di 892 euro, con un risparmio di 65 euro al mese, che moltiplicato per 22
anni sarebbe di 17.160 euro. A scopo promozionale, poi amlcune banche
propongono di avccollarsi la penale di estinzione anticipata (750 euro, nel
caso considerato). Proviamo a vedere i costi. Notaio: 2.000 euro. Imposta
sostitutiva: 0,25% (calcolata sui 140.000 euro che restano da pagare), 350
euro. Spese di istruttoria, di perizia e di estinzione del vecchio mutuo:
zero. Totale: 2.350 euro. Quindi 17.160 – 2.350 = 14.810 euro risparmiati.


Dubbio: Stiamo per fare il grande passo e deciderci ad acquistare la nostra
prima casa, ma siamo molto spaventati dalle mille voci che si sentono sui
mutui. A quali, solide regole ci dobbiamo attenere per cercare di limitare
al massimo le sorprese? Abbiamo entrambi un lavoro fisso ma in casa non
entrano piu' di 1.900-2.000 euro al mese.


Risposta: Il problema non sono le entrate e i risparmi, ma i prezzi
elevatissimi delle abitazioni. Che mutuo potete permettervi? Domandatevi
piuttosto che casa potete permettervi? Non mi avete detto quanti risparmi
avete da mettere sul piatto. Mettiamo che non ne abbiate proprio. Oggi è
possibile chiedere un mutuo anche al 100% del valore dell'immobile dato a
garanzia. Le banche offrono questi mutui con spread un po' più elevati e
spesso anche con uno spread ulteriore per tutelare il cliente con una
assicurazione multirischi. Un mutuo al 100% costa quindi di più, in media un
punto e mezzo, 2 punti in più rispetto a un mutuo all'80%. Mi manca anche un
altro elemento: quanto pagate al mese oggi di affitto? E' bene partire da
lì. Se pagate un affitto, mettiamo di 800 euro, provate a vedere cosa potete
ottener con una rata mensile analoga. Credo che possiate ottenere 100 mila
euro per 30 anni con una rata mensile di circa 550 euro, con un tasso di
circa il 6%.


Dubbio: E' vero che la sostituzione del mutuo non puo' essere superiore al
60% del mutuo originario?


Risposta: Vero. Ma si arriva facilmente all'80% con i nuovi mutui cash o
liquidità. Sono prestiti che aggiungono una cifra a quella richiesta per
sostituire il mutuo, con la giustificazione di spese personali, di trasloco,
notaio, ristrutturazione e così via.


Dubbio: Ho chiesto ad una banca di poter "surrogare", in pratica
"subentrare", al mio vecchio mutuo assai meno conveniente, ma la risposta e
' stata negativa in quanto non sarebbero ancora chiare le procedure per
ricorrere a questo tipo di operazione. Visto che la stessa era prevista nel
decreto Bersani di parecchi mesi fa, vorrei sapere quando sara' veramente
attuabile e favore di noi poveri cittadini.


Risposta: Ho una notizia molto positiva. Posso annunciare che la prima
surrogazione è stata fatta. Noi di OF avevamo denunciato a inizio settembre
che non c'era stata alcuna surrogazione, notizia ripresa un po' da tutti.
Era vero. Secondo i Notai nella legge Bersani c'era un vizio di procedura
che è stato risolto a fine settembre e quindi oggi anche la sua banca non
dovrebbe avere problemi. Si rivolga prima a un Notaio di fiducia.


Dubbio: Io con la mia compagna abbiamo deciso di aprire un unico conto
corrente per ridurre i costi di gestione. Io ho un conto solo online e mi
trovo bene, zero spese, tutto sul web e avrei deciso quindi di chiudere
tutti e due i conti e di aprire un unico conto cointestato con questa banca.
Ma stiamo anche valutando di acquistare la nostra prima casa (quindi
dovremmo richiedere anche un mutuo!) e, forse, anche per questo motivo ho
mille dubbi che mi assalgono. E' meglio avere due conti in due banche
diverse e magari in una tradizionale?


Risposta: Tranquillo. Anche le banche con conti solo online oggi offrono
mutui. A dire il vero oggi i mutui li offrono un po' tutti, sono diventati
prodotti da supermercato, quasi. Ma attenzione: meglio se fai una verifica
su più banche e specializzate e fai anche un preventivo usando un simulatore
come quello nostro così ci vai preparato.


Dubbio: Non vorrei perdere con un nuovo mutuo le agevolazioni che adesso ho
per la prima casa. Che devo fare?


Risposta: Se rinegozi un mutuo prima casa con un altro oggi c'è una novità
importante. No si perdono i vantaggi fiscali, ma attenzione, solo
sull'importo residuo del mutuo precedente e non su eventuali cifre
aggiuntive richieste.


Dubbio: Ma quando vale davvero la pena di sostituire il mutuo?


Risposta: La sostituzione va sempre valutata attantamente. Può valere la
pena, ad esempio, se si hanno altri debiti con tassi superiori a quelli di
un mutuo: si sostituisce il mutuo attuale con un altro magari con una
aggiunta di liquidità e si pagano meno interessi rispetto al prestito
personale, ad esempio. Oppure se si riesce ad ottenere un mutuo con tasso
inferiore, con spread minore, con un periodo di ammortamento più lungo e
così via. In genere la banca cerca sempre di porre ostacoli se il mutuo in
corso non ha restituito al creditore, cioè alla banca, almeno il 20% del
capitale, il che avviene in almeno 5 anni, almeno nella nostra simulazione
di 100 mila euro in 15 anni. Gli ostacoli sono numerosi: c'è chi chiede di
aprire un conto corrente, c'è chi parla di cartolarizzazine, ho letto
domande nel mio Blog che parlavano di motivazioni di questo genere: "il
computer della banca mi dice che il suo mutuo non si puo' ridiscutere".

fonte http://www.mutuiaconfronto.com/of/mutuiaconfronto/dubbi.asp

Crisi della finanza. Cosa succede al mutuo e al mercato immobiliare

La crisi di questi mesi è più una crisi finanziaria che una crisi immobiliare. La cosa paradossale è che nei prossimi mesi ci sarà più denaro da parte degli investitori di alto reddito nel settore immobiliare, perché protegge di più il mattone che gli hedge found. Ma purtroppo il problema è che c'è una offerta scarsa di prodotti qualità.

 

Tutti vogliamo la casa bella, in una bella zona della città, ma l'offerta di qualità manca e quindi i valori delle case rimangono elevati. Il secondo problema è che giovani con lavoro non dipendente e immigrati avranno sempre più problemi ad avere accesso al credito per acquistarsi una casa. Le banche diventeranno più rigide nella pratica di mutuo e le procedure saranno più rigide.

Si proteggono le banche, proprio rendendo più difficile l'accesso al mutuo da parte di tanti giovani alla ricerca della prima casa e di tanti immigrati.

Il Governatore della Banca d'Italia ha deninciato che i mutui italiani costano un punto percentuale in più dei mutui europei. Il motivo? L'inefficienza delle banche.

Duemilatrecento surroghe. Un niente

Circa 2300: questo il numero reale di surroghe dal varo della legge sulla
portabilità dei mutui. Un niente. Un autentico fallimento. C'è poco da
aggiungere.

Poco più di 18 mila, invece, le sostituzioni, quasi tutte con richiesta ed
elargizione di denaro in più rispetto al mutuo originale. In pratica un
prestito camuffato da mutuo, per comprare un box o la cucina nuova, ma anche
per farcela a pagare la rata diventata troppo cara a causa dei tassi
variabili arrivati al massimo storico degli ultimi 8 anni. C'è da dire che
comunque nel caso delle sostituzioni 'il prestito' si paga allo stesso tasso
del mutuo, e quindi risulta più basso della media di mercato.


I veri numeri su surroghe e sostituzioni, sono stati forniti per la prima
volta dal presidente del consiglio notarile di Bergamo, Pier Luigi Fausti,
nel corso della trasmissione "Soldi" condotta da Cosimo Pastore e in onda
domenica 8 giugno su Odeon Tv, a cui ho partecipato anch'io. Si tratta di
una anticipazione di una ricerca condotta dagli organismi associativi dei
notai in tutta Italia, e che presto sarà resa pubblica.


Del terzo pilastro della portabilità, la rinegoziazione, il notaio non ha
dati, perchè la rinegoziazione è una operazione che non richiede atto
notarile.


Il fatto è che per la surroga ci sono molte difficoltà nella sua pratica
realizzazione. Le mail che ricevo confermano ciò che è chiaro a tutti coloro
che vanno in banca oggi: al funzionario la surroga proprio non piace,
accampa scuse di ogni tipo, prende tempo e rimanda. Perchè oggi quasi tutti
i mutui sono stati cartolarizzati, per salvare i bilanci delle banche, per
pulirli da crediti in eccesso. E un mutuo cartolarizzato, che per legge si
deve surrogare, in effetti è molto difficile da disincagliare. Oltre alle
due banche che devono contendersi il cliente e gestirsi il mutuo, c'è anche
una terza società, quella che ha acquisito il mutuo cartolarizzato che va
contattata e gestita. "Surrogare è così faticoso e richiede così tanto tempo
che cerco proprio di non farlo", questa la confessione di molti funzionari
di banca. Non è un caso che la convenzione Banche-Governo vada in soccorso
alle prime dato che propone una rinegoziazione standard.


Un dato interessante, però, è che le famiglie che richiedono la surroga oggi
sono abbastanza numerose, rappresentano circa il 25% delle domande. Molte si
decidono convinte anche dalla pubblicità di quelle banche che si dicono già
pronte a fornire il servizio. Il fatto è che a volte, arrivati in filiale,
quelle stesse banche offrono piuttosto un cambio mutuo, magari con più
denaro.


Il mutuo cambio & cash o la ricarica del mutuo, infatti, è una opportunità
per le banche, perchè riescono a vendere, con il mutuo, prestiti aggiuntivi
quasi sempre con una assicurazione di solito molto cara, e per di più a
clienti in difficoltà che non osano dire di no anche a denaro più caro. Ma è
anche una opportunità per le famiglie. L'euribor a tre mesi, che è
l'indicatore standard per un mutuo variabile, ha quasi raggiunto quota 5%
venerdì scorso. Il MeteoMutuo di Of-Mutui.it già segnala il tasso fisso
leggermente più vantaggioso del variabile, il primo con tasso medio di 5,92%
e il secondo già a quota 6,02%. E poi la benzina che continua a salire, la
spesa al supermercato sempre più cara a cui si aggiungono rincari di ogni
tipo dalla bolletta della luce e del gas (viva la liberalizzazione!) alle
spese di riscaldamento.

fonte http://www.mutuiaconfronto.com/of/mutuiaconfronto/blog.asp

sabato 7 giugno 2008

L'estinzione anticipata del mutuo

La normativa garantisce al mutuatario la possibilità di estinguere
anticipatamente il proprio debito, sia totalmente sia parzialmente (art. 40
del Testo Unico Bancario).

L'estinzione anticipata del mutuo comporta però, nella stragrande
maggioranza dei casi, il pagamento di una penale a beneficio dell'istituto
finanziatore. Ciò avviene perché l'interruzione del rapporto contrattuale
evita al mutuatario di dover corrispondere alla banca un certo ammontare di
interessi, quelli relativi al periodo di tempo "liquidato" attraverso l'
estinzione anticipata.

In situazioni come quella descritta, il mutuatario è pertanto tenuto a
versare al mutuante un determinato importo monetario (detto "sconto"),
calcolato percentualmente sul debito residuo che il mutuatario ha deciso di
estinguere in via anticipata. Se, ad esempio, il mutuatario decidesse di
estinguere anticipatamente un debito residuo pari a € 100.000 in presenza
di una penale pari all'1%, questi si troverebbe a versare € 101.000 alla
banca (il debito residuo, € 100.000, addizionato del valore della penale, €
1.000).

Talvolta la banca può affiancare alla penale alcune spese di chiusura del
mutuo, il cui importo è fisso e generalmente piuttosto contenuto. Le
condizioni attraverso le quali il mutuatario può estinguere in via
anticipata il mutuo sono in ogni caso ampiamente descritte all'interno del
contratto di mutuo stipulato con l'ente mutuante.

Le indennità richieste dalla banca variano anche a seconda del tipo di mutuo
scelto. Si osserva infatti come, in genere, le penali relative ai mutui a
tasso fisso tendano ad essere superiori rispetto a quelle previste per i
mutui a tasso variabile.

Uno dei modi attraverso il quale le banche si tutelano da eventuali
estinzioni anticipate consiste nel concentrare gli interessi nelle prime
rate che il mutuatario si troverà a pagare (si consideri, ad esempio, quanto
previsto dal piano di ammortamento "alla francese"). In questo modo, con il
trascorrere del tempo, diventa sempre meno conveniente per il mutuatario
estinguere in via anticipata il proprio debito, poiché questi ha già
corrisposto all'ente mutuante una parte consistente degli interessi previsti
sul capitale prestato. L'estinzione anticipata del mutuo può invece
rivelarsi una scelta indicata in determinate situazioni, come ad esempio nel
caso in cui si desideri acquistare una nuova casa (e quindi si abbia la
necessità di accendere un nuovo mutuo) oppure nell'eventualità in cui, in
presenza di un tasso variabile, si assista a delle variazioni del mercato
monetario sfavorevoli.

Si consideri infine che l'estinzione anticipata del mutuo non comporta la
cancellazione automatica dell'ipoteca; il mutuatario che abbia la necessità
di cancellare l'ipoteca sul bene immobile acquisito dovrà quindi tener conto
dei costi associati a questa procedura.

La durata del mutuo

Durata del mutuo ipotecario: un finanziamento di medio-lungo periodo.

I mutui ipotecari si configurano tipicamente come dei finanziamenti di
medio-lungo periodo. Tipicamente la durata del mutuo varia da cinque a trent
'anni, anche se sul mercato è possibile trovare offerte di mutuo con durata
fino a quarant'anni.

Il soggetto intenzionato ad accendere un mutuo dovrà tener conto del fatto
che una maggiore durata del mutuo, pur essendo funzionale ad una rata più
bassa (il rimborso del debito si distribuisce infatti nell'arco di un
periodo di tempo più lungo) potrà comportare un maggiore ammontare di
interessi da corrispondere alla banca: si tratta di un aspetto cui si dovrà
porre particolare attenzione in fase di scelta della durata ideale del
proprio mutuo.

Si tratta insomma di decidere se è più conveniente procedere al rimborso del
mutuo in un arco di tempo contenuto, magari facendo leva su un periodo
particolarmente produttivo, con l'effetto di risparmiare sugli interessi,
oppure orientarsi su un mutuo di più lunga durata, così da convivere
serenamente con il proprio debito ed evitare che questo incida
significativamente sul proprio stile di vita: come si può ben immaginare, si
tratta di una decisione molto importante, che non potrà in alcun modo
prescindere dalla particolare situazione economica e professionale del
soggetto o della famiglia che accende il mutuo.

Al di là della scelta della durata ideale del mutuo, è in genere
consigliabile assicurarsi che l'importo di ciascuna rata non superi il
30-35% del reddito netto percepito, al fine di evitare che il rimborso del
mutuo rischi di trasformarsi in un onere eccessivamente gravoso e possa
comportare problemi nella regolare restituzione del capitale e degli
interessi dovuti alla banca; in genere sono le banche stesse a prevedere un
limite massimo nel rapporto rata/reddito che, non di rado, si attesta al
valore percentuale precedentemente indicato (salvo la presenza di eventuali
garanzie aggiuntive).

L'importo alla base del mutuo

Quanto chiedere alla banca, l'importo massimo erogabile, i mutui 100%.

Le banche e gli istituti finanziari autorizzati possono concedere un
finanziamento la cui entità può arrivare fino all'80% del valore del bene
ipotecato (che in genere consiste nell'immobile da acquistare). Questo
limite non è deciso in maniera arbitraria dagli istituti bancari: si tratta
invece di un massimale deciso dal Comitato Interministeriale del Credito e
del Risparmio (Cicr) con la delibera 22/4/1995, introdotto con lo scopo di
determinare una soglia limite per le operazioni di credito fondiario.

Esistono però delle situazioni in cui può essere finanziato anche l'intero
valore dell'immobile e non solo una sua parte. In base a quanto previsto da
un provvedimento della Banca d'Italia, il mutuatario può infatti avere la
possibilità di accedere ad un finanziamento tale da coprire il 100% del
valore dei beni ipotecati nel caso in cui possa permettersi di offrire alla
banca garanzie supplementari rispetto alla semplice ipoteca, come
fideiussioni bancarie o assicurative. In presenza delle suddette condizioni
la banca potrà sottoscrivere un accordo con una società assicurativa,
riducendo così il rischio di insolvenza del mutuatario e permettendo la
copertura della totalità del valore dell'immobile. Non tutte le banche e gli
istituti di credito erogano mutui 100%, ma è bene sapere che esiste questa
possibilità.

Se i mutui 100% presentano il vantaggio di coprire tutto il valore dell'
immobile ipotecato piuttosto che una sua parte, va tuttavia osservato come
questi possano comportare costi aggiuntivi rispetto a quelli riconducibili
ad un mutuo ordinario. A ciò andrà dedicata particolare attenzione in fase
di scelta della soluzione di mutuo più adatta alle proprie necessità.

I mutui ipotecari: Cosa sono i mutui ipotecari, qual'è la loro funzione.

Il mutuo ipotecario può semplicemente essere definito come un prestito
emesso a favore di un soggetto o di una famiglia e generalmente finalizzato
all'acquisto, alla ristrutturazione o alla costruzione di un immobile.

I mutui ipotecari possono essere erogati da banche, istituti di credito e
finanziarie autorizzate. Benché la destinazione d'uso del mutuo ipotecario
sia il più delle volte l'acquisto della casa, è possibile ricorrere a questo
tipo di finanziamento anche nel caso in cui si voglia comprare un immobile
non ad uso abitativo (come nel caso di uffici) ma non si disponga nell'
immediato della somma necessaria per la suddetta operazione.

Sul mercato esistono tantissime varianti di mutuo ipotecario, introdotte con
l'obiettivo di soddisfare in maniera mirata i bisogni dei consumatori e
distinguibili sulla base di un gran numero di fattori particolari. Dai
tradizionali mutui ipotecari a tasso misto o a tasso variabile alle
soluzioni decisamente più articolate (come il mutuo con rata costante e
durata variabile), dai mutui con piano di rimborso quinquennale a quelli in
cui la restituzione dell'importo finanziato avviene nell'arco di svariate
decine di anni, e poi ancora il tipo di piano di ammortamento, l'ammontare
del finanziamento sul totale del valore dell'immobile, il tipo e l'entità
delle spese associate al prestito: come si può ben vedere sono vari e
diversi gli aspetti che concorrono a contraddistinguere una proposta di
mutuo ipotecario e che occorre tenere in considerazione in fase di scelta
del finanziamento più adatto alle proprie esigenze e possibilità.

Tra i principali aspetti da valutare in fase di scelta del mutuo ipotecario
figurano l'importo da chiedere all'istituto finanziario, la durata
complessiva del mutuo ipotecario ed il tipo di tasso d'interesse.

Mutui: Alcuni buoni motivi per farsi consigliare prima

Andare in Banca da soli per chiedere un mutuo,per quanto si possa esser dei
buoni Clienti ,significa dover affrontare una serie di ostacoli formali :
- lunghi tempi di attesa di delibera da parte della banca,talmente lunghi da
compromettere, molto spesso, il buon esito di una compravendita immobiliare
(il più delle volte la banca si riserva addirittura 30 o 60 gg per dare una
risposta, spesso negativa o inferiore alle attese);
- costi molto alti di istruzione pratica;
- tassi di interesse a regime con spreads molto alti (spread è il termine
tecnico inglese con cui si identifica il reale margine di guadagno della
banca rispetto al parametro di riferimento);
- perizie molto basse del valore dell' immobile;
- % di erogato molto bassa rispetto al valore di perizia
(massimo70-75%).

Questi ultimi due fattori si traducono per il Cliente in un forte anticipo
da sborsare in una volta sola per coprire la differenza tra la somma messa a
disposizione dalla banca e il prezzo dell' immobile pattuito col venditore
della casa, oltre naturalmente alle spese notarili molto alte per il
Cliente, a meno che non abbia già frequenti rapporti con un notaio di sua
fiducia. Appoggiandosi a un mediatore creditizio professionista, invece, si
possono superare in un colpo solo tutti questi ostacoli, in quanto sarà lui,
una volta ottenuta da Voi la necessaria documentazione, ad interpellare i
primari Istituti di Credito con cui collabora, premendo su di loro affinché
Voi possiate ottenere le migliori agevolazioni in merito a tutti gli aspetti
fin qui elencati.


per approfondimenti http://www.quicasa.it/area-privata.php?pagina=faremutuo

Il Mutuo Creativo

Dal Blog della finanza personale di Francesca Tedeschi in
M@C-Mutuiaconfronto.com un commento sulla convenzione ABI-Governo.

Abi (Associazione bancaria italiana), grazie al Ministro Tremonti, ha
lanciato sul mercato un nuovo mutuo. Il Mutuo Creativo. È un po' complicato
da calcolare e non è nemmeno molto vantaggioso. Ci sono proposte migliori,
ha precisato Giovanni Bazoli di Intesa Sanpaolo. E molti operatori da me
ascoltati in queste ultime ore sostengono la stessa tesi.

L'unica differenza tra le varie offerte oggi disponibili e il Mutuo Creativo
della convenzione Abi-Tremonti è il calcolo del debito aggiuntivo che è
fatto sui tassi del 2006. E già mi chiedo: e perché non del 2005 visto che
l'aumento si è verificato proprio a partire da quella data?

Il Mutuo Creativo è un prestito ipotecario che mette in freezer la rata, ma
non dimentica il debito. Anzi. In questo caso, da un solo mutuo se ne creano
due: il primo si estingue nel periodo di ammortamento previsto, il secondo
alla fine del primo periodo di ammortamento creando un successivo percorso
di debito da rimborsare. La creatività sta nel fatto che questo mutuo supera
in un balzo il problema notaio. Perché fino al Mutuo Creativo di
Abi-Tremonti, il periodo di rimborso non poteva essere allungato oltre i 20
anni, a meno di non rifare l'ipoteca sul mutuo stesso. E se ci sono banche
che il notaio per la nuova ipoteca te lo rimborsano, e altre che te lo
propongono a prezzi calmierati, in moltissimi altri casi il notaio gioca al
rialzo e si fa pagare salato un lavoretto da niente. Con conseguente
aggravamento dei costi, che sono un problema serio quando una famiglia non
riesce a pagare una rata.

Ma vediamo come funziona il nuovo Mutuo Creativo: la banca verifica il
debito residuo, interessi e capitale, del mutuo in essere a tasso variabile
e ricalcola il tutto con un tasso fisso sulla base dell'Irs annuale 2006.
Per la stessa durata del mutuo originario. Periodicamente la banca accantona
in un "conto di finanziamento accessorio" la differenza tra la nuova rata
fissa e quella variabile che si sarebbe dovuta pagare ai tassi correnti

Come vedete il debito comunque rimane, in un conto separato che comunque non
sparisce. Anzi. A questo debito viene applicato il tasso Irs (che oggi è
solo di poco inferiore al tasso Euribor a tre mesi) maggiorato di uno spread
dello 0,5%. Se i tassi di interesse scendono a sufficienza da estinguere "il
conto di finanziamento accessorio", il cliente si rimetterà sul vecchio
binario del tasso variabile fino a pagamento totale del mutuo. Se invece
alla fine dei conti l'aumento dei tassi o l'eventuale diminuzione non
compenserà il vantaggio che ha avuto, restituirà alla banca la differenza
secondo rate fisse dello stesso importo di quelle che ha appena terminato di
pagare. Si capisce così che se ci sarà un andamento al rialzo, il secondo
mutuo lo pagheranno i figli.

Rimandare i propri debiti al futuro non è quasi mai una bella idea. Se poi
il futuro è una data indistinta e anche il debito finale da rimborsare non è
ben chiaro, allora le cose si fanno serie. Quindi l'idea di allungare il
periodo di ammortamento proposto dalla convenzione Governo Berlusconi-ABI
non solo non è un miracolo, fin qui sono d'accordo con il Ministro Tremonti,
ma soprattutto è un freno alla già difficile gestione della famosa
portabilità del mutuo e della tanto agognata concorrenza tra le banche e le
finanziarie per portare vantaggi al cliente.

Perché allungare un debito quando è possibile trovare un mutuo con spread
più vantaggioso? Perché creare di fatto un secondo mutuo in aggiunta al
primo, quando è possibile rinegoziare un mutuo con tasso variabile e un Cap
o tetto proprio per evitare che il debito non termini mai. In altre parole,
perché non far prendere qualche rischio anche alla banca?

E perché infine questa soluzione affrettata quando ricordo che le previsioni
fatte dai centri studi delle prime banche europee sostengono che l'Euribor
dovrebbe scendere dopo giugno al valore proposto dalla BCE cioé il 4%?

Il Mutuo Creativo è un topolino partorito da un elefante, che ha bisogno di
rompere un bel po' di cristalleria per far sparire la concorrenza
soprattutto con le banche low cost che si stanno muovendo bene con la
surroga e il consolidamento dei debiti.

In Europa, i Governi fanno solo i Governi cioé suggeriscono, diminuiscono le
tasse, non creano anche nuovi prodotti. Quello lo lasciano fare alle banche.
Zapatero in Spagna, ha suggerito che tutti, anche chi il mutuo riesce a
pagarlo, possano rinegoziarlo allungando la rata senza spese di nessun
genere (nemmeno notarili). In Francia, Sarkozy ha adottato la moratoria,
cioé la possibilità di saltare alcune rate in caso di necessità. Una cosa
che avrebbe dovuto fare il Governo Italiano ed era prevista in Finanziaria
2008: cioé potere sospendere per alcuni mesi il pagamento della rata senza
incorrere nella mora e nel pignoramento (oggi più rapido di un anno fa
grazie alla nuova struttura Abi in convenzione con i tribunali)?

Ma c'è un altro problema, e forse ancora più serio, dei complessi meccanismi
studiati per il Mutuo Creativo. È lo stesso problema con cui si è scontrato,
perdendo, il predecente Governo. Un problema che si chiama: filiale. Già
ieri, subito dopo l'annuncio, mi sono arrivate alcune mail. Leggete un po'.
"Ho stipulato un mutuo in data 29 dicembre 2005 di euro 167.000 euro, di cui
la prima rata iniziale era di 840 euro" scrive Pietro,"oggi la rata è di
1.134 euro, quindi sono già in arretrato di sei rate perché non riesco più a
pagare. Ho una moglie e due figli e non so più cosa devo fare, non posso
vendere perché il valore di vendita non copre il debito e la banca non mi
aiuta". "Sono andata subito alla mia banca dopo avere letto della
convenzione del Governo", scrive Marghe. "Ma purtroppo il mio mutuo é
cartolarizzato e mi hanno detto che devo chiuderlo e aprirne un altro,
magari a tasso fisso".

Se la banca non aiuta, e se addirittura il funzionario dichiara il falso
dicendo che il mutuo cartolarizzato deve essere estinto, cosa si può fare?
Eppure sul mutuo cartolarizzato é intervenuto anche il Governatore della
Banca d'Italia, ma i direttori di banca fanno orecchie da mercante.

O le banche sono un mondo schizofrenico dove l'amministratore delegato va ai
convegni a parlare di finanza etica e il funzionario di banca manda a mani
vuote un padre di famiglia oppure le filiali sono oggi dei feudi a sé
stanti, che al grido "ognuno per sé" fanno quello che vogliono in barba
anche alle convenzioni Abi-Governo.

per approfondimenti
http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=452

Mutui ed Elezioni

Discutere di politica? Perché no, partendo proprio dai mutui e dal problema
della casa. Tra Pdl e Pd chi ha i programmi migliori? Con questo mio post
oggi vorrei cercare di capire se in tema mutui e casa i due schieramenti
maggiori hanno davvero idee chiare. Per poi confrontarmi anche con il
programma del "terzo polo", quello capeggiato da PierFerdinando Casini.
Chiederò poi ai portavoce dei tre schieramenti di chiarire qualche mio e
vostro dubbio e vi riporterò i loro commenti. Dal Blog di Francesca Tedeschi
in Mutuiaconfronto.com

Pdl propone mutui meno costosi e una Ici azzerata. E ricorda che è
importante la "difesa dei consumatori generalizzando e rafforzando il
principio di "portabilita_"dei rapporti con le banche, proposto dal governo
Berlusconi" ("prima missione: rilanciare lo sviluppo" sul tema
"liberalizzazioni"). Un intero paragrafo del programma è dedicato al tema
"Una casa per tutti". ?Obiettivo ambizioso che per realizzarsi prevede i
seguenti punti: "un 'piano casa' per costruire alloggi per i giovani e per
le famiglie che ancora non dispongono di una casa in proprietà, attraverso
lo scambio tra proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità; un
piano di riscatto a favore degli inquilini di alloggi pubblici; la riduzione
del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la
ristrutturazione da parte delle banche; una graduale e progressiva
detassazione degli investimenti in riscaldamento e difesa termica delle
abitazioni e per la costruzione nelle città di nuovi posti-auto sotterranei;
un fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le
opere di manutenzione e ristrutturazione; la stabilizzazione delle norme
fiscali sui lavori di ristrutturazione edilizia e infine "Legge Obiettivo"
per i quartieri svantaggiati e le periferie delle grandi aree metropolitane
". Il Governo di centro destra dovrebbe essere, quindi, per complessi
motivazioni, un po' meno filo-banca del Governo Prodi.

Il Pd, al punto 6 del suo programma dal titolo "Stato sociale: più
eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio" propone "più
case da affittare". Non si parla affatto di mutui. Il programma recita: " La
disponibilità di case in affitto in Italia è di gran lunga inferiore a
quella di altri Paesi. Tale scarsa disponibilità blocca la mobilità, specie
dei giovani e delle giovani coppie. Una svolta può derivare dalle seguenti
scelte: ?1. investimenti nell'edilizia residenziale pubblica ad affitto
sociale, con l'obiettivo di raggiungere quote simili a quelle presenti negli
altri Paesi europei; ?2. accrescere la presenza di nuovi investitori privati
nel settore immobiliare, attraverso l'utilizzo di Società d'Investimento
Immobiliare Quotate e la liberalizzazione del mercato: politiche di
regolazione del mercato che incentivino i proprietari a porre sul mercato
degli affitti le case, anche riducendo progressivamente le proroghe
generalizzate degli sfratti; ?3. introdurre l'obbligo di destinare nelle
convenzioni urbanistiche una quota (es. il 15%).

4. varare anche in Italia interventi di social housing. Non si tratta della
tradizionale edilizia residenziale pubblica, destinata a fasce sociali
svantaggiate. I fondi immobiliari di tipo etico costruiscono o acquisiscono
unità abitative e le mettono sul mercato, senza sussidi pubblici, ad affitti
sostenibili. Se i terreni delle nuove costruzioni sono conferiti dai Comuni,
i fondi vanno in equilibrio con affitti ancora più bassi. Si possono
promuovere fondi a controllo o a partecipazione pubblica; si possono
coinvolgere nell'operazione la Cassa Depositi e Prestiti e le Fondazioni di
origine bancaria. E si può intrecciare questa attività con la dismissione e
riqualificazione di tanto patrimonio immobiliare pubblico, specie degli Enti
locali."

Qual è dunque il programma migliore? Il solo fatto che mutui e casa sono al
centro dei programmi dei due schieramenti maggiori è già una buona cosa.
?Meno approfondito, ma comunque interessante, il programma dell'UDC di
PierFerdinando Casini che mette al primo posto il tema "Casa" con la
seguente proposta: "Aumento delle detrazioni fiscali per gli interessi dei
mutui prima casa secondo la composizione del nucleo famigliare (numero dei
figli, anziani a carico)."

Se avete commenti costruttivi e suggerimenti inviateli e cercherò di
ottenere risposte e chiarimenti dai portavoce dei tre schieramenti.

fonte http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=437

Quando il sole tornava a splendere sui mutui

Dopo la notizia che la banca europea intende aumentare il costo del denaro
con conseguente aumento dei tassi di interesse dei mutui ci consoliamo
ricordando quelle che ernao le previsioni ad inizio del 2008!!

Il sole del MeteoMutuo torna a splendere sui tassi, che infatti scendono. E
le previsioni degli analisti internazionali dicono che questo è il trend del
2008. Per questo Francesca Tedeschi osserva che passare oggi da un variabile
a un fisso potrebbe non essere una buona idea. Anche perchè è quello che
spingono a fare banche, broker e ... giornali

Il sole è tornato a splendere nel nostro MeteoMutuo, l'indicatore dei tassi
che trovate sul sito www.osservatoriofinanziario.it.
Cosa è accaduto? L'Euribor a un mese, come avevo sperato nel mio augurio di
fine anno, e anche gli altri indicatori a tre e sei mesi sono scesi a fine
anno. E stanno ancora scendendo.
Dopo che, in un solo colpo il 12 dicembre scorso l'Euribor a un mese era
schizzato in su di mezzo punto percentuale raggiungendo quasi quota 5%.
Oggi lo stesso indicatore è a quota 4,2%. I mutui a gennaio sono quindi più
leggeri. E il MeteoMutuo lo ha rilevato subito. Ma cosa accadrà da qui a
fine anno?

Tutti gli esperti sono concordi: il 2008 sarà l'anno della stabilità. I
tassi dovrebbero continuare a mantenersi stabili intorno ai valori di oggi
almeno fino a giugno, per poi scendere ancora e attestarsi a fine anno a
quota 4%, che è il saggio d'interesse indicato dalla Banca Centrale Europea
(BCE).
Ma, c'è qualcuno, come lo spagnolo Jorge Gost che siede nel consiglio di
amministrazione del Banco Pastor, d'accordo con l'ufficio studi del BBVA,
che vede un Euribor a un mese attorno al 3,9%, per il prossimo Natale.

Nel Bollettino della BCE del dicembre scorso si leggeva che l'Euribor a tre
mesi si dovrebbe attestare a marzo 2008, giugno 2008 e settembre 2008 al
4,44%, 4,24% e 4,08% rispettivamente.
D'altra parte la liquidità immessa sul mercato dalal BCE è stata enorme,
miliardi e miliardi di euro dati a banche e isituti finanziari per far
fronte alla mancanza di liquidità segnalata dopo la crisi detta dei
"subprime".
Tutto questo mentre ancora ieri i quotidiani riferivano di studi Ance, l'
Associazione dei costruttori edili, che segnalano l' odierna insostenibilità
del mutuo per milioni di famiglie.
Alcune fasce di popolazione, come i lavoratori atipici e i giovani, sono
escluse sia dai mutui che dagli affitti troppo cari.
Chi guadagna sotto i 21 mila euro rischia di dovere rimanere senza casa, una
prospettiva orribile.

Per quanto riguarda i mutui, credo, sarà fondamentale l'attività bancaria:
sono le banche 'buone' che possono trovare un modo per dare prestiti
ipotecari anche a chi non avrebbe tutte le garanzie come da prassi.
Se si utilizza il calcolatore di un sito come quello di bancaperlacasa.it,
ad esempio, e si inserisce il reddito mensile, mettiamo 1200 euro e le spese
mensili, mettiamo 800 euro, quasi sempre la risposta è che di mutui non ce
ne sono.
E' un buon metodo per non eccedere nel rischio, si sa. Ma, forse, qualche
sistema va trovato.

Leggevo sul sito lemonde.fr che in Francia la quota di mutui a tasso
variabile è aumentata dal 14 al 17% in un anno (la quota complessiva di
mutui variabili però è solo del 10,3%), a causa di due fattori, anzi tre: l'
aumento dei prezzi delle case, la voglia di case più belle, ma soprattutto
la disponibilità delle banche francesi ad elargire mutui molto lunghi o
allungabili nel tempo.

Paura tassi per i variabili? No, spiegano gli esperti: l'aumento dei tassi
non impensierisce la famiglia francese, perché i mutui a tasso variabile
sono stati tutti quanto assicurati da diverse ciambelle di salvataggio:
assicurazioni per salto rata, ad esempio, ma anche ammortamenti che
prevedono una rata costante, con durata variabile, e con un tetto massimo
per il tasso, o cap.
Si tratta di quei mutui che sono come un affitto, ma che nel tempo
permettono di acquistare casa. Una tipologia di mutuo che ha bisogno però di
due cose: fiducia e ancora fiducia.
Nella banca, ovviamente o meglio nel sistema bancario. Perché un mutuo che
dura una vita e anche due, lungo 40 o 50 anni, è difficile da digerire se
non si ha piena fiducia della propria banca.

Attenzione quindi a ridiscutere un mutuo da variabile a fisso, oggi. Prima
di tutto perché in Italia il tasso fisso è ancora troppo caro, il più caro
in Europa (a dirlo è il Governatore della Banca d'Italia, senza tema di
smentita).
Secondo, perché il variabile potrebbe essere comunque un tasso sostenibile
se protetto da un Cap, se assicurato, se tutelato con diverse ciambelle di
salvataggio.
Conviene quindi studiare bene il piano di ammortamento quando viene proposto
e valutare anche le numerose offerte a tasso misto, più complicate da
capire, ma magari anche più vantaggiose.

Da tenere presente anche un altro fatto, una coincidenza che deve invitare
alla riflessione e alla cautela: un tempo, le banche e i broker spingevano a
tavoletta per il variabile (e poi si è visto con quali risultati disastrosi
per i clienti: era quello il tempo in cui sarebbe stato più utile per i
clienti avere un tasso fisso), l'informazione economica e finanziaria si
riempiva di articoli che suggerivano il tasso variabile.
Oggi banche e broker spingono decisamente per il tasso fisso (staranno
facendo di nuovo i loro interessi, come è naturale? Come abbiamo appena
visto in realtà le analisi internazionali non sono così nette in favore del
fisso).

Intanto però, gli organi di informazione propongono (con singolare tempismo)
analisi e articoli osannanti per il tasso fisso.
Non c'è malizia se invito tutti a essere più prudenti. E attenzione a non
diventare dei pecoroni: valutate le offerte magari se possibile con un buon
commercialista, fate bene i conti partendo dalla sostenibilità della rata,
gestite il vostro denaro con buon senso e usate internet per raccogliere
informazioni.
Io proverò come sempre a rispondere personalmente alle vostre domande via
email.

per approfondimenti
http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=422

La mia casa è un capitale

Il prestito garantito dall' ipoteca sulla casa costa di meno. E può
raggiungere cifre anche molto elevate oggi, che l'immobile vale molto di più
di qualche anno fa. Ecco allora che può essere utile sapere che esistono
prodotti già belli che fatti, i cosiddetti mutui-cash, o mutui di liquidità,
che "liberano" il capitale immobilizzato dal bene casa. Per fare cosa? Tutto
ciò che serve: anche acquistare una casa più grande e più bella in attesa di
vendere l'immobile diventato troppo piccolo e obsoleto, oppure per pagare un
nuovo arredamento, per far fronte a spese impreviste e così via.

Il prestito garantito dall' ipoteca sulla casa costa di meno. E può
raggiungere cifre anche molto elevate oggi, che l'immobile vale molto di più
di qualche anno fa. Ecco allora che può essere utile sapere che esistono
prodotti già belli che fatti, i cosiddetti mutui-cash, o mutui di liquidità,
che "liberano" il capitale immobilizzato dal bene casa. Per fare cosa? Tutto
ciò che serve: anche acquistare una casa più grande e più bella in attesa di
vendere l'immobile diventato troppo piccolo e obsoleto, oppure per pagare un
nuovo arredamento, per far fronte a spese impreviste e così via.

Barclays, Macquarie Bank, Systema Group e Banca per la Casa-UniCredit Banca,
sono tra le prime banche specializzate ad offrire questa tipologia di
prodotto, che funziona così: si tratta di un finanziamento ibrido, a metà
strada tra il mutuo e il credito al consumo, perché richiede l'iscrizione
dell'ipoteca sull'immobile, e, in cambio, offre denaro cash, fino al 60-80%
del valore odierno della casa. Significa che se la casa, che magari si fa
fatica a vendere, vale sulla carta 200 mila euro, si possono chiedere fino a
120-160 mila euro. Un bel po' di denaro. Proprio grazie alla forte
rivalutazione degli immobili verificatasi negli anni passati, oggi, infatti,
la casa vale di più e quindi il capitale ottenibile sotto forma di liquidità
è molto più elevato. Ecco un esempio. Secondo i dati di Scenari Immobiliari,
nel 1993, il prezzo di un immobile abitativo in zona semi-centrale a Milano
era di 2.500 euro al metro quadro. Per un appartamento di 100 metri quadri,
si spendevano 250.000 euro. Nel 2007, il prezzo al metro quadro per lo
stesso appartamento è salito a 4.400 euro. La casa, oggi vale 440.000 euro.
Se è libera da ipoteca, e ipotizziamo di sottoscrivere un mutuo di liquidità
pari al 60% del valore attuale dell'immobile, si raggiunge una cifra di
264.000 euro, superiore a quello che era l'intero valore dell'immobile
quattordici anni fa. Niente a che vedere, dunque, con le somme a cui si
accede con un semplice prestito personale, in genere inferiore o uguale ai
30.000 euro.

Certo, come di fronte ad ogni prodotto finanziario, anche il mutuo liquidità
deve essere ben "capito". E non bisogna dimenticare che, qualora non si
riuscisse ad estinguere il finanziamento, si rischierebbe di perdere la
casa, su cui grava l'ipoteca. E allora, "addio" bene-rifugio. D'altra parte,
rispetto ad un prestito personale, i tassi d'interesse sono decisamente più
bassi, vicini a quelli di un mutuo tradizionale. Con il risultato che, a
parità di rata, una famiglia può ottenere una cifra ben più elevata, ma
anche pagare importi mensili più modesti, grazie alla maggiore durata del
finanziamento ipotecario (fino a 40 anni) rispetto al prestito personale (al
massimo 5 anni), che consente di spalmare il debito (comprese le spese
notarili) su un numero maggiore di rate. "É giusto che chi è proprietario di
casa debba passare attraverso le forche del credito al consumo, i cui tassi
sono tre o quattro volte quelli applicati sui mutui ipotecari?", si chiede
Pietro Locatelli, presidente di SystemaGroup. Il ragionamento fila, ma solo
se lo si applica ai proprietari di casa. Perchè l'equity loan (di
derivazione anglosassone) è un'opzione praticabile soltanto da chi ha già
estinto il mutuo e quindi è in possesso di un immobile libero da ipoteca. E
poi, diciamolo: ottenere un mutuo non è proprio facile come ottenere un
prestito personale o finalizzato. Il credito al consumo è "per tutti". Il
mutuo, sicuramente no.

Rispetto ad un finanziamento finalizzato all'acquisto della casa, inoltre,
il mutuo liquidità costa di più: bisogna calcolare una maggiorazione di
almeno 0,20 o 0,30 punti percentuali rispetto ai tassi di un finanziamento
ipotecario tradizionale. In definitiva, per la banca è un finanziamento più
"rischioso", come ogni altro prestito non finalizzato all'acquisto di uno
specifico bene. Solo che, nel caso del mutuo di liquidità, la cifra è anche
molto elevata e può superare i 100/200 mila euro, senza che il beneficiario
sia tenuto a rendere conto alla banca di cosa intenda farne. Si parla di
liquidità, ma non si tiene conto di un dato: secondo alcuni osservatori, la
crisi finanziaria innescata dalla crisi dei mutui subprime americani
starebbe già determinando una stretta nel credito bancario, anche in Italia.
E non è da escludersi che, di fronte all'ipotesi di un "credit crunch"
generalizzato, i finanziamenti di questo genere siano i primi ad essere
concessi con il contagocce.

La variante: sostituzione + liquidità
Una formula mista più richiesta è il mutuo "sostituzione più liquidità", che
permettono di sostituire il vecchio mutuo con un nuovo finanziamento
ipotecario ottenendo, nel contempo, una somma extra. Oggi, la richiesta di
questa tipologia di prodotto è cresciuta di circa il 15% a fronte di una
maggiore concorrenza tra gli operatori bancari e una maggiore consapevolezza
dei clienti. Anche in questo caso, si può sfruttare l'effetto di
rivalutazione del capitale rispetto al prezzo originario dell'immobile,
ottenendo un finanziamento "aggiuntivo" che viene "agganciato al mutuo" e
quindi costa meno. Il ragionamento è molto semplice: invece che chiedere un
prestito personale di 10.000 euro, restituibili in 3 o 5 anni, ad un tasso
del 9-10%, il finanziamento è incorporato nel mutuo di sostituzione. E
questo permette non solo di spalmare quella cifra sui 25-30 anni che
rappresentano la durata del finanziamento, ma anche di averla ad un tasso di
interesse più basso, quello del mutuo.

Proprio per queste sue caratteristiche, l'impressione è che il mutuo
"sostituzione più liquidità" sia uno strumento utile più a chi, magari, è in
difficoltà con il pagamento della rata mensile e si rivolge ad un'altra
banca cercando di ottenere uno "sconto sul tasso", che alle persone che
desiderano "liberare" il capitale immobilizzato nella casa di proprietà. "È
vero", conferma Donatella Squellerio, direttore business support della
specializzata Macquarie Bank Italia: "Molti clienti scelgono questa opzione
guardando soprattutto ai costi, cercano tassi più convenienti e piani di
ammortamento più lunghi...". Secondo altri osservatori, però, il prodotto
non è tanto uno strumento per chi è con l'acqua alla gola e cerca un'ancora
di salvezza, quanto, piuttosto, una soluzione per chi vuole cogliere
un'opportunità: i clienti che scelgono il mutuo sostituzione più liquidità
hanno un'età ed un reddito mediamente più elevati rispetto ai sottoscrittori
di mutui "tradizionali".

D'altra parte, il vantaggio della rottamazione di un mutuo è dato
soprattutto dalla possibilità di abbinare al credito ipotecario un
finanziamento aggiuntivo a basso costo, che può tornare utile per una spesa
imprevista. Di per sé, non è detto che la sostituzione, da un punto di vista
strettamente finanziario, sia sempre vantaggiosa. Perché lo sia, è
necessario che lo "sconto" ottenuto sul tasso di interesse applicato al
mutuo sia inferiore di almeno mezzo punto percentuale rispetto al "vecchio"
finanziamento ipotecario. Altrimenti, tra spese del notaio ed eventuali
costi di estinzione del mutuo precedente (se acceso prima del 2 febbraio
2007) potrebbe non valerne la pena. E comunque, per chi vuole semplicemente
"rottamare" il mutuo, soluzioni più "a buon mercato" sono rappresentate
dalla rinegoziazione e dalla surrogazione (la cosiddetta portabilità del
mutuo, introdotta dalla legge 40 del 2007). Oggi è ancora piuttosto
difficile accedere a queste operazioni. Ma alcune banche si sono già
attivate ed altre si stanno muovendo in questa direzione.

Rimane una domanda. Se il mutuo liquidità e la sua variante ibrida sono
davvero, come dicono le banche, un "toccasana" per chi ha bisogno di cash e
non vuole pagare interessi elevati, per quale motivo queste tipologie di
finanziamento sono ancora poco diffuse nel nostro Paese? "La prima ragione è
che, in Italia, l'offerta di mutui liquidità risale soltanto a un paio
d'anni fa, siamo ancora agli inizi", spiega Donatella Squellerio. "La buona
notizia, però, è che questo mercato oggi rappresenta già il 25% del nostro
business". In effetti non è proprio così: un mutuo di questo tipo è sempre
stato possibile ottenerlo in qualsiasi banca, ma richiedeva sempre molto
tempo per la rinegoziazione con i direttori di filiale. Non era un prodotto
standard. "Ciò che manca, in Italia è soprattutto la consapevolezza delle
opportunità che il mercato oggi offre", precisa la portavoce di Macquarie
Bank Italia.

"Un'idea, invece, deve essere chiara", chiosa Alice Tranchellini,
responsabile marketing e comunicazione. "Il mutuo non è un finanziamento
che, una volta sottoscritto, resta intoccabile fino al momento della sua
estinzione. Cambiare si può e, quando conviene, si deve". In questo senso,
la Legge 40 del 2007 ha dato una bella spinta, nella direzione di un
utilizzo più maturo e consapevole del prodotto mutuo. "La Bersani ha
cambiato il mercato dei mutui", conclude Alice Trnachellini: "grazie alle
novità introdotte dalla "Bersani-Bis", infatti, il costo di estinzione
anticipata per i mutui accesi dopo il due febbraio 2007 è stato annullato".
E in base all'accordo raggiunto tra l'Abi e le Associazioni dei Consumatori,
anche per i mutui più "vecchi" i costi per "rottamare" il mutuo sono
sensibilmente diminuiti, rendendola un'opzione più facilmente percorribile.

per approfondimenti
http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=436

giovedì 5 giugno 2008

Rate dei mutui congelate?

Boccata di ossigeno: ottima iniziativa del governo per frenare la
"situazione mutui", bloccando o congelando le rate di quelli a tasso
variabile.
Usciamo fuori tema per una volta, perchè il mutuo grava sulle spalle di
molti italiani e quindi anche le richieste di prestito e i preventivi di
finanziamento sia online che nelle filiali di banche e istituti di credito
dipendono dalla pressione del mutuo sul nostro bilancio familiare.
Sia a 10 anni che ventennale, come trentennale (qualcuno addirittura propone
mutui "a 40 anni"...), se non avessimo rate del mutuo da pagare molto
probabilmente potremmo fare a meno dei prestiti...

Oltre al taglio dell'Ici sulla prima casa e alla detassazione degli
straordinari giunge, abbastanza a sorpresa, l'accordo tra Abi e Ministero
dell'Economia!
Questo accordo permetterà di ri-negoziare i contratti stipulati allungando
natualmente il periodo del mutuo, rendendo in pratica tutti i mutui "a tasso
fisso con durata variabile".
In questi anni molti soggetti hanno offerto mutui di questo tipo, ma la
maggior parte delle persone che necessitavano di un mutuo per l'acquisto
della casa hanno preferito il classico "tasso variabile", allettati da tassi
effettivamente convenienti che gli permettevano di chiedere cifre più
elevate. Sicuramente queste persone hanno sottovalutato le reali possibilità
che i tassi d'interesse potessero salire, in un momento in cui erano ai
minimi...diciamo che queste probabilità erano in realtà molto elevate,
purtroppo!

Con tutta l'informazione che ha girato alla fine del 2007 , già in questi
primi mesi del 2008 7 famiglie su 10 hanno scelto il tasso fisso.
Sicuramente affronteranno oggi un tasso elevato, ma saranno sicuri che
questo è e rimarrà il tasso d'interesse del loro mutuo per tutto la sua
durata, fosse anche trentennale.

http://www.prestiti-rapidi.info/2008/06/rate-dei-mutui-congelate.html

Meno prestiti dalle banche italiane

In calo le richieste di prestiti presso le banche italiane: secondo i dati
diffusi da Bankitalia, ad aprile si è registrato un calo della crescita
delle richiesta...quindi non sono DIMINUITE, sono aumentate meno del mese di
marzo e in generale anche meno se paragoniamo aprile 2008 con aprile 2007.

Parliamo di un aumento dell'8,6% contro il "previsto" 9,5%.

Se guardiamo agli ultimi 5 anni allora le richieste sembrano saldamente in
calo.

Questo in generale deve far piacere?

Dipende...infatti potremmo esserci tutti indebitati così tanto da non poter
ottenere nuovi prestiti...oppure stiamo entrando, seppure lentamente, in un
ordine di idee nel quale possiamo rimandare alcuni acquisti e procedere in
generale con maggiore cautela riguardo al denaro...soprattutto riguardo il
denaro che non abbiamo!

http://www.prestiti-rapidi.info/2008/06/meno-prestiti-dalle-banche-italiane.
html

Doveri Agenzia Immobiliare

Qualche regola fondamentale da adottare quando ci si rivolge alle Agenzie immobiliari

  Assicurarsi che la persona con cui si tratta sia un agente immobiliare regolarmente iscritto al Ruolo Mediatori presso la Camera di Commercio, così come previsto dalla Legge 3/2/1989 n. 39 (e successive modifiche e integrazioni), che regola l'accesso alla professione. Meglio ancora se il soggetto è anche iscritto ad un'associazione di categoria in quanto tale fatto comporta, in genere, l'assoggettamento a codici disciplinari e garanzie di professionalità.

  Pretendere l'uso di moduli (formulari) depositati in Camera di Commercio (sempre ex L.39/89), sia per la definizione di un incarico, sia per la sottoscrizione di una proposta con le agenzie immobiliari. Tali moduli e/o formulari devono ispirarsi alle linee guida elaborate dalla Commissione Camerale per la tenuta del Ruolo Mediatori, e comunque: Essere chiari e facilmente comprensibili. Contenere gli estremi dell'iscrizione nel ruolo del mediatore o della societè di mediazione e del suo legale rappresentante. Indicare l'oggetto del contratto: proposta d'acquisto, incarico di mediazione ecc. Indicare le eventuali iscrizioni ipotecarie o altri vincoli sull'immobile. Specificare la conformità dell'immobile alle norme edilizie ed urbanistiche vigenti. Indicare il nome del proprietario ed il titolo di proprietà. Indicare il termine entro cui deve essere redatto l'atto definitivo. Essere compilati in tutte le loro parti, barrando quelle non utilizzate. Essere controfirmati dal mediatore con il quale è stata condotta la trattativa.

  Definire sempre tutti i dettagli degli accordi fra le parti in forma scritta. In particolare, nel caso di accettazione di proposte, chiederne all'agente immobiliare una conferma scritta.

  Concordare per iscritto l'entità della provvigione e le relative modalità di pagamento; dal formulario deve inoltre risultare chiaramente quali sono i servizi compresi nella provvigione e quali quelli esclusi, i quali dovranno essere pagati a parte. La provvigione è un diritto del mediatore, che è tale solo se iscritto al Ruolo (Art.6 Legge 39/89). Diffidare pertanto delle offerte di prestazioni professionali a costo zero perchè spesso nascondono prestazioni abusive o, comunque, prive di garanzie per i clienti.

  Il mediatore ha diritto alla provvigione da ambo le parti, da chi vende/affitta o da chi compra/prende in locazione un immobile. Questa è una garanzia di neutralità ed imparzialità del professionista.

  Prestare attenzione alla ragionevolezza della durata dell'incarico (tre mesi può essere un periodo generalmente ragionevole) e al periodo di validità della proposta, che preferibilmente non dovrebbe superare i quindici giorni complessivi di calendario (termine entro cui deve pervenire l'accettazione del venditore o del locatore), ad eccezione di casi particolari che devono essere specificati e chiariti in proposta. Pretendere, in caso di acquisto mediante richiesta di mutuo, la specifica indicazione che l'efficacia della proposta è subordinata alla erogazione del finanziamento. Ricordarsi che, in tal caso, la proposta non produce alcun effetto fino al verificarsi della condizione sospensiva.

  Dare l'incarico in esclusiva è una scelta del cliente che pone restrizioni alla sua libertà contrattuale, in quanto gli vieta di concludere la vendita in proprio o incaricare della vendita un altro agente immobiliare, salvo pagare le penali previste. L'esclusività dell'incarico comunque presuppone che il mediatore si impegni a fornire una serie di servizi che devono risultare scritti sul formulario.

  Predisporre seriamente la vendita o la locazione di un immobile è un costo: le inserzioni pubblicitarie ed il personale addetto (dalla risposta telefonica alla gestione del cliente) sono, infatti, le principali e non uniche voci di spesa nella gestione quotidiana di servizi immobiliari. Per questo è opportuno che anche chi sta cercando casa chieda all'agente immobiliare se abbia ricevuto o meno un incarico in esclusiva. Nel caso di incarico non in esclusiva, farsi specificare con chiarezza ed in forma scritta se verranno richiesti dei rimborsi spesa.

  Un contratto equo non deve contenere le seguenti limitazioni per il cliente: Clausola della penale, se impone al cliente, in caso di ritardo o mancato pagamento della provvigione, un risarcimento manifestamente eccessivo. Clausola di risoluzione delle controversie, se indica come Foro competente una località diversa da quella di residenza del cliente. Clausola di comunicazione della disdetta dell'incarico, qualora il termine per la comunicazione sia eccessivamente anticipato rispetto alla scadenza del contratto.

  È invece opportuno che un contratto equo preveda i seguenti impegni per l'agente immobiliare: Pubblicazione a sua cura e spese di annunci che appaiano su un quotidiano, settimanale o rivista di settore, che pubblichino annunci a pagamento o gratuiti (se l'incarico è conferito in esclusiva) Eventuale affissione di locandina presso la sede dell'agenzia immobiliare, con descrizione e pianta dell'appartamento per tutta la durata dell'incarico Reperibilità telefonica con l'impegno a fornire agli interessati informazioni relative all'immobile. Possibilità per chi è interessato di essere accompagnato a visitare l'immobile Richiesta al proprietario di tutta la documentazione necessaria, compilazione e consegna delle denunce di cessione fabbricato, comunicazione all'amministratore dell'avvenuta vendita e comunicazione alla Pubblica Sicurezza dell'avvenuta locazione. Assistenza al cliente nelle necessarie visure presso gli Uffici Tecnici, gli Uffici Finanziari e le Conservatorie dei Registri Immobiliari. Verifica presso gli Amministratori dell'esistenza di spese condominiali arretrate o spese per interventi straordinari.

  In caso di acquisto e di locazione, sincerarsi di avere tutte le informazioni necessarie ed utili per decidere. In particolare, non esitare a richiedere informazioni sulle caratteristiche generali dell'immobile (ad es. il grado di accessibilità da parte di portatori di handicap) e sulle dotazioni urbanistiche e sociali della zona considerata (scuole, ospedali, verde pubblico, biblioteche). E' poi importante disporre dei seguenti atti: Certificati di destinazione d'uso, di destinazione urbanistica, copie conformi di documenti di condoni, di concessioni o licenze edilizie, di concessioni in sanatoria, certificati di abitabilità e agibilità, attestazione di conformità degli impianti alle disposizioni di legge. Copie delle schede catastali depositate, estratti di mappa, certificati storici, presentazione di nuove schede o frazionamenti da parte di tecnici abilitati Iscrizioni ipotecarie, storici ipotecari.

  In caso di conferimento di incarico, fornire all'agente immobiliare tutte le informazioni utili e necessarie perchè questi possa operare con trasparenza e sicurezza nei confronti dei futuri acquirenti/conduttori.

  Ricordarsi assolutamente che le eventuali caparre devono essere intestate al venditore (assegno non trasferibile) e che la provvigione è dovuta al mediatore alla conclusione dell'affare, termine coincidente con la comunicazione dell'avvenuta accettazione della proposta da parte dell'acquirente. In ogni caso, gli importi versati dall'acquirente a titolo di acconto prezzo o caparra confirmatoria non potranno mai essere incassati dall'agente immobiliare, nè a titolo di risarcimento danni, nè in conto provvigione o quant'altro. Chiedere se l'agente immobiliare offre, a tutela del cliente, una polizza di assicurazione gratuita a garanzia della caparra versata dall'acquirente in occasione della stipulazione del preliminare.

Fonte: Vademecum Fimaa

Agenti immobiliari o Fai da te ?

Se nella vendita del proprio immobile si decide di operare da soli allora
bisogna seguire passo dopo passo tutto l'iter, e cioè: raccogliere tutta la
documentazione dell'immobile, effettuare inserzioni su giornali
specializzati e/o quotidiani, organizzare le visite dei possibili
acquirenti, trattare sul prezzo e i modi di pagamento, incassare acconti o
caparre, fissare con l'acquirente i contenuti del compromesso e la data del
rogito (inoltre verificare se l'acquirente ha la possibilità di ottenere il
mutuo per l'acquisto).

Non bisogna, quindi, aver paura di rivolgersi agli agenti immobiliari,
perchè se è vero che la provvigione può arrivare (in alcuni casi) anche al
4/5% (mediamente è il 3%) è anche vero che mette al riparo da molti stress
se l'agente immobiliare fa bene il suo lavoro.

La prima cosa da fare è verificare che l'agenzia immobiliare abbia le carte
in regola per operare e che sia iscritta all'apposito ruolo provinciale dei
mediatori. Poi, con qualche domanda appropriata bisogna verificare se
l'agente è a conoscenza della complessa normativa, senza lasciarsi incantare
dalla parlantina.

Attenzione poi ai contratti che l'agenzia propone:

Se il professionista vuole un incarico in esclusiva (il che è anche
garanzia di serietà), accertarsi che tutte le spese comprese quelle di
pubblicità siano a carico dell'agenzia.

Il contratto non deve prevedere clausole di rinnovo automatico, o almeno
deve prevedere che la disdetta sia possibile in tempi ragionevoli (es. 15
giorni prima della scadenza.

Non affidare incarichi per periodi più lunghi di tre-quattro mesi

Non accettare di pagare provvigioni più alte se l'agente riesce a vendere
ad un prezzo superiore al pattuito.

Farsi dare una copia di qualsiasi documento si sottoscriva.
Verifica se l'agente immobiliare è iscritto al Ruolo.

10 consigli per non sbagliare mutuo

1) Agenti immobiliari
Prima di sottoscrivere una proposta d'acquisto dovete sempre comunicare
all'agente immobiliare di inserire la clausola "Proposta vincolata
all'accettazione del mutuo", in questo caso non perderete l'acconto versato
se malauguratamente non riuscite ad ottenere il finanziamento richiesto.

2) Confrontare le varie offerte
Innanzitutto per scegliere il mutuo bisognerà partire dalle proprie esigenze
e valutarle molto bene. Poi bisognerà ricercare un istituto che offrirà un
finanziamento conveniente e fatto su misura per voi. Quindi sarà opportuno
confrontare le offerte di mutui, (anche online), di un più alto numero di
Banche e d'istituti di credito specializzati. Questo confronto, che in un
primo momento può risultare faticoso e generare numerose perplessità, vi
darà l'occasione di valutare le offerte disponibili sul mercato e di
conoscere il costo effettivo del vostro prestito.

3) Tasso d'interesse
Il tasso variabile è formato da due componenti:


L'euribor è determinato dal mercato, quindi non' è possibile modificarlo.
Mentre lo spread (guadagno della banca) è l'elemento sul quale possiamo
trattare, soprattutto se il mutuo richiesto ha una percentuale inferiore al
70% del valore dell'immobile.

4) Tasso d'ingresso o a regime
Informarsi sempre se è il tasso proposto è un tasso d'ingresso o un tasso a
regime, perchè molte banche propongono mutui con un tasso d'ingresso
interessante per "attirare" clientela ma che, dopo un breve periodo di
tempo, aumenterà almeno di un punto.

5) Tempi di erogazione
Bisogna tener presente che per ottenere materialmente il denaro dalla banca
passano mediamente 40-50 giorni dalla richiesta, quindi la data stabilita
per il rogito deve essere sufficientemente lontana. Inoltre alcune banche
non effettuano l'erogazione nel giorno dell'atto notarile soprattutto se il
venditore è un soggetto fallibile (Costruttori o società)

6) Donazione
Molte banche respingono la richiesta di mutuo se l'immobile è pervenuto per
donazione. La motivazione di questo atteggiamento discende dalla nostra
particolare legislazione in ambito di donazioni e successioni. Le donazioni
possono essere impugnate da eredi legittimi che si sentono defraudati dalla
donazione. Gli aventi diritto possono impugnare la donazione sino a 10 anni
dalla morte del donante. In questo caso l'ipoteca in favore della Banca
perderebbe ogni valore.

7) Pubblicità
Fate attenzione alle pubblicità eclatanti; quando vi propongono mutui con
tassi bassissimi o pagamento anticipato per la presentazione della pratica
(nel caso di mediatori creditizi) diffidate sempre.

8) Penale di anticipata estinzione
Il contratto deve sempre offrire a chi ha richiesto il finanziamento la
possibilità di rimborsare il capitale residuo prima della scadenza naturale
del mutuo.
Le banche però non incoraggiano mai i rimborsi anticipati, in quanto per
l'istituto si traducono in una perdita di interessi sugli anni che vengono
"eliminati". A tal fine provvedono a inserire nel contratto una "penale per
estinzione anticipata" in punti percentuali sul debito residuo. È opportuno
quindi chiarire, già durante la trattativa che porta all'accensione del
mutuo, l'entità di questa penale che mediamente può andare da un minimo
dello 0% a un massimo del 4%.

9) Contratto di mutuo
Spesso i contratti di mutuo non sono di facile comprensione, soprattutto per
la necessità di ricorrere a termini tecnici insostituibili. È dunque
consigliabile richiedere una copia del testo del contratto e delle
"Condizioni generali" con un certo anticipo rispetto al momento della
stipula, quando si è di fronte al funzionario e al venditore della casa sarà
troppo tardi per fare domande o chiedere modifiche. Per avere chiarimenti
sulla corretta comprensione del documento ci si può rivolgere alle
associazioni dei consumatori oppure al notaio.

10) Importo del mutuo
Quanto denaro chiedere alla banca? Spesso non si hanno le idee chiare e la
risposta non è così semplice come può apparire a prima vista, perché non si
tratta tanto di "convincere" la banca a fidarsi di te e a fornirti la
maggior quantità possibile di denaro, quanto piuttosto di capire bene – da
qui ai prossimi anni – quale onere sei disposto ad affrontare per l'acquisto
della casa. In genere le banche non concedono mutui la cui rata è superiore
al 35/40% del reddito totale familiare.

fonte: http://www.migliormutuo.it/consigli_mutuo.asp

Mutui online o allo sportello bancario?

Oggi con pochi click sul mouse è possibile avere, restando seduti
comodamente in casa, un'ampia panoramica sui mutui offerti dagli istituti di
credito; in diversi casi di ottenere un finanziamento senza doversi recare
in banca.
Il mercato dei mutui online, infatti, si articola in due categorie: i siti
che offrono i prodotti delle varie banche e i siti delle banche stesse che
offrono direttamente i propri prodotti via internet.
Anche tra questi ultimi, però, bisogna operare una distinzione: la maggior
parte degli istituti, infatti, utilizza il proprio sito solo per presentare
e proporre preventivi, ma rimanda comunque alle agenzie per l'istruttoria
del mutuo.
Gli operatori più attenti propongono, inoltre, vari servizi (guida mutui,
glossario mutui, prospetti Esis, ecc.) o il calcolo della rata sul proprio
sito.
Paradossalmente si ottengono maggiori informazioni navigando fra i vari
portali bancari che parlando con l'addetto del settore mutui della propria
banca.

I più preferiscono effettuare la stipula del mutuo nella propria banca, ma
un numero sempre più crescente di persone sceglie il mutuo direttamente
online confrontando le varie offerte proposte dalle banche.

Il mutuo? Si sceglie in internet...

I navigatori italiani che scelgono di informarsi su internet
per la ricerca di un mutuo continuano a crescere.
Per ogni mutuo erogato in Italia, due persone valutano l'offerta on line.
Nella seconda metà del 2006, sono stati oltre un milione e 100.000 gli
utenti che hanno utilizzato la rete per cercare finanziamenti.

I siti specializzati in consumer credits hanno fatto registrare l'interesse
di circa il 20% dei 24 milioni di navigatori.
È quanto rilevato dallo studio DigitalFinance di Nielsen/NetRatings, che
pone in evidenza come la ricerca di mutui sia salita del 12% nel secondo
semestre dello scorso anno.

"La crescita dell'utenza nel segmento credits e in particolare nei mutui è
sostenuta da tempo dagli investimenti degli operatori specializzati on line
sia in termini di pubblicità che di contenuti, ovvero di informazione
dettagliate rese disponibili su Internet", sottolinea in un comunicato
Cristina Papini, Project Manager di Nielsen/Netratings.

Erogazione mutuo

Un altro aspetto da valutare è quello dei tempi di erogazione del mutuo. Se
avete bisogno di disporre della somma richiesta in tempi brevi farete bene a
valutare attentamente i tempi richiesti dagli istituti sia per svolgere la
pratica che per erogare effettivamente la somma.

Per l'effettiva erogazione del mutuo le banche possono indicare da un minimo
di 20 giorni fino a un massimo di 60. Di fatto, una volta presentata la
domanda ufficiale di finanziamento e consegnata tutta la documentazione
richiesta passeranno circa 20 giorni prima di sapere se la vostra domanda è
stata accolta dall'istituto di credito, e poi ancora altri 20/30 giorni fino
alla stipula del contratto davanti ad un notaio e alla consegna materiale
della somma richiesta. Alcune Banche, prima di erogare la somma richiesta,
aspettano l'iscrizione dell'ipoteca sull'immobile da parte del notaio e
questo, in caso di acquisto contestuale dell'immobile, potrà creare qualche
problema col venditore che dovrà attendere anche un mese per il pagamento
del prezzo della vendita.

Isc - Indice sintetico di costo

Il valore dell'Isc (Indice sintetico di costo) serve a misurare il costo
totale del mutuo.

È espresso come percentuale della somma presa a prestito e comprende tutte
le spese collegate all'accensione del mutuo, a differenza del Tan (Tasso
annuo nominale), che indica il solo ammontare pagato per gli interessi.

Insomma, l'Isc (ex Taeg) può essere definito come il tasso d'interesse
"tutto compreso", perchè permette di considerare, oltre agli interessi che
si pagano per aver preso a prestito una somma di denaro, anche le spese
collegate all'apertura di un mutuo.
Il suo valore è inserito nel Prospetto europeo standardizzato (Esis) che le
banche aderenti al codice di condotta europeo forniscono su richiesta dei
clienti.

L'indice sintetico di costo comprende le seguenti spese:
1) il rimborso del capitale
2) il pagamento degli interessi
3) le spese di istruttoria
4) le spese di perizia
5) le spese di incasso rata
6) le spese di assicurazione imposte dal creditore
7) ogni altra spesa connessa all'operazione di finanziamento

Il tasso di interesse

Il tasso di interesse non è altro che il prezzo che si paga per avere i
soldi in prestito, ed è calcolato in percentuale sull'ammontare erogato.
Stiamo quindi parlando di uno degli elementi fondamentali da considerare
prima di scegliere il tipo di mutuo. I principali tipi di tasso che sono
offerti sul mercato delle banche sono: Tasso fisso, Tasso variabile, Tasso
misto. Il tasso di interesse applicato è formato da due componenti, l'indice
di riferimento (Euribor, Eurirs ecc.) e uno spread, cioè una percentuale in
più che è il guadagno che la banca tenta di assicurarsi.

Tasso variabile - I mutui a tasso variabile sono soggetti alle variazioni
nel tempo delle rate legate all'andamento di un indice di riferimento
(Euribor), quindi a fronte di una rata iniziale più bassa dovremo correre il
rischio di un aumento del tasso di interesse e, conseguentemente, della rata
da dover corrispondere.

Tasso fisso - I mutui a tasso fisso sono quelli la cui percentuale d'
interesse da corrispondere alla banca è stabilita a priori e rimanendo fissa
nel tempo consente di stabilire, già dal momento in cui viene erogato il
mutuo, le rate che si dovranno pagare per tutto il periodo concordato e per
nessun motivo questi potranno cambiare, anche nel caso di cambiamenti
burrascosi del mercato.

Tasso misto - Negli ultimi anni si è diffusa una tipologia di mutuo con
soluzioni intermedie:
un periodo a tasso fisso (di diversa durata a seconda delle Banche) e poi la
possibilità di scegliere se continuare o optare per un tasso variabile (od
altre condizioni).
Alcuni istituti propongono il cosiddetto "tasso variabile con Cap". È un
tasso variabile a cui è fissata una percentuale massima di ascesa verso l'
alto. Tale tetto è detto Cap rate. Ovviamente, un mutuo di questo tipo costa
un po' più, in termine di interesse, di uno a normale tasso variabile,
perché riduce i rischi per il cliente di incremento esagerato della rata del
mutuo.

mercoledì 4 giugno 2008

MUTUI: PEGGIORA QUALITA' CREDITO LEHMAN BROTHERS, -3% IN BORSA

(ANSA) La situazione di Lehman Brothers appare sempre più critica agli
investitori, tanto che oggi i 'credit default swaps' sulla banca sono saliti
di 19 punti base a 275 punti. I 'credit-default swaps' sono strumenti
derivati in grado di proteggere dal rischio di insolvenza di società, e un
rialzo indica un deterioramento nella percezione della qualità del credito.
In Borsa, il titolo sta perdendo il 3% ed è scivolato sotto i 30 dollari.
Lehman Brothers è in forte difficoltà e da giorni circolano voci secondo cui
la banca sarà presto costretta a varare un ulteriore aumento di capitale in
vista di nuove svalutazioni. Al tempo stesso si è registrato un aumento
degli acquisti da parte degli operatori delle opzioni put sul titolo della
banca, ossia quelle che permettono di vendere ad un determinato prezzo
prefissato. In particolare il contratto più scambiato è quello che prevede
un prezzo di vendita a 30 dollari con scadenza giugno e oggi è salito in
Borsa del 68%.(ANSA).

Mutui: Abi, 850 euro anno in meno

(ANSA) La misura a favore delle famiglie con mutuo a tasso variabile
potrebbe riguardare un esercito di circa 1,25 mln di nuclei familiari.Sulla
base di un mutuo ventennale da 80.000 euro, le famiglie dovrebbero
risparmiare circa 850 euro l'anno ciascuna.Lo spiega l'Abi in una nota sulla
convenzione tra l'associazione ed il Ministero dell'Economia per 'le
famiglie in difficolta'', annunciata al termine del Cdm.Per il Codacons le
banche non attueranno mai l'innovazione.

Mutui: rischio tassi piu' alto di Ue

Notizia ANSA. Le famiglie italiane che contraggono mutui per comprar casa
restano tra le piu' esposte in Europa al rischio tassi di interesse. Il
costo dei prestiti e' infatti ancora piu' alto di quello degli altri partner
Ue. E se anche la qualita' del credito bancario resta elevata, si
riscontrano comunque piu' ritardi nel pagare le rate dei mutui a tasso
variabile rispetto a quelli a tasso fisso. E' la fotografia sui prestiti
alle famiglie scattata nella Relazione Annuale della Banca d'Italia.

Si riaffaccia lo spauracchio dei mutui subprime

Avevamo visto ieri, come colossi del livello di Bradford & Bingley,
specializzati nel settore dei prestiti immobiliari abbiano visto scendere
vertiginosamente le proprie azioni, con perdite miliardarie, oggi sono altri
due i colossi a tremare, una e la quarta banca americana Wachovia l'altra e
Kerry Killing di Washington Mutual.
E logico pensare che la crisi dei mutui Subprime non sia giunta al termine,
anzi l'ottimismo dell'ultimo periodo ha cominciato a vacillare ieri in scia
alla notizie giunte da una sponda all'altra dell'Atlantico. Con la sua
determinazione, Wachovia è diventata in otto anni la quarta banca americana.
E la Washington Mutual diventava una potenza della costa occidentale, pronta
al grande balzo nazionale. Ma con gli sviluppi di ieri, non c'è soltanto il
ritorno dei fantasmi dei subprime ma vi e la punizione di manager che hanno
sbagliato, facendo previsioni errate.


L'aumento dell'insolvibilità dei mutui per tutto il 2008 e gia alle stelle e
non accenna a diminuire, ciò portera molte altre socita sull'orlo del
fallimento con la coseguente diminuzione dell' erogazione dei prestiti
mutuo.

fonte http://www.mutuo-prestito.org/mutuo_prestito_blog.html

Mutui: il colosso britannico Bradford & Bingley trema

Il colosso britannico specializzato sui prestiti ipotecari Bradford &
Bingley da indiscrezioni sembra che voglia cedere il 23% del proprio
capitale al fondo di private equity Texas Pacific Group per un totale di 179
milioni di sterline.
La decisione annunciata e dovuta alle ingenti perdite subite per il
moltiplicarsi delle insolvenze nel settore immobiliare del Regno Unito.

Bradford & Bingley sta quindi cercando di raccogliere capitali freschi dopo
che nei primi quattro mesi del 2008 i profitti hanno accusato un ribasso del
48%.
Il progetto di accordo con Texas Pacific Group rientrerebbe quindi in un
piano più ampio messo a punto da Bradford & Bingley e che ora prevede una
iniezione di liquidità per circa 400 milioni di sterline, incluso il
preannunciato aumento di capitale da 300 milioni di sterline che, stando
alle indiscrezioni riportate da Reuters, potrebbe ridursi a 250 milioni di
sterline.
Ieri intanto, si è dimesso il numero uno del gruppo finanziario,
ufficialmente per problemi di salute, ed è stato rimpiazzato temporaneamente
dal presidente di Rod Kent, il quale ha spiegato che il gruppo rimane
fondamentalmente solido, ma che si aspetta un ulteriore aumento dei casi di
morosità.
Per maggiori informazioni su mutui e prestiti consultate la guida dedicata.

fonte http://www.mutuo-prestito.org/mutuo_prestito_blog.html

Il mutuo per la ristrutturazione della casa

I mutui per la ristrutturazione della casa sono dei finanziamenti concessi a
chiunque abbia l'esigenza di ristrutturare la propria casa. Così come per i
mutui finalizzati all'acquisto della casa, anche nel caso dei mutui
ristrutturazione casa viene data al mutuatario la possiblità di scegliere
tra tasso fisso e tasso variabile.
La somma erogata dall'istituto finanziario che concede il mutuo per la
ristrutturazione della casa può arrivare a coprire una parte consistente
spesa complessiva dei lavori di ristrutturazioni (che, in ogni caso, deve
essere opportunamente documentata), in genere fino all'80% dell'importo
totale dei lavori. Si richiede spesso che l'importo finanziato si mantenga
entro una soglia limite, espressa percentualmente sul totale del valore
dell'immobile.

fonte http://www.mutuo-prestito.org/mutuo_prestito_blog.html

La cancellazione dell'ipoteca immobiliare

L'ipoteca è un diritto reale di garanzia su beni immobili o mobili
registrati: qualora un mutuo non venisse rimborsato, la banca acquisisce il
diritto di espropriare il bene dato in garanzia, saldando con il ricavato il
proprio credito. Le ipoteche vengono iscritte nel "Registro degli Immobili",
presso la località dove è ubicato il bene in questione. Una volta effettuata
l'iscrizione, la durata standard dell'ipoteca è di 20 anni. Alla sua
scadenza, se non si decide di procedere al rinnovo dell'ipoteca, essa viene
considerata automaticamente estinta. Esiste anche la possibilità di
procedere ad una cancellazione dell'ipoteca, se la durata del mutuo è
inferiore ai 20 anni.La cancellazione ipoteca, da effettuare una volta
estinto il mutuo, ha un costo relativamente alto.E' quindi consigliabile
richiedere la cancellazione ipoteca solo in situazioni particolari come, ad
esempio, la vendita dell'immobile. La cancellazione ipoteca richiede tempo:
solitamente dai 2-3 mesi, ma potrebbero trascorrere periodi anche più
lunghi.Se si desidera effettuare una cancellazione ipoteca, è necessario
richiedere alla banca un documento specifico, definito "consenso alla
cancellazione d'ipoteca" e rivolgersi quindi presso il proprio notaio.

fonte: http://www.mutuo-prestito.org/mutuo_prestito_blog.html

Prestito BancoPosta

Prestito BancoPosta è il prestito personale di Poste Italiane per i titolari
di Conto BancoPosta
In pochi giorni, i clienti BancoPosta possono ricevere da 1.500,00 euro a
30.000,00 euro direttamente sul Conto BancoPosta e scegliere la modalità di
rimborso più comoda, fino a 84 rate mensili. TAN 9,40% - TAEG/ISC massimo
9,83%
I liberi professionisti devono essere titolari di Conto BancoPosta da almeno
sei mesi.

MondoBancoPosta Falso prestito e prodotti postali

Oramai non è un mistero che Le poste siano tartassate per via dell' invio di
false email di prestiti(Come nel mio caso) e richieste di accedere al propio
conto online per una procedura di controllo. State attenti perchè in realta
non sono le poste a inviare la mail. Tali email risultano in uscita da varie
caselle prima fra le qquali bpol@mbpol.it. Invito inoltre tutti a segnalare
a mezzo dei commenti su questo blog eventuali indirizzi email fasulli così
che possiamo inserirli fra i mittenti che fanno spam dei nostri gestori di
posta.

Prestito Famiglie poste

Per chi è pazzo e vuole Sposarsi oppure se si è sposato o ha avuto un figlio
da meno di un anno, grazie al conto banco poste si puòottenere un prestito a
condizioni vantaggiose rispetto al tradizionale Prestito BancoPosta: il TAN
è infatti solo del 7,00% mentre il TAEG al 7,24%.
Un prodotto realizzato in collaborazione con Deutsche Bank disponibile in
9.000 uffici postal

Bancoposta e versamenti F24

Come ben saprete i Titolari di P. Iva sono devono effettuare il pagamento
del modulo f24 direttamente dal loro conto corretnte. I titolari di un conto
Bancoposta possono effettuare tale pagamento tale il conto corrente ma a
condizione di essere titolati di un conto Bancoposta Office, ovvero il conto
Bancoposta riservato alle piccole imprese.

I prestiti a fondo perduto Finanziamenti pubblici

I prestiti a fondo perduto sono soluzioni strutturate per agevolare tutte le
nuove attività imprenditoriali o tese ad agevolare progetti di sviluppo
economico proposti a seguito di bandi o particolari iniziative produttive.

Le spese generalmente ammesse durante la richiesta di prestiti agevolati
riguardano l'acquisto di beni materiali ed immateriali, che servano a
perseguire l'obiettivo prefissto e per consolidare l'azienda e renderla
competente e competitiva.

Schema generale di un Businness Plan : Le Parti

Prima parte: l'imprenditore e l'idea
Per prima cosa occorre fornire una buona e accurata descrizione del progetto
imprenditoriale che consiste innanzitutto in una presentazione dell'attività
che si vuole avviare e della motivazione che spinge a farlo.

Parte seconda: cosa, dove, come
COSA
Questa sezione dovrà essere costituita da una dettagliata descrizione di
cosa si va ad offrire sul mercato, cioè le caratteristiche del prodotto o
del servizio che si vuole offrire e a quali clienti si rivolge.
DOVE
In questa fase inizia una vera e propria raccolta di informazioni
sull'ambiente dove l' attività andrà ad operare.

COME
Si dovranno prendere in questa sezioni decisioni sull' identità dell'impresa
e su come voglia fornire il proprio servizio.


Parte terza: le previsioni economico finanziarie
E' la parte più importante del Businness Plan con la valutazione degli
aspetti finanziari e della fattibilità. Attraverso tale valutazione
l'imprenditore deve: definire i capitali necessari per avviare l'impresa ,
individuare le fonti di finanziamento, valutare i profitti dei primi anni di
attività e l' acquisto di beni da inserire nello stato patrimoniale
iniziale.

Finanziamento Avvio Attività Franchising

Le agevolazioni che possiamo ottenere per avviare un'attività di Franchising
sono:

Contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso agevolato che possono
coprire il 100% degli investimenti ammissibili;

Contributo a fondo perduto sulle spese di gestione.

L'ammontare complessivo delle agevolazioni finanziarie non può superare il
limite "de minimis", pari a 100.000 euro.

Le voci che potremo inserire nel nostro businnes plan per il finanziamento
sono:
acquisto di attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti,
ristrutturazione di immobili (con il limite del 10% del totale del
finanziamento), acquisto di materie prime e materiale inerenti il processo
produttivo, utenze e canoni di affitto.

Un finanziamento pubblico non copre costi relativi al mutuo agevolato,
stipendi, tasse e imposte.

Vacanze con il Prestito: ciedere Finanziamento per le vacanze

Secondo le stime dell'Assofin sono sempre di più gli italiani che pagano a
rate le proprie vacanze. Natale o Capodanno fuori porta sembrano infatti
scelte irrinunciabili e a questo riguardo si opta sempre più spesso di
rateizzare la spesa, ricorrendo al credito al consumo. Una realtà
economico-sociale non più trascurabile visto che ricalca il comportamento di
1 italiano su 20. Le regioni in cui ci si indebita maggiormente pur di non
rinunciare alle vacanze sono Lazio e Lombardia.
Addirittura le stesse agenzie di viaggi si occupano di portare avanti il
prestito propio come avviene per le concessionarie automibilistiche ad
esempio.

Il Finanziamento a tasso zero non esiste

Perchè non può esistere un finanziamento a tasso 0%? Semplice:
1) La finanziaria ovvero la società che emette il finanzamento deve
guadagnare.
2) Ci sono le spese di istruttoria e valutazione della pratica.

Come fanno le aziende ad offrire un prestito a tasso zero su un' auto ad
esempio? Semplice: alzando il prezzo del bene.

lunedì 2 giugno 2008

Costo polizza assicurazione prestito o mutuo

Solitamente il costo di una polizza per un prestito un mutuo o un
finanziamento si aggira intorno al 4,5%-6% del capitale assicurato (ovvero
l' importo del prestito).

Tale olizza sebbene non sia obbligatoria è molto considerata dagli istituti
di credito e spesso determina l' erogazione o meno di un prestito.

Assicurazione stipendio Lavoro per Mutuo

Per contrastare il rischio di perdita dell'impiego mentre è in corso un
mutuo sono state sviluppate apposite polizze assicurative.

Così in tempi di crisi si potrà stare tranquilli, di solito per un annetto,
ampiamente sufficiente a trovare un nuovo lavoro.

Ovviamente la garanzia potrà essere prestata soltanto a chi dispone di un
contratto a tempo indeterminato. Mentre resterà escluso dall'indennizzo chi
venisse licenziato per giusta causa, come anche colui che rassegnasse
volontariamente le proprie dimissioni.

La sottoscrizione di una simile polizza si rifletterà favorevolmente
sull'approvazione della domanda di mutuo. La banca si sentirà infatti meglio
garantita e accoglierà più facilmente la richiesta finanziaria.

Polizze assicurative Mutuo o Prestito

Le banche o finanziarie possono richiedere, a garanzia del credito concesso,
la stipula di una o piu' polizze assicurative: si tratta di polize rivolte
all' assicurazione del bene e anche al destinatario o garante del mutuo.
Attenzione! Accanto a polizze obbligatorie gli enti finanziatori possono
"proporre" polizze facoltative che possono fare aumentare la durata del
mutuo o l' importo delle rate sensibilmente.

Guida alla Domanda di Mutuo

Domanda di mutuo: Il mutuo prestito è un contratto per il quale una parte
"mutuante" consegna all'altra parte "mutuatario" una data quantità di denaro
che quest'ultima si obbliga a restituire in un dato periodo di tempo e con
il pagamento quote fisse di rimborso (rate), comprendenti ammortamenti
progressivi del capitale e interessi predeterminati (tasso fisso), oppure
con quote di ammortamento e interessi variabili (tasso variabile).

Il mutuo è un finanziamento ( o domanda di mutuo), legato al bene casa
erogato di norma da una banca o da un istituto di credito e coperto da un
iscrizione ipotecaria del bene che, garantisce il mutante contro il mancato
rispetto del patto di mutuo. Solitamente l'esigenza di accendere un mutuo
nasce dalla necessità di acquistare, costruire o ristrutturare la propria
abitazione principale (prima casa), la casa per le vacanze (seconda casa) o
un immobile in genere.

In genere la durata dei mutui offerti va da 5 a 30 anni, ma alcune banche
arrivano a 40 e 50 anni. Solitamente il mutuo copre fino all'80% del valore
dell'immobile; alcune banche finanziano fino al 100% di tale valore, a
condizioni più onerose o con richiesta di garanzie aggiuntive.

Domanda di mutuo e finanziamento

Quando il mutuo è chiesto e concesso per case acquistate (o costruite) con
lo scopo di adibirle a propria abitazione primaria si ottengono condizioni
di vantaggio per effetto delle incentivazioni praticate dallo Stato o da
alcuni istituti di credito.

Quando il mutuo è chiesto e concesso per case acquistate (o costruite) con
lo scopo di adibirle a propria abitazione primaria si ottengono condizioni
di vantaggio per effetto delle incentivazioni praticate dallo Stato o da
alcuni istituti di credito.

Esistono differenti tipologie di contratto di mutuo, ognuno di essi viene
caratterizzato da alcuni elementi essenziali:

tasso di interesse prescelto;
durata;
tipo di garanzia aggiuntiva oltre quella ipotecaria.
Il tasso di interesse applicato al finanziamento determina la tipologia dei
contratti di mutuo.
Dunque, a mero titolo esemplificativo, possono aversi:

Contratto a tasso fisso: quando la rata del mutuo non varia durante la
durata del prestito gli interessi da pagare sono predeterminati e non si
modificano al variare dei parametri economici esterni.
Contratto a tasso variabile: quando la rata del mutuo varia in dipendenza di
determinati parametri che possono essere i tassi del mercato monetario e
finanziario, i più utilizzati sono il Ribor e l'Euribor. Sui parametri di
base può essere applicato uno "spread" (maggiorazione) per aumentare il
rendimento il tasso variabile, aumenta o diminuisce gli interessi della rata
di mutuo in ragione dell'andamento di alcuni parametri economici
predefiniti.
Contratto misto: quando è prevista l'applicazione in tempi determinati (di
solito almeno 18 mesi) di tasso fisso e successivamente, del tasso variabile
o in opzione si può ricontattare senza particolari oneri.
Contratto con tasso d'ingresso: quando, per i primi mesi mesi o comunque per
un certo periodo iniziale, viene applicato un tasso ridotto. Alla scadenza
di detto periodo, è prevista l'applicazione dell'usuale tasso fisso e/o
variabile corrente al momento della scadenza.
Ne consegue che ogni banca, gestendo nella maniera più opportuna gli
elementi essenziali del tasso, della durata e del tipo di garanzia
aggiuntiva ecc. costruisce "prodotti" ad hoc che possono soddisfare le
richieste del mercato, nonché le necessità della propria clientela.

È fondamentale tenere presente che le banche finanziano in genere fino al
75-80% del valore, mentre il resto deve essere anticipato in contanti.

Questa non è una regola ferrea, in qualche caso si può ottenere un
finanziamento maggiore, fino ad avvicinarsi al 100%, se la banca ha la
garanzia di essere rimborsata.
Il finanziamento normalmente non copre l'intero prezzo d'acquisto,
normalmente la banca controlla il reddito dell'acquirente che deve essere
compatibile con l'importo delle rate da rimborsare. Se la rata non supera il
25-30% del reddito familiare, non ci sono problemi.

Nel caso in cui qualcun altro faccia da garante, la banca si rende ancora
più disponibile.

Una volta acceso il mutuo, si è soggetti a delle clausole penali che
riguardano il ritardo del pagamento: i tassi mora applicati per i ritardati
pagamenti variano da istituto a istituto nell'ambito del 2-3% mese. Essi
rappresentano un onere altissimo che rapportato su base annua è pari ad
interessi passivi del 24-36%.

Il contratto di mutuo prevede anche l'estinzione anticipata, sebbene con dei
costi molto cari; è quindi opportuno contrattare la clausola preventivamente
tenendo conto che le penali applicate al momento variano da un 2 ad un 6%
massimo, da calcolarsi sul capitale residuo, più una cifra fissa di
150.000/200.000.

Come ogni operazione bancaria anche l'addebito della rata fa scattare un
costo aggiuntivo. Il prezzo varia a seconda del tipo di contratto e le
banche applicano valori che variano da 1.500 a 6.000 per ogni rata
addebitata.

La banca o l'istituto di credito che concede il mutuo ha la necessità di
chiedere una garanzia in modo da recuperare il credito se il mutuatario non
deve pagare, tale garanzia è l'ipoteca. Essa viene normalmente iscritta per
un importo superiore a quello del mutuo (normalmente il doppio dell'importo
erogato) in ragione di recuperare, in caso di inadempienza, il capitale, gli
interessi e le spese per la procedura di vendita all'asta dell'immobile.
L'importo dell'ipoteca viene comunque deciso dalla banca e non è
contrattabile.

Mutui: Sostituzione mutuo

Sostituzione Mutuo. Si sente parlare spesso in giro si sostituzione del
mutuo, pratica che tende a cambiare il proprio mutuo già acceso con un altro
mutuo presso un'altro istituto di credito, alias banca. Altre volte però con
il termine sostituzione mutuo si intende la procedura di rinegoziazione del
proprio mutuo.
Adesso spieghiamo entrambi i significati.
La sostituzione del mutuo con uno acceso presso un'altra banca è la cosi
detta pratica della surroga. Con la surroga in pratica si accende un nuovo
mutuo presso una banca e questo nuovo mutuo servirà ad estinguere il vecchio
mutuo che magari è svantaggioso. Inoltre la surroga prevede che le ipoteche
del primo mutuo, così come le altre garanzie passino al nuovo.
La ninegoziazione dei mutui invece è una pratica che serve per modificare le
condizioni contrattuali del mutuo che abbiamo acceso in passato con delle
nuove condizioni, magari opposte e diverse.
Se per esempio abbiamo un mutuo a tasso variabile e ci siamo stufati di
vederci ogni volta variare la rata del mutuo, possiamo rinegoziare le
condizioni del mutuo e passare ad un tasso fisso con rata fissa. Le clausole
che potete cambiare sono molte, anche se a quello che so io, la
rinegoziazione così come la surroga sono attività che prevedono dei costi,
anche se minimi, da sostenere.
Spero che le due definizioni di surroga e di rinegoziazione, anche se
spiegate in modo semplicistico abbiano reso l'idea e sopratutto la
differenza tra i due strumenti che vengono utilizzati per sostituire il
proprio mutuo, nell'accezione errata di oggi.

Procedura di erogazione di un mutuo immobiliare

La procedura sottostante alla richiesta ed all'ottenimento di un mutuo
immobiliare prevede una serie di specifici passaggi. Benché possano esservi
differenze anche evidenti a seconda del tipo di mutuo scelto o dell'istituto
di credito al quale ci si affida, in linea di massima si osserva la presenza
di alcuni fasi tipiche.
Il primo passaggio è l'apertura dell'istruttoria: l'aspirante mutuatario
presenta domanda di mutuo alla banca e fornisce una serie di dati e
documenti che possono essere utili ad una valutazione della sua situazione
(v. documentazione necessaria). Tra le varie informazioni da dare alla banca
vi è anche la destinazione del denaro preso in prestito; coinvolgendo
importi di un certo rilievo, i mutui rientrano nella categoria dei prestiti
finalizzati, concedibili appunto con "vincolo di destinazione".
Basandosi sui dati ricevuti e su una serie di controlli supplementari, la
banca cerca quindi di accertare l'effettiva idoneità del soggetto a ricevere
il mutuo.
Uno di questi controlli consiste nell'incaricare un perito di fiducia (come
un geometra, un architetto o un ingegnere) a stimare il valore e le
caratteristiche tecniche e giuridiche dei beni che l'aspirante mutuatario ha
offerto a garanzia del credito. Per poter ottenere un mutuo, infatti, deve
essere offerta una valida garanzia alla banca; questa procedura comporta l'
iscrizione di un'ipoteca sul bene che si intende acquistare con la somma del
mutuo, oppure su altri beni che siano già di proprietà del richiedente o di
terze parti che si rendono garanti per suo conto tramite fidejussione (v.
ipoteca). Il ruolo del perito sarà dunque quello di valutare se il valore
dell'immobile che il richiedente ha intenzione di ipotecare giustifica la
concessione del mutuo da parte della banca.
Il perito esamina innanzitutto la documentazione cartacea relativa all'
immobile. Alla fase di controllo della documentazione, subentra quella in
cui il perito esamina in prima persona l'unità immobiliare offerta a
garanzia del prestito. Terminata la sua analisi, il perito offre le sue
considerazioni circa il valore di mercato dell'immobile analizzato. Va
tenuto presente che il pagamento della parcella del perito spetta a chi ha
richiesto il finanziamento; anche questa è quindi una spesa che va
contabilizzata in fase di scelta del mutuo.
Dopo aver condotto tutti gli accertamenti necessari a valutare la situazione
finanziaria del richiedente, la fase istruttoria viene chiusa e la banca
delibera se l'aspirante mutuatario è idoneo o meno a ricevere il mutuo
richiesto. Per giungere a questa decisione, la banca può anche ricorrere all
'uso di strumenti di valutazione auomatica e a tecniche di Credit Scoring,
che permettono di stimare la futura solvibilità di un cliente sulla base di
un certo numero di variabili (condizione economica del richiedente,
ammontare delle rate, esito di precedenti finanziamenti, ecc.) elaborate
statisticamente.
Se la domanda di mutuo non viene accettata, il rapporto tra la banca ed il
richiedente si conclude qui. Esistono diverse cause che possono portare ad
un esito negativo, tra cui l'esistenza di forti debiti o di protesti
bancari, o il fatto che il cliente compaia nella "black list" dei cattivi
pagatori. Se invece la richiesta di mutuo va a buon fine, la fase successiva
è quella della stipula del contratto, che formalizza le modalità attraverso
le quali la banca fornirà al cliente il finanziamento richiesto ed il
mutuatario restituirà la somma ricevuta in prestito. Alla predisposizione
del contratto di mutuo dovrà sempre accompagnarsi la stesura di un apposito
piano di ammortamento del capitale, un documento che descrive in maniera
schematica e molto dettagliata tutte le rate che il mutuatario dovrà pagare
all'ente finanziatore per estinguere il proprio debito, illustrandone le
relative scadenze e la ripartizione tra quota capitale e interessi.
Una volta che le condizioni contrattuali sono state stabilite e approvate da
entrambe le parti, la banca eroga al mutuatario l'importo monetario
richiesto e si ultimano le procedure riguardanti la garanzia prestata
(iscrizione di ipoteca).

Mutui: Via libera aiuti alle famiglie morose

Via libera alle richieste dei consumatori di un sostegno da parte del
governo ai mutuatari morosi, in ritardo con il pagamento delle rate del
mutuo. Il ministro dell'Economia ha inoltre risposto positivamente alla
richiesta di utilizzare il fondo da 20 milioni di euro previsto in
finanziaria per il sostegno alle famiglie che si trovano nelle condizioni
finanziarie più critiche, spiegando che se all'intervento del governo si
aggiunge anche l'aiuto delle banche, è ancora meglio. Siamo a favore della
portabilità dei mutui. Nel 2006 l'abbiamo proposta noi, ha detto ancora
Tremonti. Ci sono stati fa notare il ministro due anni di ritardo nella
specifica delle disposizioni amministrative. Ci sono inoltre dubbi
sull'assoluta o parziale gratuità. Sarà cura del governo che i costi siano
azzerati e la portabilità sia gratuita. Intanto il decreto legge che
contiene le norme sulla rinegoziazione dei mutui è alla presidenza della
Repubblica e sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale stasera o al più tardi
domani, non dipende da noi, ha spiegato ancora il ministro dell'Economia,
precisando che la convenzione con l'Abi sarà finalizzata nei prossimi
giorni.

Mutui: Il finanziamento può coprire l'intero prezzo d'acquisto?

No. Le banche finanziano in genere fino al 75-80% del valore, mentre il
resto deve essere anticipato in contanti. Questa non è una regola ferrea, in
qualche caso si può ottenere un finanziamento maggiore, fino ad avvicinarsi
al 100%, se la banca ha la garanzia di essere rimborsata. Normalemente la
banca controlla il reddito dell'acquirente che deve essere compatibile con
l'importo delle rate da rimborsare. Se la rata non supera il 25-30% del
reddito familiare, non ci sono di solito problemi. Se poi qualcuno altro fa
da garante, ad esempio un parente o i genitori, la banca è ancora più
disponible.

Mutui: I limiti alla facoltà di vendere

Alcuni contratti di mutuo prevedono che l'utente non possa vendere
l'immobile prima di aver finito di pagare il mutuo. In caso contrario si fa
obbligo di estinguere anticipatamente il contratto assoggettandosi il
pagamento della penale. E' una clausola che ovviamente non va sottovalutata
perché può creare un intralcio nel momento in cui si decide di cambiare,
casa. Il consiglio è quello di evitare gli istituti che propongano questa
clausola o, in alternativa, chiedere che la limitazione non vada oltre i 5
anni. L'acquisto di un immobile già coperto da un mutuo. In un caso del
genere sono possibili due strade. Se il tasso e le condizioni sono
favorevoli si può scegliere di accollarsi il mutuo in essere, continunado a
pagare le rate al posto del proprietario precedente. Le banche di solito
acconsentono all'operazione e si evitano le spese per un nuovo contratto. La
seconda via consiste nel chiedere al venditore di estinguere il mutuo,
magari utilizzando gli acconti dell'acquirente. E' ovvio che la banca
pretenderà una penale d'estinzione per compensare il mancato guadagno degli
interessi ed é quindi necessario soppesare bene la convenienza.

Esenzione ICI prima casa 2008

Video sintesi delle novità introdotte dal primo Consiglio dei Ministri tenutosi a Napoli in materia di ICI (Imposta Comunale sugli Immobili), con particolare riferimento all'esenzione.


video

Poca concorrenza fra le banche per i mutui

Apparentemente, almeno accendendo la tv, sembrerebbe che le banche si stiano
facendo una concorrenza sfrenata nel campo dei mutui. Invece la concorrenza
è solo telematica. Se confrontiamo infatti le loro offerte di mutuo,
noteremo come sono straordinariamente simili, sebbene in tv sembrino
diversi. Al fine di ridurre gli interessi di mutui sarebbe dunque necessario
che le banche si facessero davvero concorrenza. Ora sorge il problema, o
meglio la soluzione alla mancata concorrenza: In Italia ci sono solo tre
grossi istituti bancari che possiedono il 90% degli sportelli. Risulta
dunque per loro facile sedersi a tavolino e decidere degli interessi e delle
condizioni tali che di reale concorrenza non se ne vede proprio..... se vi
interessa lo stesso vale per la benzina.

GUIDA AI MUTUI

Grazie al supporto di ben 11 associazioni consumatori nasce la nuova guida
sui Mutui . La guida contiene informazioni relative alle modifiche contenute
nel decreto Bersani-bis e nella nuova Finanziaria 2008.
In sintesi queste hanno introdotto 3 novità:
La rinegoziazione, la portabilità o surrogazione e il cambio del mutuo,
Nell'opuscolo vengono illustrate tutte le fasi dell'accensione di un mutuo:
dalla stipula del contratto alla cancellazione dell'ipoteca, i tassi di
interesse, le spese , i ritardati o mancati pagamenti e l'estinzione
anticipata.

Tale guida permetterà secondo le associazioni dei consumatori non solo una
riduzione del costo del mutuo, ma dovrebbe spronare le banche ad essere più
chiare al momento della contrattualizzazione del mutuo.

Il mutuo per la ristrutturazione della casa

I mutui per la ristrutturazione della casa sono dei finanziamenti concessi a
chiunque abbia l'esigenza di ristrutturare la propria casa. Così come per i
mutui finalizzati all'acquisto della casa, anche nel caso dei mutui
ristrutturazione casa viene data al mutuatario la possiblità di scegliere
tra tasso fisso e tasso variabile.
La somma erogata dall'istituto finanziario che concede il mutuo per la
ristrutturazione della casa può arrivare a coprire una parte consistente
spesa complessiva dei lavori di ristrutturazioni (che, in ogni caso, deve
essere opportunamente documentata), in genere fino all'80% dell'importo
totale dei lavori. Si richiede spesso che l'importo finanziato si mantenga
entro una soglia limite, espressa percentualmente sul totale del valore
dell'immobile.

Aumento costo mutuo del 13%

Secondo l' istat il 13% degli italiani ha un mutuo e tale mutuo negli ultimi
due anni è aumentato di quasi 100 € a rata. Se a questo aggiungiamo il costo
della vita salito del 20 % in due anni allora siamo a posto. Risultato le
famiglie con debiti devono ricorrere ad altri debiti per sopravvivere. A
farne le spese sono soprattutto le famiglie giovani che partono da uno
scarso valore di acquisto del denaro e da stipendi che se confrontati con il
costo della vita sono ridicoli. Confrontando le rate di un mutuo e facendo
la somma totale, in 40 anni se chiediamo 200.000 € ne rimborsiamo oltre il
doppio........... Quasi quasi rimango in affitto.