sabato 19 luglio 2008

Tremonti: Nessun tesoretto ma ridurremo il deficit senza alzar le tasse... ma voi ci credete ancora?

Quella sul tesoretto era una favola. A stoppare il vociare in merito a
fantasiosi extragettiti capaci di rimpinguare le casse dello Stato è il
ministro dell'Economia Tremonti che senza mezzi termini parla di "mitologia
del tesoretto". Attenzione a parlare di risorse inesistenti, quindi, anche
in previsione del fatto che "la crisi economica in atto nel mondo e
nell'Italia può aggravarsi".

Il numero uno di via XX Settembre vede nell'attuale sistema economico
mondiale "effetti di progressiva e complessiva instabilità caotica. Non
credo sia possibile prevedere un equilibrio sistema per cui per metà della
ricchezza l'inflazione supera il 10%. È evidente che siamo oltre una
possibile soglia di rottura". Da qui la riflessione del ministro: "Il mondo
è cambiato in modi profondamente negativi, opposti rispetto a quelli che
erano state in qualche modo configurati. Quell'80% di ricchezza controllato
da 700 milioni di soggetti è sceso al 50 per cento. L'altro 50% è
controllato da soggetti che hanno caratteristiche opposte, non sono
caratterizzati dallo stesso codice di governance. Giusto o sbagliato, il
vecchio G7 era molto più forte di quanto sia oggi il G8. Sono soggetti che
hanno spinte storiche, dimensioni anarchiche, a volte democratiche a volte
no".

Poi l'analisi dettagliata dei conti pubblici e delle misure contenute nmella
manovra che porta la sua firma. Tremonti ha ricordato che nel 2007 il
rapporto deficit-Pil era all'1,9% e la crescita era stimata a +1,5%; e che a
giugno 2008 i dati erano già peggiorati al 2,5% e allo 0,5%.

"Il Governo Berlusconi non ha ereditato nessun tesoretto, nessuna ricchezza
giacente o nascosta. Da tutte le parti ci sono numeri col segno meno", ha
detto il numero uno di via Nazionale intervenendo il Aula alla Camera
all'inizio della discussione sulla manovra. E sulla lotta all'evasione
assicura che l'effettivo contrasto " arriverà dall'introduzione del
federalismo fiscale". Il ministro ha però tenuto a sottolineare che
federalismo fiscale "può essere fatto solo con il consenso generale" e che
la convinzione sulla sua utilità si sta diffondendo anche nel Mezzogiorno,
dove si registra una "caduta di diffidenza. Sarà fondamentale - ha
aggiunto - un accordo tra tutti noi sulla preventiva costruzione di una
'base di dati' condivisi sulle grandezze di finanza pubblica. È fondamentale
prima di fare scelte politiche, trovare un punto d'incontro su entrate
uscite, stock, flussi, dinamiche aggregate".

Le riforme istituzionali sono invece "strategiche" per il paese e la sua
economia. Per quanto la riforma che riguarda la modifica della Costituzione
e la struttura del governo, il ministro Tremonti ha sottolineato come possa
essere considerato valido come riferimento di partenza la "bozza Violante",
messa a punto durante la scorsa legislatura quando Violante era presidente
della Commisione affari costituzionali.

In merito alla Robin Hood Tax, la tassazione straordinaria sui profitti
delle compagnie petrolifere, Tremonti ha assicurato che la misura non avrà
alcuna ricaduta negativa sulle famiglie, anzi, i quattro miliardi che si
recupereranno "andranno tutti al settore sociale". Secondo il ministro, con
la nuova tassa si esclude "ogni forma di traslazione sugli utenti. Anzi ci
sarà un appesantimento fiscale a carico delle imprese. Abbiamo preferito -
ha aggiunto - tassare l'industria petrolifera. Tremonti è poi tornato a
difendere la decisione di tassare il settore petrolifero, banche e
assicurazioni affermando che la Robin tax "ha un valore civile profondo".

Il ministro rivendica il nuovo metodo inaugurato con l'anticipo delle
misure della finanziaria che prima "occupava nove su 12 mesi" mettendo in
evidenza come, grazie al nuovo sistema, si interrompa "una storia
finanziaria negativa che ci ha portato ad avere il terzo debito pubblico al
mondo senza essere la terza economia mondiale". Del resto, se avere blindato
il bilancio pubblico prima dell'estate e per tre anni "è una colpa è una
'felix culpa' ", ha detto, aggiungendo che "in questo modo si è messo al
riparo da potenziali criticità sistemiche. Speriamo che non ci siano, ma è
stato fondamentale".

Nel corso del suo intervento mattutino sul decreto legge sulla manovra
Tremonti ha anche parlato dei conti pubblici: "Ridurre il deficit non
aumentando le tasse": è questo l'obiettivo in cui il Governo "si riconosce
perfettamente".

Per la sicurezza invece sono in arrivo 400 milioni di euro. E sulla sanità,
nel 2009 e nel 2010 non ci sono interventi riduttivi ma è stata finanziata
l'abolizione del ticket sulla diagnostica. Solo per gli anni successivi
arrivano "misure di contenimento" della spesa.

Le polemiche sulla manovra, oggi alla Camera, non sono mancate. All'inizio
della seduta il presidente, Gianfranco Fini, ha annunciato l'intenzione del
governo di porre il voto di fiducia su un maxiemendamento al decreto. Dure e
immediate le proteste dell'opposizione che ha subito contestato il metodo
adottato da maggioranza e governo.

"L'emendamento per l'Aula comprende le modifiche che la commissione aveva
esaminato ma non inserito" per accelerare i propri lavori lasciandone il
compito al governo", ha detto il ministro per i Rapporti con il parlamento
Elio Vito intervenendo in aula alla Camera e rilevando che la presentazione
del testo "è un fatto di trasparenza". Il ministro ha dichiarato che,
rispetto al testo della commissione, le novità consistono "nella stesura
dell'articolo 60 che modifica la disciplina della legge Finanziaria. Sono
state inserite alcune misure come quelle sulla copertura dei ticket, la
totale esclusione delle autorità indipendenti dalla nuova disciplina,
semplificazioni alla documentazione richiesta in materia di privacy".

Nel maxiemendamento ci sono solo aggiunte parziali, "davvero parziali", al
testo della Commissione, ha assicurato lo stesso Tremonti.

Spetta al mercato trovare una soluzione a Fannie Mae e Freddie Mac

«Fannie Mae e Freddie Mac sono adeguatamente capitalizzate e non sono in
pericolo di fallimento». Con queste parole Ben Bernanke, governatore della
Fed, ha cercato di spiegare alla Camera dei rappresentanti l'attuale
situazione delle due sorelle dei mutui americani. E prima di lui anche Henry
Paulson, segretario al Tesoro americano, aveva cercato di stemperare la
tensione, con parole che sembrano l'esatto opposto di quelle pronunciate da
Bernanke: «Un piano di salvataggio è necessario per rispondere alle
preoccupazioni del mercato e per aumentare la fiducia». Ma non basta, perché
a chi gli chiedeva in quale misura finanziaria il governo federale degli
Stati Uniti sarebbe intervenuto, Paulson ha risposto che «vista la
difficoltà a determinare l'esatto ammontare della linea di credito
necessaria, non proponiamo un quantitativo preciso». Il problema è che
sembra che si stia giocando un po' troppo col fuoco.

Da una parte l'atteggiamento della Federal Reserve era prevedibile, data la
linea di condotta tenuta finora, privilegiante (secondo il suo mandato) la
stabilità dei mercati. Strano, invece, che Paulson parli senza avere la
visione completa su quello che sta accadendo negli Usa. Vale la pena
ricordare come le sorelle FM, classificate come GSE (government sponsored
enterprises), detengono quote di mercato per 5,2 mila miliardi di dollari
(45% del totale), contro un Pil a stelle e strisce di 14 mila miliardi.
Quasi un mutuo americano su due è in mano a Fannie Mae o Freddie Mac. Queste
sono cifre note a tutti, operatori qualificati e non. Altrettanto note sono
le quotazioni di borsa delle due società, come anche i loro bilanci. Ma
allora perché Paulson fa finta di non sapere alcunché e tergiversa, dicendo
solo che il piano di salvataggio sarà presto pronto? Ancora, a che gioco sta
giocando Bernanke? Non contento delle sforbiciate ai tassi per «garantire
fiducia e stabilità ai mercati» che abbiamo visto da un anno a questa parte,
cerca di rassicurare gli addetti ai lavori ed i cittadini americani con l'
illusione che il mercato del finanziamento abitativo sia tutto sommato
solido. Peccato che così non sia.

Certamente anche in America, come in Italia, la soluzione ai problemi
esistenti (ma non ancora esplosi) arriva sempre troppo in ritardo. Sul
fronte italiano appunto, si pensi allo scandalo Bancopoli che ha fatto
capolino su tutti i quotidiani nell'estate 2005. Dopo di esso, il risultato
fu un riassetto notevole della struttura di Bankitalia, sebbene determinati
atteggiamenti andassero avanti per lo meno da mesi. Allo stesso modo,
secondo molti opinion-leader americani, agisce in ritardo anche la Sec (l'
equivalente americano della Consob), che lunedì prossimo introdurrà nuovi
limiti per le vendite di titoli allo scoperto, per iniziali 30 giorni. In
primis, riguarderà soltanto le grandi sorelle dei mutui ed un'altra
quindicina di società finanziarie, le maggiori. Ma non solo, perché si è già
paventata l'estensione a tutte le società quotate a Wall Street per arginare
quello che sembra essere diventato il pericolo pubblico numero uno, la
speculazione. Come se non fosse mai esistita, non avesse contribuito a
creare benessere e non avesse regalato un sistema in cui una possibilità non
si nega a nessuno.

Certo è che, nonostante i colpi (ma anche i rimbalzi) subiti, Fannie Mae non
si perde d'animo e prepara alcune contromosse, come l'emissione di un
maxibond da 3 mld di dollari con durata biennale che sarà pronto nelle
prossime settimane. Si pensa anche di rimettere mano al portafoglio per
aumentare il montante sulle obbligazioni a dieci anni, per fornire fiducia
nei risparmiatori.

Quello che stupisce però sono due operazioni con targa svizzera. Infatti,
Swiss RE e Zurich Financial Services hanno prestato a Fannie Mae e Freddie
Mac circa 10 miliardi di dollari ciascuna ed alcune domande sono legittime:
se si sono esposte in modo così veloce, forse è perché confidano in un
riequilibrio per opera del mercato? Si cerca di scongiurare l'intervento
nazionalizzativo perché consci che sarebbe un peso troppo grande per tutta
la cittadinanza statunitense?

L'impressione è che la tempesta non sia ancora passata del tutto, specie se
si metterà in mezzo la lunga mano (e visibilissima) dello stato. Con la vana
illusione di poter distribuire benefici su larga scala, spesso si sono solo
diffusi i costi di scelte di matrice sfacciatamente politica. Il caso di
Fannie Mae e Freddie Mac è nato nel mercato, ed in esso deve trovar la sua
soluzione.

approfondimenti su
http://www.loccidentale.it/articolo/spetta+al+mercato+trovare+una+soluzione+
a+fannie+mae+e+freddie+mac.0054787

CRISI MUTUI: NON 'INTACCA' GLI ITALIANI, IL 54% E' FELICE

(AGI) - Roma, 19 lug. - Strano ma vero: nonostante la congiuntura economica
difficile, i salari erosi dall'inflazione e i mercati finanziari che
arrancano, gli italiani sono felici. E' questo infatti il risultato di un'
indagine dell'Isae che a maggio, in collaborazione con l'Universita' di
Cassino, ha inserito in via sperimentale, all'interno della propria indagine
sui consumatori, una domanda che puo' essere definita 'esistenziale' e che
riguarda il grado di soddisfazione della propria vita.

Secondo l'indagine, il 54% degli interpellati si dichiara soddisfatto della
propria vita a fronte del 18% del campione che invece proprio non lo e'. Il
23% del campione si trova nel classico limbo e quindi non e' ne' soddisfatto
ne' insoddisfatto. (AGI)

PRESTITO FRA PRIVATI ON-LINE

In internet ci sono vari nuovi sistemi di 'prestiti fra privati', ma sono
pochi quelli già disponibili anche da Noi, quello che abbiamo trovato si
chiama Zopa, è un sistema che è già ben 'oliato' in Gran Bretagna e che
sembra andare bene anche in Giappone, ora è operativo a tutti gli effetti
anche in America ed in Italia. Si tratta di una specie di servizio che offre
un 'mercato' fra chi vuole investire e chi ha bisogno di danaro in prestito,
è l'uovo di Colombo, che dovrebbe consentire, tramite un drastico taglio
tutte quelle spese di commissione di cui, specialmente il Nostro sistema
creditizio per i noti problemi legislativi e concorrenziali che tutti
sappiamo. Certo questi signori non fanno il lavoro gratis, ma come avevamo
scritto negli articoli dei giorni scorsi, molto neri per la finanza globale,
finchè gli utenti non cercheranno di trovre 'nuove strade' per la
salvaguardia dei propri interessi ci sarà sempre chi, organanizzato da
decenni, ora anche a livello globale, cercherò di sfruttare al massimo i
bisogni di queste persone. Lasciando perdere i discorsi di macroeconomia
veniamo ai dati. Ho provato a vedere quanto mi sarebbero costati 5.000 euro
per due anni, cioè 24 rate. 255 euro al mese... A me sembra un ottimo tasso,
che non ha niente a che vedere con altri...
Ritengo molto interessante questo nuovo metodo anche per chi deve investire,
infatti sarò io investitore - prestatore a vedere a quale richiedente
andrano i miei soldi. In tutto questo l'azienda in questo caso la Zopa mette
in contatto le due parti e dà una valutaione di solvenza del richiedente.
Per diventare investitori basta aprire un conto con 100 euro ed ecco che si
avrà un guadagno di circa il 7% , ma se poi non ce li ridanno... Eppure in
Gran Bretaga il livello di insolvenza è solo dello 0,2 %, evidente mente
questi signori o hanno una gran fortuna o sanno lavorare bene, prendendo
informazionei giuste sui clienti rihiedenti.
Le recensioni di questo prodotto che ho letto in italiano non sono
entusiasti, anzi. Naturalmente, se iniziamo a fare dei discorsi del tipo
'cosa accadrebbe se'... non ne usciamo più e sembrerebbe molto rischioso, in
realtà i dati sono moto rassicuranti e se investiamo diversificando fra vari
clienti diminuiamo anche le probabilità di insolvenza. Certo, io non ci
investirei i risparmi di una vita, ma può essere un buona novità per il
Nostro portafoglio; i tassi sono sicuramente allettanti. Vedendo la cosa dal
lato del richieete, poi, il tutto può sembrare un sogno, infatti ii numeri
che il sito espone ( soldi richiesti e soldi disponibili) sono chiari: la
richiesta è altissima ... Non sarà la panacea a tutti i mali, in Italia
abituati il sitema di prestiti fra privati on-line potrà essere un
bell'affare per tutti, specialmente in periodi neri come quelli odierni.
Anche stavolta internet ci dà uno strumento in grado di aiutare la Nostra
economia, sta a noi sfruttarlo nel mdo corretto.

MUTUI: INTESA CON IL MEF, PORTABILITA' GRATUITA DAL NOTAIO

(AGI) - Roma, 18 lug. - La portabilita' dei mutui diventa gratuita dal
notaio. E' il risultato della bozza d'intesa sottoscritta tra il Consiglio
nazionale del notariato e il ministero dell'Economia e che fa seguito al
protocollo firmato tra Abi e via XX settembre sulla rinegoziazione
obbligatoria dei mutui. L'accordo formalizza la disponibilita' dei notai a
effettuare a costo zero la portabilita' dei mutui con il solo rimborso delle
spese. La procedura gratuita si riferisce a tutti coloro che hanno
sottoscritto mutui - accesi per acquisto, ristrutturazione e costruzione
dell'abitazione principale contratti entro il 30 giugno 2008 - per i quali e
' prevista la rinegoziazione obbligatoria.

"Per il senso di responsabilita' che ci deriva dall'essere parte del sistema
giustizia, delegati dallo Stato al controllo di legalita', e su indicazioni
che gia' a suo tempo l'Antitrust aveva evidenziato", sottolinea Paolo
Piccoli, presidente del Cnn, "il notariato si fa carico della situazione di
emergenza sociale causata dall'aumento dei mutui e si adoperera' a favore
delle persone e famiglie in difficolta'".

La procedura per le surroghe a costo zero e' stata predisposta dieci giorni
fa. Tuttavia, ricorda una nota, l'impegno del notariato sulla portabilita'
dei mutui "risale al 2007 quando in occasione dell'audizione in commissione
Finanze della Camera aveva gia' predisposto una bozza di surroga
semplificata per favorirne la diffusione. Impegno testimoniato anche dal
lavoro con 11 associazioni dei consumatori concluso a maggio con la
pubblicazione di una guida per i cittadini che spiega tutti gli strumenti a
disposizione dei mutuatari".

Quanto alle cessioni delle quote di srl con firma digitale Piccoli commenta
cosi' l'emendamento al decreto legge 112/08: "Fin dall'inizio abbiamo dato
la nostra disponibilita' a trovare una soluzione per contenere i costi e
semplificare la procedura. Quella della firma digitale", osserva il
presidente del Cnn, "e' piuttosto macchinosa non garantendo sicurezza ne'
sull'identita' delle parti ne' sul controllo dei contenuti. Meglio sarebbe
stato, allora, tornare alla situazione precedente alla legge Mancino con l'
annotazione della cessione a libro soci. Inoltre", conclude Piccoli, "i
risparmi per le imprese di cui si parla sono del tutto lontani dalla realta'
: si e' parlato di 300 milioni di euro quando stime attendibili fanno
pensare che non saranno piu' di 50, sul presupposto assai improbabile che
tutti gli intermediari lavorino gratis". (AGI)

venerdì 18 luglio 2008

Angeli fiscali vegliano sul tormentato sonno dei contribuenti

Angeli fiscali vegliano sul tormentato sonno dei contribuenti in tempo di
dichiarazione. Per evitare irrimediabili "scivoloni" contabili ci si può
rivolgere da qualche anno a questa parte ad una rete etica di consulenza
fiscale.

Il progetto

Progettato e sviluppato dalla KRLS Network, il progetto di consulenza ha
un'impronta tutta statunitense. Nata negli anni '90 sulle altre sponde
dell'Oceano, l'idea di business etico ha messo radici in Europa solo nel
2002.
L'accordo stipulato tra la società americana e l'associazione Contribuenti
ha portato alla creazione di una rete di professionisti i quali si mettono a
disposizione, gratuitamente, di chi ne ha bisogno. Avvocati, Dottori
Commercialisti e Notai operano congiuntamente presso "Lo Sportello del
Contribuente" e collaboreranno on line attraverso il
portalewww.contribuenti.it, interamente al servizio del contribuente.

I valori etici

KRLS Network, ispirata ai principi di S. Ignazio di Loyola, fondatore della
Compagnia di Gesù, è una società con una mission sociale non indifferente:
salvare le vittime inconsapevoli di ganasce fiscali e cartelle pazze.
"Quando si arriva indiscriminatamente ad ipotecare in tre anni 600.000 unità
abitative ed a fermare 1.800.000 automobili mediante l'uso delle ganasce
fiscali, il problema diventa di carattere sociale".
Il carattere eminentemente assistenziale del servizio non ne pregiudica
certo la competenza se consideriamo che sono oltre mille gli studi
professionali presenti su tutto il territorio (con sede prevalentemente a
Roma e Napoli) che arruolano studenti laureati con una votazione non
inferiore a 110 su base volontaria. Per chi voglia contribuire con la
propria professionalità al servizio lo può fare inoltrando la propria
candidatura.

Le competenze

KRLS non assiste solo coloro che devono combattere contro l'amministrazione
fiscale, ma si dedica anche ai più anziani, ai malati, ai diversamente abili
e alle vittime dell'usura, unendosi, per quest'ultima lotta, a quanto già
fatto dall'attivissima Fondazione anti-usura di Padre Rastrelli. Numerose le
adesioni degli studi professionali al network, che nel corso degli anni sono
cresciute a dismisura, e altrettanto numerose le battaglie intraprese e
vinte. Solo nell'ultimo anno, infatti, KRLS si è resa protagonista di lotte
importanti, riuscendo a riportare significativi successi come nel caso della
lotta per le rendite catastali e quella contro le strisce blu.

Analisi della crisi economica: "La produzione industriale crolla, l'inflazione galoppa"

Stanno facendo il gioco della scure con l'economia
La crisi dei mercati finanziari internazionali e in particolare di quelli
americani legati ai mutui sub-prime determina nel sistema bancario perdite
tanto gravi da richiedere frequenti salvataggi pubblici per evitare ancora
più pericolosi effetti domino nell'economia mondiale. Un male necessario l'
intervento pubblico, cui però deve far seguito un'inversione di marcia
strutturale per la quale la finanza torni a favorire la produzione di beni e
servizi e in cui il sistema dei cambi possa essere regolato da un nuovo
serpente monetario simile a quello che aiutò le monete europee. Nella crisi
internazionale spicca una crisi italiana. La produzione industriale crolla
(-6,7 a giugno), l'inflazione galoppa riducendo drammaticamente il potere d'
acquisto dei salari già ampiamente erosi, la crescita per il 2008 salirà
poco sopra lo zero e per i prossimi anni intorno all'1-1,2%, molto al di
sotto della media dei Paesi dell'euro. Il tutto aggravato da una stretta
creditizia per la crisi dei mercati finanziari. Senza crescita, nessun
risanamento strutturale dei conti pubblici potrà avvenire, così come è
follia pensare che tagliando la spesa pubblica s'inneschi automaticamente lo
sviluppo. È vero il contrario.

Con un tasso di crescita almeno pari alla media dei Paesi della zona euro di
cui condividiamo il contesto economico e finanziario il rapporto deficit-pil
italiano si ridurrebbe di ½ punto e il taglio della spesa pubblica sarebbe
più agevole e meno traumatico sull'economia reale. Ecco il quadro economico
nazionale, certo peggiore dei nostri partner europei, nei quali la crescita
è rallentata, ma è ancora vicina al 2% e la produttività del lavoro non s'
inabissa come da 15 anni in Italia. Tale differenza dimostra che c'è uno
spazio notevole per l'azione dei governi. Chi dice il contrario cerca solo
un modo per non assumersi le responsabilità di quanto accade nel silenzio
complice di molti. Su questo ribollire di difficoltà il ministro dell'
Economia Tremonti scarica uno tsunami di norme e tagli che non arresterà l'
inflazione, non ridurrà la pressione fiscale, quindi non aiuterà famiglie e
imprese, non rilancerà la crescita e rischia di non risanare i conti
pubblici. Lo dimostra la stessa previsione del governo sul fabbisogno del
settore statale nel secondo semestre di quest'anno. E la scure dei tagli
sulla spesa della pubblica amministrazione, nonostante qualche ripensamento,
metterà in ginocchio polizia e carabinieri, università e ricerca
scientifica, tribunali e ospedali, le forze armate e gli investimenti
pubblici. Ci sembra un taglio senza intelligenza: invece di eliminare gli
sprechi, generalizza, penalizza il presente e rischia di annullare il futuro
di un intero Paese (valga per tutti l'esempio dell'università e della
ricerca il cui accesso viene di fatto bloccato ai giovani ricercatori).
Basta passare per i corridoi di Montecitorio o di Palazzo Madama per
ascoltare analoghe preoccupazioni dai rappresentanti della stessa
maggioranza e anche da molti ministri. Che cosa mai sta accadendo? Un
mistero non facile da spiegare. Tremonti, come disse in un'intervista a
Giovanni Minoli, non si ritiene più un tecnico ma un politico. Se così è,
non può non avere un disegno politico e, visti i suoi provvedimenti nei
quali nessuno può mettere bocca, né Letta né gli altri ministri, dovrà pure
spiegarne la sostanza. Tremonti sa che senza crescita il Paese si frantuma e
se il valore di un sano bilancio dello Stato è fondamentale non si deve
dimenticare che il bilancio è uno strumento al servizio della coesione
sociale, dello sviluppo e del funzionamento della macchina pubblica in uno
Stato di diritto. Se così non fosse sarebbe il Paese a decadere
ulteriormente. Tremonti sa tutte queste cose ma forse sta giocando una
partita politica personale i cui contorni ancora ci sfuggono e dimentica che
una drammatizzazione sociale può aprire le porte a una stagione autoritaria
peraltro già ampiamente avviata.

Per il governo tutto è emergenza tranne che l'economia

Siamo proprio sicuri che gli elettori che hanno votato centrodestra si
aspettassero questa agenda di governo? E davvero si può credere che un Paese
che avverte ormai tutto il peso della crisi finanziaria e produttiva possa
essere rassicurato in questo modo? Perché da una parte abbiamo un ministro
dell'Economia che annuncia i venti catastrofici della grande depressione e
dall'altra un presidente del Consiglio che ci comunica che la vera emergenza
italiana è la riforma della giustizia. O meglio, una riforma che lo metta al
riparo dalla persecuzione giudiziaria. Governare è una questione di
priorità, nazionali prima che personali.

E qualsiasi ragione possa avere il cittadino Berlusconi per ritenersi
perseguitato dalla magistratura, i tempi della politica se non proprio il
rispetto per le regole dovrebbero spingerlo a maggiore prudenza nel volgere
in senso così smaccatamente personale l'esigenza di una nuova politica
giudiziaria. Perché evidentemente ci sbagliavamo a pensare che il lodo
Alfano bastasse a tranquillizzarlo. Oggi sappiamo che da settembre, cascasse
il mondo (eventualità che non è affatto da escludere, almeno per quanto
riguarda i nostri risparmi), il governo italiano sarà lanciato nell'impresa
che sta più a cuore a Berlusconi. Con buona pace di ogni più fosco scenario
economico.

In questo senso dovremmo apprezzare tutti, qualunque sia stato il nostro
voto, il ruolo che in questi giorni sta svolgendo la Lega. Vuoi per ragioni
di bottega, vuoi perché si è resa conto di rischiare proprio su questi temi
una buona fetta del suo elettorato, la formazione di Bossi ha assunto una
posizione di rigorosa difesa del programma con il cui il centrodestra si è
presentato alle urne. Che formalmente significa prima il federalismo fiscale
e solo dopo il resto. Ma che in senso più generalmente politico equivale a
porre un argine al sequestro a fini personali a cui Berlusconi ha sottoposto
l'esigenza di una seria e condivisa riforma della giustizia. Un'esigenza che
non riguarda solo la magistratura, ma l'intero funzionamento di un'azienda
che non fornisce più un prodotto all'altezza di un Paese avanzato come
dovrebbe restare l'Italia. È questione di organizzazione, costi, tempi e
produttività della giustizia. E solo in fondo alla lista è un problema di
rapporti tra politica e magistratura, che hanno subito nell'ultimo
quindicennio una torsione innaturale, ma che rischiano di restare congelati
in questa posizione ancora a lungo se l'iniziativa di Palazzo Chigi
continuerà ad essere dominata da preoccupazioni private.

Il reciproco assedio tra Berlusconi e la componente militante della
magistratura può essere spezzato già in questa legislatura, con enormi
benefici per tutto il Paese. Ma non certo grazie alla nuova offensiva
personale del Cavaliere, che rappresenta al contrario la migliore garanzia
per la tutela dello status quo. Intorno alla necessità di avviare un'ampia
riforma del funzionamento della giustizia convergono infatti le voci più
avvedute del centrosinistra. Voci che fanno fatica a farsi ascoltare, mentre
una parte del Pd è nuovamente tentata dall'abbaglio della «questione
morale», ma che nondimeno offrono una via d'uscita a tutta la politica
italiana. Leggiamo ad esempio che Luciano Violante - che è fuori dal
Parlamento ma che un qualche ruolo continua ad avere nell'orientare la
propria parte politica su questi temi - insiste da tempo sull'urgenza di
«una scelta seria e innovativa di politica giudiziaria» che «aumenti la
credibilità e la competitività» di tutto il settore (come ha affermato ieri
al Corriere della Sera).

«Non mi fermerà nessuno», avverte Berlusconi. E invece, Presidente, farebbe
meglio a fermarsi. Provando a rassicurare un Paese spaventato da ben altre
emergenze, ascoltando la Lega e coloro che anche nel centrosinistra hanno a
cuore una riforma della giustizia che non sia solo la soluzione ai suoi
problemi personali.

La crisi immobiliare arriva anche in Italia

-Casa, la crisi «soft» italiana Giù gli acquisti e i prezzi reali
La crisi immobiliare arriva anche in Italia, sebbene molto attenuata
rispetto agli Stati Uniti o ad altri Paesi europei come la Spagna. Le
compravendite sono in calo del 10%, i tempi di vendita si allungano fino ai
sei mesi e, per la prima volta negli ultimi 10 anni, diminuiscono i prezzi
reali (in sostanza, sono fermi, ma l'inflazione erode parte del valore). La
situazione del mercato immobiliare italiano l'ha delineata Nomisma, istituto
bolognese di ricerche. Secondo lo studio pubblicato ieri, le intenzioni di
acquisto di un'abitazione (per il 51% si tratta di prima casa) nel 2008 sono
all'1,8%, contro il 7% dell'inizio del dececennio. A dissuadere dall'
investimento, la crisi economica e il rialzo dei tassi d'interesse, che
aumenta il costo dei mutui. Tra le città più in crisi, Milano, Bologna,
Firenze e Venezia.

Ci hanno imbrogliato per oltre 15 anni

Basta con salari e pensioni da fame!!!
Ci hanno imbrogliato per oltre 15 anni. Abolita la 'scala mobile' nel
1992 –l'unico strumento per difendere il potere d'acquisto- tutte le
retribuzioni hanno perso mediamente 7.000 euro all'anno e ora il 20% di
lavoratori e lavoratrici è sotto la soglia di povertà! Anche l'Istat ha
riconosciuto che gli aumenti dei beni di maggior consumo sono da 3 a 5 volte
più di quelli registrati.

Mentre i profitti di imprese, banche e assicurazioni hanno il tasso di
incremento più alto d'Europa, i salari in Italia sono precipitati all'ultimo
posto, anche con la complicità dei sindacati confederali che hanno
contrattato al ribasso. Si è avuto un gigantesco spostamento di 120 miliardi
di euro all'anno dai salari ai profitti e alle rendite (dati BRI, istituto
dipendente dalla Banca centrale europea): per questo non si arriva a fine
mese!!

Avviata una campagna nazionale di raccolta-firme di massa per una Legge di
iniziativa popolare , che sarà presentata in Parlamento

Berlusconi: Napoli riportata alla civiltà 58 giorni per una missione impossibile

Napoli - "Ci siamo assunti la responsabilità di fare ciò che nessuno aveva
fatto prima: dopo 58 giorni la Campania e Napoli sono tornate ad essere
luoghi puliti ed ordinati, senza il disastro che ha rovinato la nostra
immagine nel mondo". Silvio Berlusconi traccia soddisfatto il bilancio
dell'emergenza rifiuti, il lavoro messo in campo dal governo a partire dal
giorno suo insediamento e lo fa al termine del Consiglio dei ministri che si
è tenuto nel capoluogo campano, ringraziando per quella che lui definisce
"un'opera di civilta'' il sottosegretario Guido Bertolaso e le forze armate.

"Investigheremo sulle responsabilità" Poi ha sottolineato: nell'emergenza
rifiuti "siamo convinti" che ci siano state cose che "si dovevano evitare e
che ci sono responsbailità che andremo a investigare". Il governo, ha
aggiunto, "é riuscito in una missione che molti ritenevano impossibile"
dimostrando così che queste persone "avevano torto"

Emergenza risolta Il premier aveva già parlato stamani della questio rifiuti
intervendo all'assemblea dell Coldiretti, ricordando di essersi "assunto il
rischio di garantire la risoluzione della tragedia" dei rifiuti già in
campagna elettorale, garantendo che si sarebbe trovata una soluzione entro
il mese di luglio. Detto fatto: il premier ci tiene a sottolineare come il
governo sia stato in grado di riportare il capoluogo campano alla "civiltà
che gli compete". "L'emergenza è finita", assicura. Poi promette: "Bisogna
aspettare tre anni affinché la situazione sia definitiva". Per fare questo
il premier spiega che c'è bisogno di costruire quattro termovalorizzatori.
Nel frattempo, secondo Berlusconi, bisogna far conoscere nel mondo questa
situazione e far passare sulle televisioni le immagini della città ripulita
perchè l'emergenza rifiuti ha creato un grosso danno di immagine al Paese e
adesso bisogna recuperare. Passata l'emergenza ora bisogna affrontare di
petto il problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

L'affondo ai democratici Il premier torna, poi, a parlare dei rapporti -
tesi - con l'opposizione ricordando come il governo ha "rispettato la
volontà di cambiare l'assetto politico dell'Italia dando vita ad una
democrazia bipartitica". "Dopo gli attacchi alla legge elettorale il
risultato di quella legge è in Parlamento - spiega il presidente del
Consiglio - fuori le estreme e solo due gruppi, maggioranza e opposizione.
Per un errore dell'opposizione però sono presenti frange estreme e
giustizialiste che molto spesso ci fanno disperare in Parlamento".

Il partito unico Berlusconi loda il risultato delle elezioni che ha portato
a un bipolarismo capace di snellire i lavori deparlamentari e smagrire i
costi della politica. al momento i lavori per la definitiva creazione del
Popolo delle Libertà sono ancora in corso e, per l'inizio dell'anno
prossimo, è in vista lo scioglimento dei partiti. "Insieme alle forze
politiche di centrodestra stiamo dando vita ad un grande movimento che
segnerà la storia politica italiana nei prossimi anni - spiega il presidente
del Consiglio - siamo a buon punto e posso dire che a gennaio 2009 ci
saranno i congressi di scioglimento di Forza Italia, Alleanza Nazionale e la
nuova Dc per dare vita al Popolo della Libertà".


fonte http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277027

ANTITRUST: MASSIMO SCOPERTO, PROCEDIMENTO CONTRO 4 BANCHE

(AGI) - Roma, 18 lug. - L'Antitrust ha avviato il 4 luglio scorso quattro
distinti procedimenti nei confronti di Bnl, Intesa Sanpaolo, Mps e Unicredit
Banca di Roma per verificare le modalita' di applicazione della commissione
di massimo scoperto nei confronti della clientela. Lo rende noto un
comunicato dell'Authority. "I procedimenti", si legge nella nota, "sono
finalizzati ad accertare se i consumatori siano stati informati in maniera
chiara ed esaustiva sulle modalita' di calcolo e sulla natura della
commissione di massimo scoperto. Le istruttorie sono state avviate in base
alle competenze sulle pratiche commerciali scorrette affidate all'Antitrust
dal Codice del consumo". (AGI)

DL FISCALE: ADDIO ICI PRIMA CASA

Addio all'Ici sulla prima casa, nuove regole per chi ha stipulato un mutuo a
tasso variabile e novita' per i dipendenti privati in busta paga grazie agli
sgravi sugli straordinari: sono queste le misure principali del decreto
fiscale approvato in via definitiva dal Senato con 150 voti a favore, 120
contrari, 2 astenuti. Questi i punti salienti del provvedimento: VIA ICI
PRIMA CASA, RESTA SU QUELLE DI LUSSO - Stop totale all'Ici sulla prima casa,
la tassa resta pero' per le case di lusso (per un valore di soli 61 milioni
di euro). Per le prime case dei non residenti in Italia restera' solo la
detrazione gia' in vigore per le abitazioni principali. STOP ICI VALE PER
GARAGE E CANTINE - La norma non lo esplicita ma la Relazione del Tesoro
spiega che "l'esenzione va naturalmente riconosciuta anche alle eventuali
pertinenze". Inoltre se un anziano o un disabile hanno gia' spostato la
residenza in un istituto o in un ospedale per un "ricovero permanente" in
ogni caso potranno usufruire dell'esenzione. Discorso simile per coloro che
cedono la propria casa a titolo gratuito ad un parente. RIMBORSO COMUNI -
L'abolizione dell'Ici ha fatto alzare barricate ai comuni. Cosi' durante
l'esame in Parlamento e' stato messo a punto un pacchetto di modifiche in
loro favore: il 50 209568el rimborso, a titolo di acconto, deve arrivare
entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.
BLOCCO ADDIZIONALI - Sospensione del potere di regioni ed enti locali di
deliberare aumenti delle aliquote di tributi. Per gli Enti locali che
sforano il Patto di stabilita' scatteranno pero' le maggiorazioni
automatiche previste dalla finanziaria 2007. GIU' LE TASSE SU STRAORDINARI,
MA SOLO PER PRIVATI - Imposta sostitutiva del 10, per un beneficio massimo
di 3 mila euro. Il pacchetto di misure riguarda i redditi fino a 30 mila
euro da lavoro dipendente ed e' una sperimentazione. MUTUI - Rinegoziazione
dei mutui (per l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione della prima
casa) a tasso variabile al fine di bloccare l'importo della rata dovuta alla
media del 2006. Entro il 29 agosto arriveranno ai possessori di mutui le
proposte delle banche. VALORE - il pacchetto Ici vale circa 1,7 miliardi di
euro per il 2007, ai quali si aggiungono pero' gli sgravi decisi con
l'ultima Finanziaria. E dunque complessivamente la perdita di gettito che
verra' compensata ai Comuni e' di 2.6 miliardi di euro. Le misure sugli
straordinari sono state valutate invece in circa 649 milioni di euro.
(AGI) - Roma, 17 lug. -

MUTUI: ARRIVANO NUOVE REGOLE FED, PIU' DIFFICILI SUBPRIME

Stretta della Fed sui mutui subprime. Arrivano nuove norme per evitare
pratiche scorrette nei prestiti immobiliari che prevedono, tra l'altro, il
divieto per gli istituti di credito di concedere mutui "a prezzo piu' alto"
senza accertarsi che chi richiede il prestito sia in grado di coprire, col
proprio reddito e il proprio patrimonio, il valore della casa. Le nuove
norme saranno approvate oggi nel corso della riunione aperta del board della
banca centrale. (AGI) - Washington, 14 lug. -

MUTUI: TASSI AL 5,85%, E IL "FISSO" RIPRENDE QUOTA

Cresce la tendenza delle famiglie italiane a scegliere un mutuo a tasso
fisso. Questo il trend registrato dal Monthly Outlook dell'Abi. La quota di
finanziamenti di questo tipo e' aumentata dal 22,1% della media del 2003 al
70,6% dei primi cinque mesi del 2008, avvicinando la composizione fra
finanziamenti a tasso fisso e variabile a quella che si registra in altri
Paesi dell'area Euro, come Germania, Olanda e Belgio. Una prevalenza dei
tassi variabili si registra invece in Spagna, Portogallo e Irlanda. "Se si
analizzano poi i flussi di nuovi finanziamenti per l'acquisto di abitazioni
in Italia nel periodo esaminato - si legge nel rapporto - si nota una
tendenza crescente con un flusso annuo che passa dai 31 miliardi di euro del
2003 a poco meno di 53 miliardi nel 2007. Nell'ultimo periodo il flusso di
nuovi mutui ha risentito delle tensioni nei mercati finanziari e dei segni
di rallentamento del mercato immobiliare: si e' passati da un flusso di
nuovi finanziamenti pari a oltre 21 miliardi fino a maggio 2007 a 18,4
miliardi nei primi 5 mesi del 2008". (AGI) - Roma, 16 lug. -

MUTUI: ABI, A GIUGNO TASSI RECORD AL 5, 85%

Il tasso sui mutui per l'acquisto di abitazioni schizza a giugno al 5,85%,
contro il 5,75% del mese precedente, e segna cosi' il valore piu' alto dal
2002. Il dato e' contenuto nel Monthly Outlook dell'Abi. Per quanto riguarda
i tassi sui prestiti in euro alle societa' non finanziarie, il valore di
giugno e' del 5,51%, contro il 5,55% del mese precedente. Da record anche il
tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e societa' non
finanziarie elaborato dall'Abi che, sempre a giugno, si colloca al 6,30%, 7
punti base al di sopra di quanto segnato il mese precedente e 62 punti base
al di sopra del valore di giugno 2007. Anche in questo caso si tratta del
valore piu' alto dal 2002. Per quanto riguarda i tassi sui mutui, l'Ufficio
studi dell'associazione bancaria fa comunque notare che il tasso reale, al
netto, cioe' dell'inflazione, segna il 2%, un valore inferiore al 2002,
quando il tasso reale si collocava al 3%. (AGI) - Roma, 16 lug. -

AGRICOLTURA: DANNI SICCITA' SICILIA, SBLOCCATI FONDI PER MUTUI

(AGI) - Palermo, 17 lug. - Si sblocca anche l'ultimo canale di finanziamento
previsto dal decreto legge "Omnibus" per i danni derivanti dalla siccita'
che colpi' la Sicilia nel 2002. Ad essere attivati saranno i mutui
quinquennali con l'abbattimento del 40% della sorte capitale. "Si tratta -
spiega l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via - di una
boccata d'ossigeno per tutti quegli agricoltori che nel 2002 subirono
notevoli danni causati dal lungo periodo di siccita' e che furono costretti
a ricorrere a prestiti per coprire le perdite e fare anche fronte a
ulteriori costi di produzione".
L'assessorato sta gia' ripartendo una prima parte delle somme a
disposizione, circa 11 milioni di euro piu' altri 18 per il 2009, tra i vari
ispettorati provinciali, in modo tale da poter dare l'avvio ai primi
provvedimenti. "Successivamente - afferma il dirigente generale del
dipartimento Interventi strutturali dell'assessorato, Giuseppe Morale - la
quota residua sara' assegnata in rapporto alle richieste pervenute". (AGI)

ENI: AL VIA "PROTOCOLLO DI CONCILIAZIONE" CON CONSUMATORI

(AGI) - Roma, 17 lug. - Parte il protocollo di conciliazione di Eni con le
associazioni dei consumatori per le controversie nel settore del gas. L'
amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha presentato ai vertici
delle associazioni dei consumatori aderenti al Consiglio nazionale
consumatori utenti (Cncu) il 'Protocollo di conciliazione paritetica
sperimentale on line' del Gruppo energetico. Il Protocollo di conciliazione
rappresenta, sottolinea una nota, "un momento fondamentale del rapporto di
collaborazione intrapreso da Eni con le associazioni dei consumatori ed e'
conseguenza della volonta' dell'azienda di dotarsi di uno strumento rapido,
semplice e innovativo di risoluzione delle controversie con i consumatori
nel settore gas". Il cliente, con il supporto delle associazioni che
aderiranno al protocollo, potra' attivare on line attraverso il sito web Eni
la procedure di conciliazione, in particolare per quelle controversie che
riguardano la rateizzazione di fatture al di fuori dei casi gia' previsti
dalla delibera 229/01 dell'Autorita' per l'energia e la ricostruzione dei
consumi effettuata a seguito di blocco del misuratore o per misuratore
illeggibile. Il testo del protocollo, con la procedura operativa, sara'
sottoposto all'attenzione delle associazioni e formalizzato a settembre. La
sperimentazione durera' 12 mesi e coinvolgera' la Regione Veneto. La
promozione di un modello di conciliazione all'avanguardia conferma, conclude
la nota, ancora una volta l'attenzione di Eni alle esigenze del consumatore
e pone le basi per lo sviluppo di rapporti sempre piu' stretti tra impresa,
clienti e stakeholder. (AGI)

PETROLIO: SCARONI, DAL 2005 AGGRAVIO 1.000 EURO A FAMIGLIA

(AGI) - Roma, 17 lug. - Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, e'
"estremamente preoccupato per l'impatto sui consumatori dei rincari degli
idrocarburi che si sono registrati negli ultimi due anni". E' quanto ha
sottolineato lo stesso top manager nel corso di una conferenza stampa,
spiegando che "se si sommano gli aumenti dei carburanti agli aumenti del gas
domestico e a quelli dell'elettricita' per la quota prodotta da idrocarburi,
l'aggravio per una famiglia media italiana, rispetto al 2005, e' di mille
euro".

Scaroni ha aggiunto che "se si considerano anche gli aggravi delle rate dei
mutui e dei prodotti alimentari nella migliore delle ipotesi si produce uno
spostamento dei consumi rilevante perche' i consumatori a qualcosa devono
rinunciare". Il numero uno di Eni ha poi indicato che c'e' da considerare
anche la questione "che cosa faranno i paesi produttori con cosi' tanta
cassa". Questa, ha proseguito, "non e' una ragione di preoccupazione, ma
certo ci fa pensare che, se i rincari continueranno a lungo, il mondo
occidentale tra dieci anni sara' molto diverso da quello di oggi". (AGI)

TRASPORTI:FEDERMOBILITA',CON CARO GASOLIO -30% ENTRATE REGIONI

(AGI) - Roma, 17 lug. - Il carocarburante ha ridotto le entrate per i
trasporti delle regioni in misura del 30%. E' la denuncia lanciata da
Federmobilita', l'associazione che riunisce gli assessori ai trasporti di
Regioni, Province e Comuni, nel corso della conferenza stampa organizzata
per lanciare un nuovo piano per i trasporti in Italia. "L'aumento del
petrolio - ha spiegato Ennio Cascetta, coordinatore della Commissione
Mobilita' della Conferenza delle Regioni e Assessore ai Trasporti della
Regione Campania - porta piu' passeggeri sui mezzi pubblici, ma riduce le
entrate delle regioni legate alle accise sul carburante: in un anno sono
calate del 30%. Prevediamo di incassare 170 milioni in meno su 500 disposti
dall'ultima Finanziaria. E' emergenza per il settore - ha aggiunto - serve
una mobility tax, un nuovo modo di concertare con il Governo per finanziare
il trasporto nelle citta'". Da gennaio a giugno, spiega l'associazione, il
consumo di carburante ha subito una riduzione del 10,5% (e di conseguenza
anche le entrate legate alle accise), mentre i passeggeri su mezzi pubblici
sono aumentati tra il 5 e il 15 %. Gli assessori e le aziende di trasporto
rappresentate da Asstra e Anav hanno anche chiesto al Governo di stralciare
dalla manovra economica la riforma dei servizi pubblici locali. "E'
difficile trovare degli aggettivi per quel testo - ha detto Alfredo Peri,
presidente di Federmobilita' e assessore ai trasporti dell'Emilia-Romagna -
Non ha nessuna logica e per i trasporti e' un passo indietro di dieci anni:
se passasse quel provvedimento porterebbe al blocco totale delle gare e a
una grande mole di contenzioso". Nel corso dell'incontro e' stato presentato
al Governo, rappresentato dal sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo
Giachino, un piano pluriennale di rilancio della mobilita' proposto da
Federmobilita' e condiviso dalla Commissione Mobilita' della Conferenza
delle Regioni, dall'Upi, dalla Consulta Anci per la mobilita' sostenibile,
da Assoporti, da Asstra, da Anav, dalla Consulta Nazionale della Sicurezza
Stradale, da Tts Italia, da Anie, da Mus, da Adiconsum e dall'Associazione
familiari vittime della strada. Il piano chiede la riapertura immediata del
tavolo presso la Presidenza del Consiglio, avviato lo scorso anno, per
proseguire nel processo di riassetto della mobilita' pubblica e per un
"nuovo patto della mobilita'" che dovrebbe passare attraverso un sistema
rinnovato di finanziamento per i trasporti, regole condivise per promuovere
la liberalizzazione del trasporto pubblico locale, l'integrazione tra le
diverse realta' territoriali per la programmazione dei servizi, l'
introduzione di nuove tecnologie, maggiore attenzione ai problemi delle
ferrovie regionali e dei collegamenti marittimi e una nuova stagione per il
sistema portuale. (AGI)

mercoledì 16 luglio 2008

PETROLIO: A NEW YORK CHIUDE IN CALO SOPRA 134 DOLLARI

(AGI/REUTERS) - New York, 16 lug. - Nuovo scivolone del prezzo del petrolio,
dopo quello di oltre 6 dollari di ieri. A New York il Light crude chiude in
calo di 4,24 dollari a 134,58 dollari, dopo avere toccato un minimo di 132
dollari. Dietro l'arretramento odierno c'e' l'aumento a sorpresa delle
scorte settimanali Usa e il timore che il rallentamento delle economie dei
principali paesi consumatori facciano arretrare la domanda globale. (AGI)

USA: CRISI MUTUI NON INTACCA HOUSTON, CAPITALE ENERGIA

(AGI) - Houston, 16 lug. - L'inflazione negli Stati Uniti vola al 5%, il
livello piu' alto dal maggio del 1991 e rappresenta una delle principali
difficolta' per l'economia americana come ha sottolineato ieri il presidente
della Fed, Ben Bernanke, che ha gelato i mercati. Il costo della vita in
appena un mese e' aumentato dell'1,1%, una dinamica quasi doppia rispetto
alle stime degli analisti che si attendevano un incremento dello 0,6%. Ma le
tensioni sul petrolio e i generi alimentari stanno infiammando i prezzi.

Un livello dell'inflazione al 5% rappresenta un 'grave problema per l'
economia e uno ancora peggiore per la Fed' commentano alla Wachovia. I
consumatori sono sempre piu' schiacciati nella morsa della spirale rialzista
dei prezzi da un lato e dall'altro dalla crisi del mercato immobiliare e del
settore dei mutui.

Un'inflazione al 5% dovrebbe giustificare un aumento dei tassi da parte
della Federal Reserve, ma la congiuntura economica, con i rischi elevati di
fase recessiva, sconsigliano Bernanke ad alzare il costo del denaro. Al
tempo stesso il balzo dei prodotti energetici, carburanti in primo luogo, va
a deprimere la spesa per consumi degli americani che da sola rappresenta i
due terzi del pil degli Stati Uniti. (AGI)

PETROLIO: CALA DI OLTRE 4 DLR SOPRA 134 DOLLARI

(AGI/REUTERS) - New York, 16 lug. - Nuovo scivolone del prezzo del petrolio, dopo quello di oltre 6 dollari di ieri. A New York il Light crude arretra di 4,53 dollari a 134,21 dollari, dopo avere toccato un minimo di 132 dollari. Dietro al calo odierno c'e' l'aumento a sorpresa delle scorte settimanali Usa e il timore che il rallentamento delle economie dei principali paesi consumatori facciano arretrare la domanda globale. (AGI)

PETROLIO: GB, MINISTRO FINANZE RINVIA TASSA SUI CARBURANTI

(AGI/AFP) - Londra, 16 lug. - Il Regno Unito ha deciso di ritardare l'
aumento delle tasse sui carburanti in seguito alla crescita dei prezzi
petroliferi: lo ha dichiarato Alistair Darling, ministro delle finanze
inglese. L'aumento di 2 pence (2 centesimi di euro) doveva entrare in vigore
da ottobre ma e' stato posticipato in seguito alle manifestazioni dei
camionisti e alle proteste delle organizzazioni degli automobilisti dovute
alla crescita dei prezzi al dettaglio.
Il greggio ha raggiunto la scorsa settimana il picco di 147 dollari al
barile, rendendo ancora piu' critica la stretta creditizia mondiale. "La
decisione aiutera' gli automobilisti e gli imprenditori a superare questo
momento, cosi' difficile per tutti", ha detto il Cancelliere dello
Scacchiere, annunciando la manovra in una risposta scritta al Parlamento. L'
Associazione Automobilisti sostiene che in Inghilterra il prezzo medio del
diesel e' pari a 133 pence per litro (circa 1,67 euro): e' il prezzo piu'
alto tra i paesi dell'Unione, e le tasse rappresentano il 50% del suo
valore. L'Associazione ha ben accolto l'annuncio di Darling: il presidente
Edmund King si e' detto "lieto che il Cancelliere (ndr, ministro delle
finanze) abbia dimostrato buon senso".
D'altronde, prosegue King, " la prospettuiva di un nuovo onere, deciso dal
Governo, non era qualcosa che i consumatori potevano sopportare". La manovra
di Darling rappresenta l'ennesimo contrasto con la strategia del Primo
Ministro Gordon Brown: una delle piu' imbarazzanti si era presentata a
maggio, quando Darling ha annunciato la distribuzione di circa 3 miliardi di
sterline alle famiglie piu' povere colpite dall'abolizione della fascia
fiscale minima.(AGI)

PETROLIO:SCAJOLA,PREZZI ALTI DERIVANTI DA MANCATI INVESTIMENTI

(AGI) - Roma, 16 lug. - "Il problema dell'anomalo costo del barile deriva
dai mancati investimenti dei Paesi produttori in estrazione e raffinazione".
E' quanto ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio
Scajola, nel corso di una conferenza stampa. "Altro fattore determinante
nell'innalzare il prezzo del greggio - ha proseguito il ministro - e' quello
derivante dalla domanda dei Paesi emergenti. Su queste due cause si innesta
poi la speculazione, per questo e' necessario un dialogo piu' forte tra
Paesi produttori e consumatori e l'Italia sara' protagonista di questo
nuovocolloquio". Accanto a questo, ha sottolineato Scajola, e' necessario
"investire sulle centrali nucleari per garantire il maggiore fabbisogno di
energia ed essere meno dipendenti dall'energia che viene importata dall'
estero". (AGI)

MUTUI: ADOC, PROBLEMI D'INDEBITAMENTO PER DUE FAMIGLIE SU TRE

(AGI) - Roma, 16 lug - Due famiglie italiane su tre hanno problemi d'
indebitamento. Il calcolo e' dell'Adoc, che sottolinea il nuovo record
raggiunto dai tassi dei mutui, saliti a giugno al 5,85%. Secondo il
presidente Carlo Pileri, nell'ultimo anno "l'indebitamento delle famiglie
italiane ha assunto un peso sempre maggiore e percentualmente sempre piu'
diffuso, in crescita di circa il 10% tra mutui, carte di credito rateali,
credito al consumo, fidi e prestiti". "Ad oggi - aggiunge il presidente
Adoc - due famiglie su tre sono alle prese con gravi problemi d'
indebitamento, mediamente per 24 mila euro".

Peggiorano la situazione, per Pileri, l' aumento del costo del denaro e la
crescita esponenziale dell'inflazione reale che rendono impossibile alle
famiglie contrarre mutui a tasso variabile. "Il ritardo nell'adeguamento
alla normativa e agli accordi, presi un anno fa, con le Associazioni dei
consumatori sulla probabilità' dei mutui e' grave - continua il presidente
Doc. -. Le banche, nel rispetto della legge e degli accordi presi, devono
incrementare la trasparenza e la correttezza nei rapporti con i consumatori
e tra imprese".

Pileri evidenzia poi un problema di iniquita' contrattuale, che riguarda i
lavoratori edili, che "rappresentano un'anomalia nel sistema dei mutui". Gli
edili, spiega Pileri, "contraendo un mutuo sottoscrivono una polizza
assicurativa che tutela i casi di premorienza e di perdita del posto di
lavoro per alcuni mesi. In quest'ultimo caso si prevede che il soggetto sia
assunto a tempo indeterminato e che lavori per la stessa azienda da almeno
un anno. Ma, come e' noto, i lavoratori edili non posseggono quasi mai
questa condizione. Ne consegue che i lavoratori pagano il premio, ma, se
restano senza lavoro, l'assicurazione non risponde mancando il requisito
della durata occupazionale acclarabile. Un evidente caso di iniquita'
contrattuale". (AGI)

martedì 15 luglio 2008

PETROLIO: BERLUSCONI, PRESTO INCONTRO PRODUTTORI-CONSUMATORI

(AGI) - Roma, 15 lug - Silvio Berlusconi insiste: e' "urgente" un incontro
fra Paesi produttori e consumatori per calmierare il prezzo del petrolio,
altrimenti ai Paesi consumatori "non restera' che far avanzare a tappe
veloci un piano di realizzazione di nuove centrali nucleari, oltre al
risparmio energetico ed ad altre energie alternative al combustile fossile"
.(AGI)

TLC: ADUC, RELAZIONE AGCOM SPECCHIO DI UN DISASTRO

(AGI) - Firenze, 15 lug. - La relazione annuale sull'attivita' svolta dall'Autorita' di Garanzia sulle Comunicazioni (Agcom) e' lo specchio del disastro tlc nel nostro Paese. E' quanto si legge in una nota dell'Aduc. "Nel leggere le tabelle ci abbiamo ritrovato tutti i problemi che quotidianamente ci vengono segnalati e che pubblichiamo nella rubrica "Cara Aduc" sul nostro sito Internet, problemi che spesso diventano l'incubo degli utenti e il disastro economico degli stessi e dell'intero Paese - prosegue la nota. - In cima a tutto Telecom, sia, ovviamente, perche' e' il piu' grande operatore e sia perche' e' l'operatore che piu' massicciamente e sistematicamente considera i propri clienti come polli da spennare (con buoni emuli anche negli altri operatori)". "Tutto questo in un contesto in cui le procedure per rivalersi sono quasi inesistenti e fortemente penalizzanti gli utenti. A partire dall'obbligo di dover prima di tutto tentare una conciliazione in sede di Corecom regionale: conciliazione dove gli operatori spesso non si presentano e in cui conciliano solo quando "l'hanno fatta grossa" e i loro azzeccagarbugli non sono riusciti a mascherarla bene - dice ancora l'Aduc - .La filosofia generale degli operatori e' di essere consapevolmente illeciti, tanto le sanzioni sono cosi' basse e rare che vale la pena pagarle perche' il guadagno dell'operazione illecita e' stato comunque maggiore; non solo, ma trattandosi spesso di illeciti di piccoli importi su milioni di utenti, sono pur sempre pochi coloro che per una manciata di euro sono disposti a spenderne molti di piu' (in tempo e denaro) per farsi valere". "La relazione annuale dell'Agcom e' lo specchio di quella dell'anno scorso, dove gia' si manifestavano questi fenomeni in crescita e che oggi sono diventati la presa d'atto di un "sistema di garanzia" che garantisce solo la continuita' degli illeciti sugli utenti - prosegue il comunicato -. La soluzione non e' dietro l'angolo e non e' neanche nel trasferire, come fa intendere l'Autorita', molte azioni alle associazioni di consumatori. Queste ultime, a nostro avviso, e' bene che siano altro dal potere politico/amministrativo e giudiziario e svolgano l'esclusiva funzione di raccolta e consulenza ai cittadini, altrimenti (vedi sindacati, specialmente quelli confederali) si trasformeranno a loro volta in cinghie di trasmissione del potere: la loro autonomia e' funzionale alla loro capacita' di essere voce dei cittadini". "Allo stato, lanciamo solo due richieste all'Autorita' e al legislatore: 1) multe piu' salate e commisurate al danno provocato e all'illecito guadagno e 2) tempi quasi immediati (sono frequentissimi i casi di chi avvia una procedura di controversia e ci rinuncia per i tempi jurassici)", conclude l'Aduc. (AGI)

CIBI ADULTERATI: I FORMAGGI DOP DIFENDONO LA LORO DIVERSITA'

(AGI) - Cremona, 15 lug - Di fronte a queste garanzie, tuttavia - evidenzia il Consorzio - il consumatore preferisce talvolta un formaggio generico o, addirittura, un formaggio fuso, il cui prezzo, peraltro, e' spesso superiore o allineato a quello dei prodotti D.O.P. Si arriva cosi' ad un vero e proprio paradosso per la grande realta' economica rappresentata dalla produzione dei formaggi D.O.P. Un settore che tiene alta la qualita' dei prodotti in Italia e nel mondo: tutti coloro che lavorano per offrire il meglio vedono svilito il proprio impegno a causa di un solo denominatore comune: la furbizia legata all'arbitrio e a volte anche al prezzo. E' necessario dunque che il consumatore, sia sempre piu' informato e operi le sue scelte su criteri che salvaguardano la sua salute e quella dei propri figli, senza infliggere a se stessi un cocktail insalubre, come nel caso trattato dalle cronache di questi giorni.

Il Consorzio Tutela Provolone Valpadana esorta tutte le Associazioni dei produttori, dei consumatori, gli Enti pubblici ed i Consorzi di tutela a mantenere alto il livello di controllo e di comunicazione affinche', sempre con maggior frequenza, "il pubblico consumatore venga informato di quanto il sistema delle Denominazioni di Origine sia un poderoso sbarramento a quel modo scorretto di operare che, assai spesso, ci vede inerti spettatori, se non preventivamente informati".

Costituito nel 1975, il Consorzio Tutela Provolone Valpadana ha sede a Cremona. Tra i suoi compiti, quelli di fornire servizi di tutela e di vigilanza e volti a migliorare la qualita' del prodotto e la commercializzazione. Grande importanza e' quindi attribuita all'attivita' di ricerca e sviluppo, alla formazione per gli associati e alla promozione internazionale. Dal 1996, il Provolone Valpadana ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) da parte dell'Unione Europea.(AGI)

ENERGIA: PIANETTA, BENE SCAJOLA SU RIFORMA AUTHORITY IN DDL

(AGI) - Roma, 15 lug. - "Bene il ministro Scajola" che ha ipotizzato l'
inserimento della norma per la riforma dell'Authority per l'Energia "dal
decreto legge al Disegno di Legge". Cosi' il deputato del Pdl, Enrico
Pianetta dopo la dichiarazione del ministro Scajola. Pianetta, che aveva
mosso rilievi all'emendamento della Lega Nord spiega che con il passaggio in
disegno di legge "vi e' la possibilita' di rafforzare l'Autorita' inserendo
nuovi strumenti per dar modo ai consumatori di poter interagire direttamente
con l'Authority nella finalita' del risparmio energetico per le famiglie".
(AGI)

CIBI ADULTERATI:ZAIA,PER FORMAGGI CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE

(AGI) - Bruxelles, 15 lug - La vicenda dei formaggi adulterati sui quali la
Germania aveva chiesto di inserire, tra le varie del Consiglio, un'
informativa da parte italiana e' stata al centro dell'incontro fra il
Ministro delle politiche agricole, Luca Zaia e il collega tedesco Horst
Seehofer. I due hanno convenuto che le reciproche relazioni tra Italia e
Germania sui prodotti alimentari debbano essere improntate alla massima
informazione e trasparenza. Ascoltate le ragioni del Ministro Zaia, Seehofer
ha convenuto come i rispettivi Ministeri dovranno comunicare direttamente se
e quando ci fossero, dall'una o dall'altra parte, problemi che potrebbero
riguardare la salute dei cittadini.

Zaia ha quindi spiegato al collega tedesco che ne' il Ministero della
Salute - direttamente coinvolto - ne' il Ministero dell'Agricoltura avevano
informazioni poiche' la Magistratura italiana aveva secretato gli atti dell'
inchiesta.

"Siamo assolutamente convinti - ha affermato Zaia - che la salute dei
cittadini sia il primo valore a cui qualsiasi Governo debba tenere. E ne
siamo tanto convinti che, insieme con il Ministero della Salute, ci
costituiremo parte civile nelle eventuali azioni penali contro coloro i
quali hanno cosi' vistosamente danneggiato il sistema Italia e la sua
politica di difesa delle eccellenze. Dobbiamo difendere i consumatori
italiani di tutto il mondo e i produttori seri - ha concluso Zaia - . Lo
ripeto ancora una volta: chi adultera il cibo va trattato come un criminale"
.(AGI)

PREZZI: TORINO, IL 17 LUGLIO PRESIDIO SINDACATI E PENSIONATI

(AGI) - Torino, 15 lug - "Fermiamo questa ingiustizia". E' lo slogan della manifestazione dei sindacati dei pensionati e di Cgil, Cisl e Uil di Torino, in programma, il prossimo 17 luglio, davanti alla prefettura, per denunciare "la grave situazione di famiglie di pensionati e di lavoratori dipendenti, che vedono, ogni giorno, falcidiato il potere d'acquisto dei redditi, tra i piu' bassi d'Europa". I sindacati chiedono al governo che "cambi la manovra finanziaria e apra la trattativa con Cgil, Cisl e Uil, sulla base delle piattaforme sindacali su fisco, contratti, tavolo per la rivalutazione delle pensioni, casa, prezzi, tariffe, legge e fondo per la tutela della non autosufficienza" e alle regioni e agli enti locali "di adottare politiche fiscali, tariffarie e dei servizi sociali e delle aziende pubbliche locali che sostengano il potere d'acquisto". I rappresentanti dei sindacati torinesi incontreranno il prefetto per "denunciare la gravita' della situazione"; "far conoscere le proposte del sindacato" e "aiutare e sostenere le iniziative tra istituzioni, associazioni di categoria, camere di commercio, associazioni dei consumatori per una piu' attenta rilevazione dei prezzi, per un monitoraggio della loro evoluzione e per un'efficace calmierazione degli stessi".(AGI)

ASSICURAZIONI: SCAJOLA, UN TAVOLO CON ANIA SU PROBLEMI SETTORE

(AGI) - Roma, 15 lug. - Il ministero dello Sviluppo economico e l'Ania, l'
associazione delle assicurazioni, costituiranno un tavolo di confronto sui
problemi del settore. L'annuncio e' stato dato dal ministro Claudio Scajola
al termine di un incontro con il Comitato esecutivo Ania che si e' tenuto
oggi al Ministero.

"L'assicurazione - ha dichiarato Scajola - puo' fare molto per contribuire
alla competitivita' del sistema produttivo, soprattutto in un momento in cui
il Paese e' chiamato ad affrontare e gestire grandi cambiamenti e ad
investire sul futuro. Ritengo inoltre che possa e debba dare un contributo
importante sia per contrastare il carovita, proseguendo nell'azione gia'
intrapresa di contenimento della dinamica dei premi assicurativi, sia per
integrare il sistema del welfare e contribuire cosi' ad alleggerire le
crescenti pressioni che si stanno manifestando a carico dei conti pubblici".

Una nota del dicastero spiega che nel corso dell'incontro il Presidente dell
'Ania, Fabio Cerchiai, ha presentato al ministro l'iniziativa del "Patto per
i giovani", promosso da Ania, Associazioni dei Consumatori e Polizia
Stradale, che intende responsabilizzare i giovani guidatori, offrendo loro
significative riduzioni del prezzo della rc auto a fronte dell'impegno a
rispettare le regole del Codice della Strada. Cerchiai ha poi ribadito la
disponibilita' delle compagnie a finanziare un'agenzia pubblica per
contrastare il fenomeno delle frodi nelle assicurazioni. Si tratta di un
intervento urgente, ha sottolineato, senza oneri per lo Stato.

Per quanto il risarcimento diretto, la nota evidenzia che e' stato condiviso
un giudizio "sostanzialmente positivo" sulla qualita' e alla tempestivita'
del servizio per gli assicurati. L'Ania ha sottolineato l'opportunita' di
introdurre modifiche tecniche relative al sistema di compensazione fra
imprese. Riguardo alla norma che vieta le clausole di esclusiva nei mandati
agenziali, da parte di Ania e' stato ribadito che essa "non solo non sta
dando i risultati auspicati, ma si sta rivelando controproducente, perche'
non favorisce lo sviluppo di consulenti assicurativi indipendenti e sta
determinando rilevanti aumenti di costi a carico delle compagnie".

Sono state infine analizzate alcune delle problematiche relative alla
riforma del bonus/malus, con particolare riguardo alla norma che vieta alla
compagnie di applicare il malus nel caso di responsabilita' congiunta al
50%. "Si tratta di una norma - ha detto Cerchiai - che incentiva
comportamenti scorretti che possono danneggiare l'intera collettivita'".
(AGI)

Adusbef: «Non esiste alcuna convenienza per i 3,2 milioni di cittadini indebitati a tasso variabile»

Adusbef e Federconsumatori sfidano Governo, Abi e banche, che godono di una
grancassa mediatica inusitata, a provare i risparmi promessi di 850 euro l'
anno, su ognuno dei mutui contratti dal 2004 ad oggi, che al contrario
saranno gravati di ulteriori interessi e di un allungamento del prestito,
per un mutuo ventennale, almeno di 3, 5-4 anni a tassi vigenti.
L'accordo ABI Governo si limita ad offrire al popolo dei mutuatari a tasso
variabile – una soluzione che alcune banche già offrivano da quando i tassi
hanno cominciato ad impennarsi e che ricalca in pieno un mutuo di una
primaria banca, denominato «sonni tranquilli», diventato un vero incubo per
i malcapitati sottoscrittori: se non è più sopportabile la rata lievitata a
causa dell'aumento dei tassi, si allungano i tempi di restituzione, facendo
passare un mutuo trentennale quanto meno a 35-40 anni e più.

La bufala del ministro Tremonti, che delude così le aspettative di milioni
di famiglie, è servita solamente a far passare il falso messaggio di un
cedimento delle banche, le quali non solo non restituiscono nulla ai
consumatori indebitati a tasso variabile, ma ci guadagnano due volte, sia
fidelizzando il cliente che con l'allungamento della vita residua del
debito, incamerando maggiori interessi e maggiori commissioni sulle rate.
Questa soluzione, che non è proprio né innovativa e neppure vantaggiosa per
3, 2 milioni di famiglie strozzate dalle rate, permette alle banche di
anticipare, con un meccanismo finanziario a loro favorevole, la soluzione
di un problema.

Adusbef e Federconsumatori propongono di sostituire la convenzione
Abi-Governo in via di perfezionamento, ma i cui termini sono stati
curiosamente anticipati come se fosse già in vigore, con una nuova norma
che obblighi le banche a dar seguito, a costo zero, alla richiesta di
ristrutturazione del mutuo richiesta dal cliente. Al legislatore poi la
responsabilità di valutare se non sia il caso di introdurre un livello di
tasso predefinito, come avvenne per il decreto Amato del 2000 n° 394.

Oltre a semplificare di molto le procedure, tale norma andrebbe ad
integrare – e non a contrastare - lo strumento della surroga a costo zero
del decreto Bersani vista dalle banche e dalla casta dei notai come fumo
negli occhi e mai osservata, nonostante fosse obbligatoria la sua
applicazione.
Adusbef e Federconsumatori, che depositeranno una class action contro le
banche che hanno violato la legge, per far restituire alle famiglie quanto
indebitamente lucrato(3/4 mila euro come spese di istruttoria, peritali e
notarili), invitano i cittadini a non cadere nella trappola del Governo,
per evitare una deriva di super-indebitamento conosciuto già negli Usa con i
sub-prime, che a parole il ministro dell'Economia Tremonti afferma di
combattere, salvo poi a promuoverlo nella pratica, per non disturbare
troppo il sistema bancario.

Niente più penale d'estinzione: SOSTITUITE IL VECCHIO MUTUO

Niente più penale di estinzione anticipata e niente più autentica notarile
per la cancellazionedell'ipoteca. Queste le principali novità introdotte dal
Consiglio dei ministri di giovedì 25 gennaio in tema di immobili.

Gli acquirenti di un immobile adibito ad abitazione possono richiedere l'
estinzione anticipata totale o parziale del mutuo senza pagare la penale.
Per i mutui che verranno stipulati dall'entrata in vigore della norma ogni
clausola contraria sarà nulla. Per i mutui in essere, l'Abi e le
associazioni dei consumatori hanno definito i modi per riportare ad equità i
contratti.

Salta anche l'autentica notarile per cancellare l'ipoteca sulla casa. La
banca si limiterà a comunicare entro 30 giorni l'avvenuta estinzione del
mutuo alla Conservatoria, che provvederà alla immediata cancellazione dell'
ipoteca.

Vale la pena di fare due conti e sostituire il vecchio mutuo con uno
migliore e magari avere più liquidità (in questo caso le detrazioni fiscali
sugli interessi spettano solo sul mutuo originario).

domenica 13 luglio 2008

Mutui: niente salvataggio per Fannie Mae e Freddie Mac e i titoli colano a picco

Il governo americano non ha in mente il commissariamento per la Federal
National Mortgage Association e la Federal Home Mortgage Corporation
(conosciute ai più come Fannie Mae e Freddie Mac), le due agenzie a garanzia
pubblica specializzate nei mutui ipotecari. Lo ha detto il segretario al
Tesoro americano che ha smentito le voci che davano per probabile il
salvataggio delle due maxi agenzie parastatali. «La nostra missione è
aiutare le due agenzie (che insieme garantiscono circa la metà dei12 mila
miliardi di dollari di mutui immobiliari contratti dagli americani ndr.)
nella loro forma attuale». Era stato il New York Times a dare la notizia
secondo cui Washington stava pensando a un salvataggio d'emergenza per
mettere al riparo le due più grosse società statunitensi specializzate in
mutui. Un'opzione sollevata ieri, giovedì 10 luglio, dopo che l'ex
responsabile della Federal Reserve di St Louis William Poole aveva lanciato
l'allarme sul possibile rischio insolvenza dei due colossi del credito. Alla
notizia i titoli delle due agenzie di mutui immobiliari hanno reagito
negativamente. Fannie Mae, a un'ora dall'apertura di Wall Street, sta
perdendo il 35%, a quota 4,67 dollari, livelli che non si vedevano da 17
anni. Freddie Mac ha fatto peggio (-41%). Le azioni sono scese a 3,36
dollari. A penalizzare fortemente il titolo è anche il downgrade
dell'agenzia di rating Standard & Poor's.che ha abbassato il suo giudizio da
«sell» a «strong sell» sulla prima, con prezzo obiettivo abbassato da 6 a 2
dollari. Per Fannie Mae taglio da «hold» a «sell», con target da 15 a 4
dollari.

Secondo Howard Shapiro, analista della società naewyorkese Fox-Pitt, per
essere considerate insolventi, Fannie Mae e Freddie Mac dovrebbero riportare
svalutazioni rispettivamente per 40 e 37 miliardi di dollari.

Fonte
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/mut
ui-salvataggio-freddiemac-fanniemae.shtml?uuid=36b20276-4f1b-11dd-9d8b-8f971
4c30f74&type=Libero

Crisi dello shopping, saldi e discount: quali consigli per risparmiare?

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Ieri i negozianti e gli esercenti del Mercato comunale di Milano ci hanno parlato del calo dei consumi e qui potete rivedere le videointerviste. Ma cosa ne pensano i consumatori?

Per loro i prezzi sono aumentati, al contrario del potere d'acquisto di salari e stipendi (sopra) e suggeriscono alcuni accorgimenti per risparmiare sulla spesa. Consigliano di controllare i prezzi di frutta e verdura, gli alimenti più cari della stagione. Particolare attenzione anche alle promozioni e all'acquisto di quantità di prodotto adeguate ma non eccessive, senza porre troppa attenzione alla marca, mentre i discount si confermano i punti preferiti per l'acquisto dei generi alimentari.

Per quanto riguarda il caro benzina, i cittadini sono ormai attenti ai consumi visto  che la spesa per il carburante incide in modo sensibile sul bilancio familiare. Molta attenzione anche sulle bollette della luce e del gas. Nonostante l'installazione dei riduttori, infatti, diminuisce la quantità consumata ma non l'importo in bolletta.

Ma quali sono i settori interessati dal crollo dei consumi? Secondo il rapporto Istat, sono diminuiti gli acquisti di scarpe (-6%), abbigliamento (-5%) e giocattoli (-4,9%), seguiti da casalinghi (-4,2%), cartoleria, giornali e utensili per la casa (tutti a -3,4%), gioielli (-2,8%) e cosmetici (-2,7%). A soffrire meno della crisi sono i consumi alimentari, diminuiti in media dello 0,8%, mentre i beni non alimentari calano in media del 3,4%.

Per approfondire l'opinione dei consumatori, su Milano2.0 potete vedere le video interviste che abbiamo realizzato ieri sera durante la notte dei saldi. Cliccate qui per vederle! 

 

http://economiaefinanza.blogosfere.it/

Europa in Rosso: Petrolio sopra 147 dollari, Borse a picco

Nuovo massimo storico per il barile. Listini in forte calo, pesano i timori
sulla tenuta dei colossi dei mutui

NEW YORK - I rinnovati timori sulla tenuta dei colossi Usa dei mutui Fannie
Mae e Freddie Mac e i nuovi record raggiunti dalle quotazioni del petrolio
hanno provocato una vera e propria bufera - l'ennesima - sui mercati
finanziari internazionali, con nuovi, pesanti cali generalizzati sulle
principali Borse internazionali.

LA CORSA DEL GREGGIO - Il greggio ha aggiornato ancora i record storici,
superando per la prima volta i 147 dollari al barile a New York, con un
primato a quota 147,27. A nuovi massimi anche il Brent che a Londra ha
raggiunto i 147,25 dollari al barile. A far impennare i prezzi, i timori di
un deficit delle forniture per uno sciopero minacciato in Brasile, le
tensioni in Medioriente e in Nigeria.

BORSE IN FORTE CALO - Nel frattempo, per le piazze finanziarie mondiali è
stata una giornata di passione: un vero e proprio «venerdì nero» per tutte
le Borse europee, che hanno chiuso in forte e generalizzato calo. L'indice
DjStoxx dei 600 titoli maggiori quotati sui listini del Vecchio Continente
ha accusato un ribasso del 2,73%, pari a 178 miliardi di euro di
capitalizzazione bruciati nella sola seduta odierna.

EUROPA IN ROSSO - Le Borse continentali hanno pagato pegno: Francoforte ha
perso il 2,41%, Parigi il 3,09% mentre Londra ha lasciato sul terreno il
2,69%. A Milano il Mibtel ha perso il 2,48% e l'S&P/Mib il 2,68%. Pesanti i
cali in tutti i comparti, resistono in parte solo gli energetici. A Piazza
Affari, segno più per Saipem (+1,98%) e Tenaris (+1,7%), mentre crolla Buzzi
Unicem (-7,9%). In rosso anche Mediolanum (-5,83%) e Atlantia (-5,40% a
17,676 euro). Fiat (-4,25% a 9,578 euro), si è allontanata dalla soglia dei
10 euro. Pesanti vendite anche su Telecom Italia (-4,24% a 1,287 euro).

GIÙ WALL STREET - Wall Street ha chiuso in calo spinta al ribasso dai timori
sullo stato di salute delle due principali società parastatali che
garantiscono i mutui immobiliari Fannie Mae e Freddie Mac e dal nuovo picco
del costo del petrolio. Il Dow Jones ha perso l'1,14 per cento chiudendo a
quota 11.100,54 punti. Il Nasdaq ha ceduto lo 0,83 per cento per finire le
contrattazioni a 2.239,08 punti. Fannie Mae e Freddie Mac in caduta libera
sono arrivati a perdere circa il 50%. Già molto indeboliti dalla crisi, le
due società hanno quasi dimezzato il valore in Borsa sulla scia delle
indiscrezioni secondo cui potrebbero essere messi sotto tutela governativa.
Dall'inizio dell'anno Freddie ha perso oltre l'87% e Fannie più dell'81%. I
due giganti del credito immobiliare sono sotto tiro da lunedì, per i timori
di crack dopo gli allarmi lanciati sui loro livelli di patrimonializzazione.

TUTELA GOVERNATIVA - Giovedì l'ex responsabile della Fed di Saint Louis,
William Poole, ha detto che potrebbero essere insolventi e avere quindi si
aprirebbe la necessità di un salvataggio governativo. Un loro collasso, in
quanto società «sponsorizzate» dal governo, è fuori questione. Secondo il
New York Times, l'amministrazione Bush potrebbe metterli sotto tutela del
governo con un regime definito di «conservatorship». Questo, secondo gli
analisti, azzererebbe o quasi il valore dei titoli. Senza contare che - come
avvertono alcuni economisti - l'operazione comporterebbe il trasferimento
del debito delle due società nei conti federali. Le due cosità non sono
formalmente legate al governo Usa, ma dispongono di una linea di credito
garantita dall'amministrazione che permette loro di accedere a finanziamenti
a tassi inferiori rispetto alle altre banche o organismi di credito
immobiliare. La loro missione è di «fornire liquidità, stabilità e
accessibilità al mercato immobiliare».

L'INTERVENTO DEL SEGRETARIO - Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson,
nel tentativo di riportare la calma tra gli investitori, che danno evidenti
segnali di nervosismo sullo stato di salute finanziaria di Fannie Mae e
Freddie Mac, ha dichiarato che l'obiettivo primario del governo è
assicurarsi che le due agenzie semigovernative che erogano mutui a tassi
agevolati mantengano la struttura attuale. «Il nostro obiettivo primario è
sostenere Fannie Mae e Freddie Mac e fare in modo che mantengano la
struttura attuale, in modo da potere portare a termine gli obiettivi
importanti che si sono prefissate», ha detto Paulson, cercando di riportare
la calma a Wall Street, dove gli investitori tremano a causa della crisi che
ha investito le due agenzie, il cui ruolo nel mercato immobiliare è
cruciale. Le due agenzie detengono o garantiscono mutui valutati
complessivamente 5.000 miliardi di dollari, oltre la metà dei 9.500 miliardi
di debito degli Stati Uniti. La principale paura degli investitori riguarda
le ripercussioni che un eventuale collasso di una o entrambe le agenzie
potrebbe avere sull'intero sistema finanziario e sull'economia americana.

http://www.corriere.it/economia/08_luglio_11/petrolio_record_2d18ea72-4f39-1
1dd-932f-00144f02aabc.shtml

Casa: Governo studia un piano casa destinato ai ceti sociali deboli

Il Governo starebbe lavorando ad un piano casa destinato ai ceti sociali più
deboli: a comunicare le cifre è il sottosegretario alle Infrastrutture Mario
Mantovani.

In base alle indiscrezioni il piano punta alla costruzione di 100 mila nuovi
alloggi compresi tra i 40 e i 60 metri quadri destinati a essere affittati a
cifre comprese tra i 160 e i 300 euro.

Il piano casa riguarderebbe circa un milione di famiglie (soprattutto
giovani coppie) e prevederebbe che gli alloggi siano assegnati in affitto
temporaneo per 20-30 anni, con diritto di riscatto finale.

I COSTI

La costruzione degli alloggi costerà circa 1.200 euro a metro quadro, per un
totale di circa 5 miliardi in un anno e sarà in parte coperta da privati,
come Fondazioni bancarie e assicurazioni - che otterranno agevolazioni in
cambio dell'impegno a riservare una quota delle nuove abitazioni a edilizia
popolare.

I TEMPI

Il piano potrebbe nascere grazie ad un disegno di legge organico a
settembre, oppure potrebbe rientrare nel maxiemendamento alla Manovra che
prepara il Governo, da presentare alla Camera la prossima settimana.

http://www.finanzautile.org/casa-governo-studia-un-piano-casa-destinato-ai-c
eti-sociali-deboli.htm

Mutui: con il tasso variabile, rata raddoppiata in 4 anni

Tutta colpa dell'Euribor: questo in sintesi è l'allarme lanciato dall'
Adiconsum in uno studio sui mutui a tasso variabile delle famiglie italiane.

In base al sondaggio in soli quattro anni la rata è aumentata di oltre il
50%.

Le cause sono da ricercare dall'impennata del tasso Euribor e non al tasso
Bce: se si confrontano infatti i due valori si nota la diffferenza, quasi un
punto percentuale in più.

Per ovviare a tale situazione, per l'Adiconsum sarebbe dunque più
conveniente collegare i tassi variabili non più al tasso Euribor, ma al
tasso Bce che è meno soggetto alle fluttuazioni del mercato e dalle
speculazioni finanziarie.

Per capire, prendiamo ad esempio un mutuo di 100.000 euro a 25 anni.

Nel 2004 la rata mensile era di 530 euro, legata ad un tasso Euribor 2,06% +
2% spread = 4,06%. La stessa rata sarebbe uguale anche se il mutuo fosse
stato collegato al tasso Bce.

Cosa succede oggi: la rata mensile con l'Euribor al 5.41% + 2% spread
ammonta a 802 euro mese, mentre se fosse stata con Bce 4,25% + 2% spread, la
rata ammonterebbe a 707 euro.

La differenza è di 95 euro al mese (se il calcolo fosse al 30 giugno, la
differenza salirebbe al 107 mese) sull'intero ammontare del mutuo.

La differenza di costo complessivo del mutuo è di ben 15.000 euro, pari ad
un anno di stipendio.

L'adozione dunque del tasso Bce, come riferimento delle operazioni sui mutui
a tasso variabile, permetterebbe di ridurre l'aggravio della rata mensile
agli italiani alle prese con l'acquisto della prima casa.

Economia domestica: si spende meno per gli alimentari. Sale spesa per la casa

Le famiglie giovani, sotto i 35 anni, tirano la cinghia e spendono meno per
gli alimentari, ma spendono di più per arredamenti, elettrodomestici e
servizi per la casa.

Il dato emerge da un'indagine Istat sui consumi degli italiani nel 2007 che
rileva come, la spesa media mensile totale registrata lo scorso anno varia
da un minimo di 1.641 euro per famiglie con un solo componente, a un massimo
di 3.205 euro per quelle composte da cinque o più persone.

Per i single, in particolare, è l'abitazione ad incidere maggiormente sulla
spesa media totale: 34,8% rispetto al 20% delle famiglie con 5 o più
componenti. Queste ultime, rispetto ai single, spendono di più per gli
alimentari: 21,2% contro il 18,3%.

In generale, la spesa media di una famiglia composta da una sola persona è
circa due terzi di quella delle famiglie composte da due componenti.

La spesa scende con l'avanzare dell'età: le famiglie di anziani hanno
livelli di spesa decisamente più bassi di quelli delle famiglie con a capo
un giovane o un adulto.

I single e le coppie con capo famiglia ultrasessantaquattrenne spendono
rispettivamente i due terzi e i tre quarti delle famiglie della stessa
tipologia con a capo un giovane.

Le famiglie più giovani, coppie con capo famiglia di età inferiore ai 35
anni, spendono mensilmente 2.762 euro, ma è bassa la quota di spesa
destinata agli alimentari e bevande (sotto il 16,0%), mentre è alta la
percentuale destinata alle spese per arredamenti, elettrodomestici e servizi
per la casa.

Un elemento che, spiega l'Istat, vale soprattutto per i giovani che hanno
appena acquistato una nuova casa e devono arredarla.

La presenza dei figli, invece, si traduce in un'alta propensione
all'acquisto di abbigliamento e calzature (il 7,9% della spesa totale tra le
coppie con due o più figli), in un maggiore bisogno di spostarsi sul
territorio (un quinto della spesa totale tra le coppie con tre o più figli
vanno ai trasporti) e in una maggiore spesa (intorno al 6,8%) per istruzione
e tempo libero.

A spendere di più, se si considera la professione, sono i nuclei familiari
con capo famiglia impenditore o libero professionista che, in media, spende
3.624 euro al mese, il doppio di quanto spende una famiglia con una persona
di riferimento disoccupata, casalinga o in altra consizione non
professionale.

http://www.finanzautile.org/economia-domestica-si-spende-meno-per-gli-alimen
tari-sale-spesa-per-la-casa.htm

Governi e imprese contro l'aumento dei tassi

Attesi per domani i risultati del toto-Trichet.
BCE accerchiata dai governi dell'eurozona, messa sotto accusa dall'Opec,
malvista dagli imprenditori. Eppure, tanto forte da resistere alle
pressioni; così forte, da mettere in pratica quanto già promesso all'inizio
di giugno: un rialzo dei tassi da un quarto di punto. Con buona probabilità,
domani la Bce non si tirerà indietro, ma la decisione di una stretta
innescherà polemiche ancora più roventi.

Il fronte politico sfavorevole a un cambio di registro della politica
monetaria si è andato compattando negli ultimi giorni, con la creazione di
un insolito asse Madrid-Parigi-Berlino, appoggiato dal Cartello petrolifero,
convinto che la banca europea farà salire i prezzi del petrolio.

Quanto alla Spagna, il premier José Luis Zapatero è tornato la scorsa
settimana a ribadire quanto aveva dichiarato il mese scorso, rimproverando
all'Eurotower di «essere troppo orientata al controllo dell'inflazione». Il
punto cruciale sta proprio nei benefici anti-inflazionistici che
deriverebbero da un giro di vite al costo del denaro. La Francia, per
esempio, non ne è affatto convinta. Anzi. Già duro nell'intervento di lunedì
scorso del presidente Nicholas Sarkozy, l'Eliseo ha manifestato ieri una
aggressività ancora maggiore nei confronti del connazionale Jean-Claude
Trichet, durante l'inaugurazione della presidenza di turno francese all'Ue.
Un aumento dei tassi «è come dare un segnale agli investitori perché
investano nell'euro; ciò farà salire il suo valore in rapporto alle altre
monete, aumentando i problemi della competitività europea sui mercati
internazionali; con l'aumento degli interessi sui mutui si farà precipitare
il mercato immobiliare, già in crisi; le imprese faranno meno investimenti,
perché dovranno pagarli più cari, e meno investimenti significa meno
crescita».
Inoltre, secondo la Francia lo strumento dei tassi era appropriato 20 anni
fa, quando occorreva riportare sotto controllo una massa monetaria non
corrispondente alla ricchezza prodotta. «Oggi l'inflazione non viene affatto
dalla massa monetaria eccessiva, viene dai rincari del petrolio e delle
materie prime. Prosciugare la creazione di moneta per rispondere ai rischi
inflazionistici causati dal petrolio è inefficace nella migliore delle
ipotesi, controproducente nella peggiore».
La Germania usa toni soft, ma il secondo intervento a distanza di pochi
giorni del ministro delle Finanze, Peer Steinbreuck («Un rialzo dei tassi
fornirebbe al mercato segnali negativi che acuirebbero il rallentamento in
atto»), è un segnale molto forte: mai in passato Berlino si era schierata in
modo così netto contro la Bce.
Più sfumata è la posizione dell'Italia, che però mostra di preferire il
mantenimento dello status quo monetario. «Abbiamo pieno rispetto per la Bce,
ma abbiamo ancora maggiore attenzione per la preoccupazione di tutti i
giorni dei cittadini che non ce la fanno ad arrivare a fine mese», ha detto
il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Secco il commento dell'
amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne: «L'aumento dei tassi
non fa bene all'industria».

Fonte : http://ilgiornale.it

Agenzia delle Entrate : il Mutuo può superare il 100%

Risoluzione Agenzia delle Entrate del 17 giugno 2008, n. 248/E.
Nei trasferimenti immobiliari soggetti ad IVA finanziati mediante mutui
fondiari o finanziamenti bancari, l'importo totale del mutuo può essere
superiore al valore dichiarato nell'atto di compravendita.
Questo in sintesi il contenuto della risoluzione n. 248/E dello scorso 17
giugno, con cui l'Agenzia delle Entrate ha risposto all'interpello di un
contribuente che chiedeva di conoscere quale importo debba essere indicato
in fattura e in sede di stipulazione del contratto di compravendita, nonché
se il ricavo da iscrivere in bilancio tra i componenti positivi ai fini
delle imposte dirette debba o meno coincidere con l'imponibile ai fini IVA,
nel caso in cui per l'acquisto il cessionario stipuli un contratto di mutuo
per un importo superiore al costo dell'immobile, al fine di sostenere anche
le spese accessorie alla compravendita.


L'Agenzia ha chiarito che in sede di accertamento è sempre possibile fornire
prova che l'ammontare del finanziamento rilevante ai fini della
determinazione del valore normale è solo parte di quello risultante
dall'operazione di credito ovvero che lo stesso non è finalizzato
all'acquisto dell'immobile. A tale fine, se nel contratto di mutuo è
specificato che parte della somma mutuata non è destinata a sostenere
l'acquisto dell'immobile, per vincere la presunzione occorre fornire prova
documentale della diversa destinazione del predetto ammontare.
Deve essere, pertanto, cura delle parti conservare adeguata documentazione
al fine di superare la presunzione prevista dalla legge.

L'Agenzia ha, inoltre, fatto presente che in riferimento anche all'ultima
finanziaria, nonostante l'entità minima del valore normale dei trasferimenti
immobiliari soggetti ad IVA (finanziati mediante mutui) risulti individuata
ex lege, non si determina un'equiparazione assoluta tra importo del
finanziamento e valore normale, destinata a valere indipendentemente dai
criteri fissati dall'art. 14, del D.P.R. n. 633 del 1972. Ciò significa che
l'Amministrazione non è vincolata dal criterio dell'importo del
finanziamento in tutti quei casi in cui il valore normale, determinato ex
art. 14 del D.P.R. n. 633 del 1972, risulti essere superiore all'ammontare
della sottostante operazione di credito.

Se il cessionario stipula un contratto di mutuo bancario per un importo
superiore al corrispettivo dichiarato nell'atto di compravendita al fine di
sostenere anche altre spese relative all'acquisto dell'immobile, in sede di
accertamento è sempre possibile fornire prova che l'ammontare del
finanziamento rilevante ai fini della determinazione del valore normale è
solo parte di quello risultante dall'operazione di credito ovvero che lo
stesso non è finalizzato all'acquisto dell'immobile. A tale fine, se nel
contratto di mutuo è specificato che parte della somma mutuata non è
destinata a sostenere l'acquisto dell'immobile, per vincere la presunzione
occorre fornire prova documentale della diversa destinazione del predetto
ammontare.

Chiarito questo, l'Agenzia ha fatto presente che la cessione dell'immobile
non può essere fatturata per l'importo corrispondente al valore del
finanziamento, ma al valore effettivamente pattuito fra le parti e che, al
fine di superare la presunzione del maggior imponibile, occorre conservare
con cura la documentazione che prova l'effettiva destinazione delle somme
eccedenti.
Non può, dunque, ritenersi corretto che il cedente fatturi in via preventiva
importi in misura superiore a quelli dichiarati in atto - che, in linea di
principio, coincidono con quelli effettivi del mutuo erogato - al solo fine
di inibire il potere di rettifica dell'ufficio.
Nell'atto di compravendita dell'immobile deve, infatti, essere indicato il
corrispettivo effettivamente pattuito tra le parti e l'Iva deve essere
assolta sulla base dell'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al
cedente, secondo le condizioni contrattuali.

Fonte : http://www.lavoripubblici.it

Attenti all'assicurazione !

Da zero a 1.600 euro: ecco quanto si può spendere per un prestito di
100.000.
Tanto può variare la spesa per aggiungere a un mutuo un'assicurazione che
copra dai rischi di incendio e scoppio. Il dato emerge da una rilevazione
compiuta per CorrierEconomia dal broker MutuiOnline, che ha esaminato le
condizioni praticate dalla ventina di istituti per cui intermedia i
finanziamenti. I dati presentati si riferiscono a un mutuo ventennale per un
finanziamento da 100 mila euro per una casa del valore di 200.000. Per
importi superiori, o per una percentuale più alta della somma finanziata
rispetto al valore dell'immobile, i costi crescono.

Si tratta di prezzi non particolarmente elevati e che servono a garantire la
banca dal rischio di perdita o di danneggiamento del bene ottenuto in
garanzia. Creano però qualche problema di valutazione delle convenienza di
un finanziamento rispetto all'altro, come spiega Roberto Anedda,
vicepresidente di MutuiOnline: «Il confronto corretto tra due prestiti di
medesimo importo, durata e tipologia si fa basandosi sul Taeg. Noi lo
calcoliamo sempre tenendo conto delle polizze, quando invece le banche
presentano i loro fogli informativi non sempre lo fanno, basandosi su un'
interpretazione cavillosa anche se probabilmente corretta delle norme: il
Taeg deve comprendere tutte le spese obbligatoriamente legate al
finanziamento. La questione è che la legge non obbliga a fare la polizza
incendio, mentre nessuna banca eroga i sodi, ragionevolmente devo dire,
senza la polizza».
Tra gli istituti che non chiedono garanzie ci sono Ing Direct, Che Banca! e
Ge Money Bank.
Dalla lettura dei dati si evince che la maggior parte delle banche chiede
una cifra all'inizio del finanziamento, con tre possibilità: o il cliente
salda subito o la cifra viene detratta dal finanziamento erogato (esempio:
mutuo da 100 mila euro, polizza da 1000 euro, cifra erogata 99 mila euro)
oppure, ma la differenza è davvero marginale, viene aggiunta al
finanziamento erogato (mutuo da 100 mila euro, polizza da 100 euro, rate
pagate su 101 mila euro). In questi casi si pone un problema non
indifferente segnalato di recente dall'Isvap: in caso di chiusura anticipata
del prestito si rischia di perdere le somme pagate per il periodo di cui nei
fatti non si usufruisce più della garanzia.
Altre banche invece chiedono un pagamento o su base annuale o, addirittura,
rata su rata, e quindi in questo caso senza problemi quando si estingue il
prestito.
Un caso a parte è quello di Cariparma, che propone una polizza, con
pagamento aggiuntivo di 6,13 euro per rata nel caso da noi prospettato, che
però fornisce anche garanzie aggiuntive per malattia, morte e
disoccupazione.
E qui si apre un altro capitolo. «Le polizze aggiuntive — spiega Anedda —
sono ormai proposte da tutte le banche anche se sono di fatto obbligatorie
solo nel caso di cliente con profilo finanziario o anagrafico a rischio o
quando il finanziamento viene erogato per un ammontare superiore all'80% del
valore della casa».
Impossibile dare valori standard. Per fare solo qualche esempio, San Paolo
Intesa propone una serie di soluzioni complete per il rischio morte,
invalidità e disoccupazione. Il costo è pari al 5,645% della rata per
finanziamenti di durata decennale e del 6,837% se ventennali.
Unicredit Banca per la casa offre una serie di garanzie in partnership con
Credit Ras. Consideriamo il caso morte: un maschio di 30 anni per
assicurarsi per 10 anni dovrà pagare a inizio finanziamento 8,31 euro per
ogni mille di prestito; a 50 anni la cifra sale a 33,38. Se il cinquantenne
pensa a un mutuo ventennale deve mettere in conto addirittura 92,08 euro
ogni mille, con un incremento del costo del mutuo superiore al 9%.
Barclays Woolwich offre ai dipendenti, con Helvetia, una protezione per
inabilità temporanea, totale e disoccupazione. Il costo è pari al 2,4% della
rata mensile.

Fonte : http://corriere.it

Mutui : gli effetti dell'aumento dei tassi

Tasso Bce aumentato al 4.25%, mutui più cari per le famiglie italiane.
Questa l'equazione nella mente del risparmiatore che ogni giorno combatte
con l'aumento della rata variabile. In realtà il meccanismo di trasmissione
fra le decisioni prese a Francoforte non è poi così immediato: come
probabilmente ben sanno i mutuatari, i finanziamenti a tasso variabile sono
indicizzati non al tasso di riferimento della Bce (quello che Jean-Claude
Trichet e soci hanno alzato pochi minuti fa dal 4 al 4,25%, tanto per
intenderci), ma a quegli Euribor che da tempo stazionano su valori ben più
alti e che in genere si muovono in anticipo per riflettere le decisioni
future dei banchieri.

Così l'effetto del rialzo dei tassi della Bce sui tassi interbancari si è
già avuto un mese fa, quando Trichet aveva chiaramente aperto la porta a un
rialzo nella riunione di luglio. Un impatto tutto sommato limitato, in
questo caso, perché l'Euribor a un mese (base 360) è passato dal 4,39% medio
di maggio al 4,46% del fixing di stamattina mentre la scadenza a sei mesi è
salita dal 4,86% al 4,97 per cento. Tradotto in soldoni, la mossa della Bce
ha provocato un aumento di 6 euro (da 700 a 706 euro, rispetto però ai 562
euro del valore di partenza) sulla rata mensile di un prestito ventennale da
100mila euro acceso nel settembre 2005 (alla vigilia, cioè, dell'ondata di
aumenti del costo del denaro decisa da Francoforte).

Il problema per i risparmiatori, se mai, è capire se la mossa della Bce sia
isolata o sia invece il preludio a una nuova serie di rialzi. E soprattutto,
quanto a lungo possa continuare l'anomalia che vede i tassi interbancari
sensibilmente al di sopra dei saggi ufficiali a causa della crisi di fiducia
provocata dall'ondata subprime sui mercati del credito. Le previsioni degli
operatori, per il momento, scontano un altro aumento di 25 punti base dei
tassi entro dicembre e segnalano per l'Euribor a 3 mesi un valore in
crescita al 5,03% per settembre e al 5,18% per fine anno. Nel 2009, secondo
le attese di mercato, la situazione sui tassi interbancari potrebbe
cominciare a migliorare, ma con gradualità. Previsioni meno fosche rispetto
a quelle di qualche settimana fa (quando l'Euribor a tre mesi veniva
indicato addirittura al 5,40% a fine 2008), ma che ugualmente non suonano
beneaugurati per chi ha un prestito a tasso variabile.

Fonte : http://ilsole24ore.com

Mutui : conviene comprarli su internet?

Mutui on line o semplice vetrina di prodotti ?
Sono stati messi alla prova quattro prodotti di banche italiane, inoltrando,
per ogni istituto di credito tramite il rispettivo sito web, una richiesta
online di finanziamento per l'acquisto della casa. Bene, nonostante siano
stati utilizzati nomi e cognomi di personaggi fittizi, in tutti e quattro i
casi la richiesta ha ottenuto un riscontro positivo ed è stato comunicato,
via e-mail o per telefono, che "il mutuo è stato approvato". La logica
conclusione è che quelle procedure di richiesta online del mutuo servono
più per "agganciare" il cliente e avvicinarlo all'offerta della banca.
Abbiamo posto qualche domanda a Roberto Anedda, vice-presidente di
MutuiOnline, il broker finanziario specializzato nell'offerta di
finanziamenti online, che, proprio nel mese di febbraio, ha chiesto la
quotazione in Borsa.

L'intervista

Le banche possono anche mettere a disposizione dei clienti una sorta di "
motore di ricerca" online, grazie al quale, inserendo alcuni dati di
carattere generale, per esempio il reddito, si possa offrire una prima
risposta orientativa del tipo: "il tuo profilo corrisponde ai parametri
della banca". Questo, però, non è un mutuo online, ma piuttosto un semplice
strumento informativo.

Cos'è, allora, il mutuo online?

La vera valenza del mutuo online si ha quando, come nel caso di MutuiOnline,
fin dall'inizio il potenziale cliente può parlare con qualcuno, cioè con un
consulente. L'idea è che, dopo aver individuato un prodotto che risponde
alle proprie esigenze, il cliente chiami un contact center e possa ricevere
una consulenza a partire da informazioni precise: non solo come si chiama e
qual è il suo reddito, ma anche qual è il tipo di immobile che vuole
acquistare, dove si trova, quanto costa… Quando si parla di mutuo, insomma,
è sempre necessaria una personalizzazione, anche se "a distanza".


Tuttavia, voi avete rinunciato ad avere una rete di vendita…Cos'è, allora,
il mutuo online?

A dire il vero, già da diverso tempo, MutuiOnline dispone di una rete di
collaborazione costituita da agenti immobiliari e operatori finanziari che,
tramite una convenzione con MutuiOnline, vendono mutui "al dettaglio", alle
condizioni proposte da MutuiOnline. Se parliamo, invece, della possibilità
di creare una rete di negozi, al momento, non se ne parla.


Una scelta in contro-tendenza, rispetto a quella di alcune banche online
che, invece, si stanno muovendo proprio in questa direzione…

La decisione di affiancare al canale online una rete di persone che possono
fornire una consulenza su mutui e altri prodotti di finanziamento, fa parte
di quell'insieme di servizi aggiuntivi che servono alle banche per
fidellizare il cliente ed attirare nuovi clienti. Per un istituto di
credito, il mutuo online, continua a rappresentare, comunque, una fetta poco
significativa del business complessivo. Il canale web rappresenta,
semplicemente, uno strumento in più attraverso cui vendere i propri
prodotti.


Quindi non è vero che il settore dei mutui online è in crisi...

L'anno scorso come Gruppo MutuiOnline abbiamo erogato complessivamente poco
meno di 700 milioni di euro. Da quando la società è nata, abbiamo continuato
a crescere, anno dopo anno. Anche a livello di mercato, comunque, non mi
pare che il mutuo online stia vivendo una fase di crisi o di rallentamento.
Il servizio dei mutui online tende ad allargarsi, perché c'è più gente che
utilizza internet, comincia lentamente a cambiare l'atteggiamento verso i
nuovi mezzi, c'è una mentalità diversa. Certo, nessuno dice che il settore
dei mutui online, da un anno all'altro, possa triplicare o quintuduplicare
il proprio giro d'affari. Comunque, si tratta di una realtà che, piano piano
,sta prendendo piede.


Cosa ostacola, in definitiva, un ulteriore ampliamento del mercato dei mutui
online?

Molte persone sono ancora "lontane" dalle nuove tecnologie, diffidano dello
strumento internet e manifestano una scarsa propensione ad utilizzarlo.
Tuttavia, credo che con il cambio generazionale e, soprattutto, grazie all'
esperienza positiva delle singole persone e al passa-parola, ci possano
essere dei margini di crescita. Nono a caso, a conferma del buono stato di
salute del mutuo online, il numero di banche con le quali noi collaboriamo
continua a crescere di anno in anno: oggi ne abbiamo circa quaranta; l'anno
scorso se ne sono aggiunte almeno cinque.


Il mutuo è l'investimento di una vita. Impegna una famiglia anche per un
periodo di 30 o 40 anni. Qual è la molla che dovrebbe scattare per
convincerla a chiedere un mutuo online, invece che recarsi in filiale?

Proprio il fatto che si tratti di un investimento che impegna la famiglia
tutta la vita, porta molte persone, prima di tutto, a cercare di informarsi
il più possibile sull'offerta del mercato. Da questo punto di vista,
internet è uno strumento importante: qui la famiglia può effettuare un primo
esame dell'offerta e verificare se, ad esempio, c'è un prodotto che sembra
soddisfare le sue esigenze.


In questo modo, però, il "mutuo online" rischia di ridursi ad una "vetrina"
di prodotti che poi, i clienti, vanno ad acquistare in filiale…

È vero, una parte di persone si ferma qui: si è fatta un'idea dei prodotti
disponibili sul mercato, e, a questo punto, si reca in banca per chiedere il
finanziamento. Ma c'è anche chi, dopo aver trovato un prodotto che sembra
corrispondere alle sue esigenze, prende in mano il telefono, oppure invia
una richiesta di informazioni via mail. In questo modo, si instaura un
contatto preliminare attraverso cui, come nel caso di MutuiOnline, il
consulente aiuta i potenziali clienti ad individuare il prodotto più adatto
alle proprie richieste. È chiaro che, di questi clienti, solo una parte
deciderà di concludere la pratica via web.


Veniamo alla fatidica domanda: meglio il fisso o il variabile?

Qualche anno fa, la differenza tra il tasso fisso e il variabile poteva
raggiungere i due – tre punti percentuali. Allora, abbiamo consigliato il
variabile perché era un prodotto conveniente. Oggi, questa differenza in
termini di tasso si è praticamente annullata e, nella situazione attuale io,
ormai dai parecchi mesi, consiglio il fisso. È chiaro che, tuttavia, non
esiste un mutuo "valido" per tutti.


Ma c'è chi dice che oggi il variabile sia comunque conveniente perché, anche
se i tassi aumenteranno ancora, probabilmente dal 2010 cominceranno a
scendere, e allora la rata sarà più contenuta.

Il ragionamento torna. Ma c'è anche un altro aspetto da considerare. Nella
fase attuale in cui non c'è una differenza sostanziale tra il fisso e il
variabile, il fisso rappresenta comunque la certezza di fronte all'
incertezza. Per una famiglia che ha un reddito medio e sceglie un mutuo a
tasso variabile, successivi aumenti del tasso Bce possono tradursi in una
crescita eccessiva della rata. In questo caso, meglio scegliere il fisso.
Certo che, se siamo di fronte ad un reddito elevato, sul quale un aumento
della rata a seguito di alcuni rialzi della Bce, non inciderebbe in modo
significativo, allora è chiaro che possiamo fare anche un ragionamento di
tipo diverso…


Oggi la tendenza è a chiedere un ammortamento più lungo, rispetto a qualche
anno fa. E, per averlo, la famiglia è disposta a pagare di più.

È vero, se c'è una differenza di tasso contenuta tra i 20 ed i 30 anni, chi
chiede un mutuo oggi preferisce stare tranquillo e pagare una rata un po'
più contenuta per un numero maggiore di mesi, anche a fronte di costi più
elevati.


I Mutui online vanno bene. Cosa dire degli altri comparti del credito, dai
prestiti online, al consolidamento, al segmento sostituzione e liquidità,
alle carte revolving?

La parte di credito al consumo erogata l'anno scorso dal Gruppo MutuiOnline
ammonta a poco meno di 95 milioni di euro. Siamo attorno al 13-14% del
nostro giro d'affari legato all'intermediazione finanziaria . Si tratta di
una porzione più piccola rispetto ai mutui perché, anche se magari facciamo
più operazioni, ovviamente l'importo medio è molto più contenuto: siamo
attorno agli 11-12 mila euro.


Mutui a parte, qual è il prodotto che vendete meglio?

Sicuramente il prestito personale, per la sua natura di finanziamento "non
finalizzato" e quindi, più versatile. Negli ultimi anni, sono andati bene
anche i prestiti "consolidamento" e "liquidità". Su altri prodotti, invece,
i canali di vendita preferenziali sono sicuramente altri.


Facciamo qualche esempio.

La carta revolving ha funzionato di più in anni passati perché era un
fenomeno nuovo, c'era maggiore interesse da parte della clientela; poi, man
mano, il numero di richieste è scemato. Idem per quanto riguarda il "Quinto
dello Stipendio": in questo caso, si tratta di un prodotto complesso, poco
trasparente e anche poco conveniente. È necessario un processo di
razionalizzazione – regolamentazione del settore cui il governo sta cercano
di provvedere.

Fonte : http://mutuiaconfronto.com

Casa: i costi salgono

Da Federconsumatori arriva la stima dei costi per il 2008.
Secondo un indagine fatta dalla Federconsumatori il 2008 sta registrando
importanti modifiche sui costi di mantenimento della propria casa dovute a:
un rallentamento della bolla immobiliare e quindi degli affitti ( + 2%) Un
notevole aumento dei mutui, causa subprime e tasso Euribor ultimi dodici
mesi più previsione luglio + 49 Euro.
Azzeramento ICI prima casa, ma aumento notevolissimo delle bollette
energetiche oltre a quelle di acqua e RSU.
Aumenti consistenti per costi manutenzione ordinaria e straordinaria
Spese per il mantenimento per l'appartamento in affitto e di proprietà ormai
i prezzi sono alle stelle.
Previsione di variazione 2008/2007 costi mantenimento appartamento in
affitto segnano un aumento di un centinaio di Euro per famiglia in un paio
di mesi. Da conteggi fatti con precisione si evince che una famiglia in
affitto pagherà di più quest'anno 61 Euro mese pari a 732 Euro anno. Quella
in proprietà 49 Euro mese in più pari a 588 Euro anno.

Fonte : http://federconsumatori.it

Mutui Usa, le due agenzie parastatali sull'orlo del crac

Lo ha sostenuto l'ex presidente della Fed di St.Louis, William Poole. Ma
secondo il segretario del Tesoro, Henry Paulson, sono «ben capitalizzate».
In difesa anche Bernanke (Fed). Nuovo crollo in Borsa

Sono a rischio insolvenza Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie a
garanzia pubblica specializzate nei mutui ipotecari. Lo ha detto l'ex
presidente della Federal Reserve di St.Louis, William Poole, secondo cui
stanno aumentando le probabilità che il governo americano debba ricorrere a
un salvataggio delle due società travolte dal collasso dei mutui subprime.
Il mercato ha subito reagito molto negativamente e a Wall Street giovedì è
scattata una nuova corsa alle vendite dopo quelle della vigilia. Fannie Mae
alle 19 ora italiana accusava un ribasso dell'11,7%, mentre Freddie Mac
andava giù del 22% toccando i minimi da 17 anni. A mettere il carico sulla
situazione già ampiamente critica il fatto che Ubs ha drasticamente tagliato
il prezzo obiettivo di Freddie Mac.

Poole - in una intervista riportata dall'agenzia Bloomberg - ha spiegato che
«il Congresso dovrebbe ammettere che queste società sono insolventi e che
consentono di farle sopravvivere come baluardi di privilegi finanziati dai
contribuenti». Numeri alla mano, Poole precisa che Freddie Mac ha ormai
debiti che superano di 5,2 miliardi di dollari il valore dei propri asset
nel primo trimestre, diventando così insolvente in base al corretto valore
espresso dai parametri contabili. Stesso discorso per Fannie Mae, il cui
effettivo valore degli assett - spiega ancora Poole - è calato del 66% a
12,2 miliardi di dollari e potrebbe quindi essere negativo nel trimestre
successivo.

Al contrario, secondo l'autorità di controllo i due colossi del
rifinanziamento immobiliare «dispongono di fondi propri adeguati». Così il
segretario del Tesoro Usa, Henry Paulson, a proposito dell'attuale
situazione finanziaria delle due compagnie parastatali. Fannie Mae e Freddie
Mac, ha detto Paulson davanti al Comitato sui servizi finanziari della
Camera, stanno passando attraverso il periodo impegnativo di una decisa
crisi del settore abitativo che ha colpito il mercato del credito. I due
gruppi, ha aggiunto il ministro, «ricoprono un ruolo importante nell'attuale
mercato immobiliare ed è necessario che lo facciano anche in futuro».

Dello stesso tenore l'intervento del numero uno d ella Banca centrale, Ben
Bernanke: Fannie Mae e Freddie Mac sono «ben capitalizzate» da un punto di
vista regolamentare, ma «potrebbero fare un lavoro migliore se fossero
supervisionate e capitalizzate meglio». Questo il giudizio espresso da
Bernanke nel corso di un'audizione parlamentare. Le due agenzie parastatali,
ha sottolineato Bernanke, hanno «un ruolo cruciale» nell'economia
statunitense.

Con l'aggravarsi delle difficoltà finanziarie, Fannie Mae è stata costretta
mercoledì a mettere mano a una emissione di bond da tre miliardi di dollari
con un rendimento record rispetto alla analoga tipologia di Treasury, segno
che il rischio di insolvenza è ora più elevato. Il titolo è così crollato
del 13% in Borsa toccando ai minimi da 14 anni. Al tempo stesso, i
credit-default swaps indicano che i trader stanno trattando il debito
dell'agenzia come se fosse di cinque livelli più basso rispetto alla Tripla
A assegnata tuttora dalle maggiori agenzie di rating.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/mut
ui-fannie-freddie-poole-fed.shtml?uuid=1222b1f2-4e77-11dd-b051-27168da13c96&
type=Libero

Mutui, Mediolanum lancia fondo di solidarietà per i clienti

I risultati del secondo trimestre sono stati nettamente migliori del primo».
Lo ha detto Ennio Doris, presidente del Gruppo Mediolanum, a margine di una
conferenza stampa sulla presentazione di due nuove iniziative del Gruppo. I
dati definitivi saranno divulgati a fine mese.

L'amministratore delegato di Mediolanum ha detto anche di non essere
dispiaciuto per l'introduzione della Robin Tax. «L'importante è che si
lavori per avere uno Stato più efficiente e che la Robin tax sia temporanea.
È vero che in Italia le banche sono tassate più che in altri Paesi, ma
l'Italia ha un debito più alto e un costo dei servizi pubblici più elevato.
Credo sia di quattro punti percentuali più elevato che in Germania - ha
aggiunto Doris -. Ci sono più costi, ci devono essere più entrate». E
rispetto all'ipotesi di gravare con maggiori costi sulle famiglie, «è
preferibile che facciano pagare noi, pazienza». Circa i timori poi che le
banche facciano pagare ai clienti i maggiori costi sopportati, «sarebbe non
corretto e controproducente - ha detto Doris -. Sarebbe un errore strategico
e tragico per chi lo facesse».

Doris ha poi annunciato la nascita di un conto di deposito con interesse
minimo garantito del 5% e di un fondo di solidarietà per tutti i clienti che
hanno un mutuo. «Double Chance», che nasce dalla collaborazione con
BlackRock, JPMorgan e Morgan Stanley, è un servizio finanziario che prevede
da parte dei sottoscrittori il deposito di un capitale minimo di 25 mila
euro su un conto con tasso di interesse minimo garantito del 5% per due anni
o pari all'Euribor a tre mesi, se più alto. In automatico saranno
predisposti investimenti periodici sui mercati finanziari internazionali
secondo il principio, enunciato da Doris, di «non fare scommesse, ma
diversificare per cogliere tutte le opportunità». Con questo strumento Banca
Mediolanum prevede di incrementare le performance, già positive in
controtendenza con l'andamento del mercato italiano.

Riguardo ai mutui, invece, oltre al taglio unilaterale dei tassi annunciato
tre settimane fa, Banca Mediolanum ha deciso di creare un fondo di
solidarietà per i clienti colpiti da malattie o infortuni che determinino
una grave invalidità permanente. Il fondo che, a differenza delle
assicurazioni, non comporterà costi aggiuntivi per i clienti, interverrà
annullando il debito e cancellando l'ipoteca. Il fondo di garanzia entrerà
in funzione dall'1 ottobre ed estinguerà i mutui fino a 250 mila euro.

Il 5 per mille di quanto la società incasserà dalla vendita di Double Chance
sarà destinato al fondo di solidarietà; se i ricavi non dovessero bastare,
sarà Mediolanum a coprirlo. Secondo le previsioni della Banca, il costo
complessivo delle operazioni annunciate sarà di circa 8 milioni di euro nei
prossimi 22 anni sulla base dei vecchi clienti; considerando anche le nuove
erogazioni previste per lo stesso periodo, arriverà invece a 50 milioni di
euro.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/dor
is-mediolanum.shtml?uuid=d86d290a-4e86-11dd-b051-27168da13c96&type=Libero

Non ce la si fa più!! Benzina, nuovi rincari per verde e diesel: a quota 1,60 euro

Nuovi rincari per i prezzi dei carburanti. Spinti dal caro-greggio benzina e
gasolio sfiorano
ormai quota 1,60 euro al litro. Da quanto si apprende da fonti di settore,
infatti, con gli aumenti scattati oggi, sabato 12 luglio, il prezzo di verde
e diesel si è portato, in alcune pompe di benzina, a 1,558 euro al litro.
Da quanto risulta a far scattare i nuovi aumenti è stata Agip. Già nei
giorni scorsi si era registrata sui listini dei prezzi che le compagnie
consigliano ai propri gestori una serie di aumenti che avevano portato i
prezzi ad infrangere la soglia degli 1,55 euro al litro. A pesare
sull'andamento del costo dei carburanti sono le quotazioni del petrolio, che
nelle ultime settimane continuano ad avere impennate e che anche ieri sono
schizzate ad un nuovo picco, superando i 147 dollari al barile, un livello
mai raggiunto prima. Con i nuovi rialzi di oggi la benzina e il gasolio
puntano
ormai verso la soglia di 1,60 euro al litro. Il pieno di un'auto di media
cilindrata arriva a costare quasi 78 euro.

Approfondimenti su
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/pet
rolio-nuovo-record.shtml?uuid=6daba8ac-4fef-11dd-b867-c457b846b38b&type=Libe
ro

domenica 6 luglio 2008

La Bce alza i tassi....e ora?

 

La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa, con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa (Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni) è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di consumo. Chi ha ragione?
La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece, ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità (accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta, nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo tutti morti.
I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia contro l'inflazione programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea.

«Necessaria la decisione Bce» Draghi: così proteggiamo i salari

 

La Banca centrale europea non aveva alternative all'aumento dei tassi d'interesse. «È stata presa una decisione necessaria, all'unanimità, e ampiamente anticipata dai mercati», dice il governatore di Bankitalia Mario Draghi, nel corso di un intervento a Modena.
Draghi, che ha concorso alla scelta di aumentare i tassi in qualità di componente del Consiglio della Bce, spiega nel dettaglio i motivi che hanno spinto la banca a una decisione impopolare, ma a suo dire necessaria. «I tassi d'inflazione erano già in autunno sopra il 3%; adesso sono oltre il 4% e in alcuni Paesi dell'area euro ben oltre il 5% - argomenta Draghi -; se poi prendiamo in considerazione alcuni beni di largo consumo familiare, il dato è molto più marcato. Pensavamo che gli aumenti, derivanti dal petrolio e da altri beni di base, fossero temporanei. Quando si è capito che i rischi aumentavano - aggiunge - la decisione è stata necessaria, anche perché lasciare che aumentasse il tasso d'inflazione a medio termine significava erodere ancora il potere d'acquisto dei salari».
Decisione necessaria, dunque, anche se «penosa» nel breve termine, conclude Draghi, e comunque non eludibile in base al mandato anti-inflazione della Bce. Lo stesso presidente della Commissione europea, Manuel Durao Barroso, difende l'operato della Banca centrale di Francoforte. «Sarebbe stato molto difficile per la Bce non prendere la decisione di alzare i tassi, non c'era altra scelta. Una decisione diversa - spiega Barroso - sarebbe stata sorprendente, visto che l'inflazione è una minaccia che può mettere in pericolo l'economia mondiale». Il presidente della Commissione ammette che nelle capitali europee ci sono punti di vista diversi sui tassi, «ma trattandosi d'inflazione - puntualizza - ho più fiducia nei banchieri centrali che nei politici». Barroso aggiunge di essere preoccupato anche per l'indebolimento del dollaro sull'euro, ma non si aspetta alcuna decisione in proposito da parte del G8, che si riunisce nei prossimi giorni nell'isola di Hokkaido, nel Nord del Giappone.
Le aspettative sull'andamento dei prezzi non sono positive. Secondo Manuel Gonzales Paramo, consigliere del board della Bce, difficilmente scenderà sotto il 4% nella zona euro prima dell'autunno. Anche la crescita economica dell'area non sarà brillante attestandosi nel 2009, prevede Gonzales Paramo, fra l'1,4 e l'1,6%. Tuttavia il governatore austriaco Klaus Liebscher non ritiene che un aumento di un quarto di punto possa deteriorare la congiuntura nell'area euro.
«La Bce - spiega a sua volta il banchiere centrale lussemburghese Yves Mersch - può far poco per influenzare i prezzi internazionali delle materie prime, ma può intraprendere passi per scoraggiare l'inflazione domestica». Nonostante il presidente Jean-Claude Trichet abbia assicurato che non sono alle viste altri rialzi dei tassi, le parole di Draghi e degli altri banchieri centrali europei nel day after sembrano concordate per lanciare un messaggio di intransigenza, soprattutto nel caso in cui le tensioni inflazionistiche dovessero aggravarsi.

Gli Italiani hanno paura di diventare poveri

Un nuovo settore assicurativo si sta aprendo in Italia: quello relativo alla
paura degli italiani di diventare poveri. Tale paura è infatti supporatata
dalle guerre ad oggi in atto, dalle grandi catastrofi ambientali. Tale
timore ha infatti portato gli italiani a chiedere alle compagnie
assicurativi quali soluzioni sono da loro previste contro lo spettro della
povertà. La paura della povertà colpisce soprattutto gli over 40 che
sentendo anche il rischi di malattie improvvise si preoccupa di non poter
più fare fronte agli impegni economici presi e di non poter mantenere lo suo
stile di vita e quello della sua famiglia.

Il bonus sull'usato

Volete ristrutturare casa? Avete almeno tre possibilità che presentano
caratteristiche diverse. Da un lato c'è il bonus Irpef del 36% previsto per
i contribuenti che effettuano interventi di recupero edilizio, recentemente
prolungato dall'esecutivo fino al al 2007.
La seconda opzione è rappresentata dall'accensione di un mutuo. Numerose
banche infatti offrono prodotti per questo tipo di operazione. Il bonus
Irpef è applicato fino ad un importo massimo di 48mila euro. L'Agenzia delle
Entrate conferma che le richieste per il bonus sono in aumento ed
effettivamente questa è la soluzione migliore se le cifre sono contenute. Il
mutuo diventa invece conveniente se la somma che vi serve è elevata e supera
i 30mila euro. Se i costi si pareggiano, valutate le possibilità di
considerare anche la terza ipotesi, vale a dire il prestito personale. Le
condizioni di un mutuo e di un prestito sono diverse. Per il prestito
personale giocano un ruolo fondamentale diversi fattori: la velocità di
erogazione, la semplicità e le spese ridotte (non è obbligatoria la polizza
incendio).
Il prestito personale inoltre vi permette di risparmiare sulle spese per l'
accensione e la cancellazione dell'ipoteca e su quelle fiscali, come l'
imposta ipotecaria. Se scegliete di affidarvi invece ad un mutuo ipotecario
offerto dagli istituti potrete contare su importi più consistenti (il tetto
massimo per il bonus Irpef è di 48mila euro) che per alcune banche sono
paragonabili a quelli per il mutuo di un acquisto, a durate sicuramente più
lunghe (anche fino a venti e trenta anni) e a tassi più bassi che fanno la
differenza su un lungo periodo.

Una stangata sui mutui

La Banca centrale europea non fa sconti neppure d'estate. Nel mese di agosto
è arrivato l'aumento del costo del denaro dello 0,25%.
Si tratta del quarto rialzo in otto mesi da parte della Banca di Francoforte
e il conto si fa salato. Soprattutto per chi ha deciso negli ultimi anni di
mettere su casa accendendo un mutuo. Secondo i dati forniti dalle
associazioni dei consumatori, gli italiani in fatto di mutui possono
arrivare a pagare anche più di 160 euro al mese, traducibili in un anno in
più di 650 euro di rincaro.
Sempre secondo Adiconsum, per chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile
di 100mila euro l'aumento è di dodici euro mensili nel caso di un prestito a
quindici anni, sale a 15 euro al mese se la durata del mutuo è di trent'
anni. Non consola neppure guardare la situazione degli altri Paesi fuori
dalla zona Euro, dove in alcuni casi i tassi di riferimento sono ancor più
elevati.
Secondo una elaborazione di Mutuionline.it, chi ha contratto un mutuo di
100mila euro della durata ventennale nel dicembre 2005 pagava una rata di
583 euro, diventata a marzo 2006 di 595 euro, dopo 3 mesi salita a 608 euro
e si ritrova a pagare oggi 621 euro con un tasso al 4,31%. (3,56% a fine
2005). La rata mensile per mutuo a tasso variabile della durata trentennale
è passata da 463 euro del dicembre dello scorso anno a 478 euro del marzo
2006, per salire a 492 euro nel giugno fino ai 507 euro odierni con un tasso
al 4,51% (3,76% a fine 2005).
L'aumento ha colpito anche coloro che hanno sottoscritto prestiti
rimborsabili a rate attraverso la cessione del quinto dello stipendio. Per
chi ha usufruito di questa pratica per comprare elettrodomestici e prodotti
per la casa, si tratta di una spesa aggiuntiva in media di 93 euro all'anno
per un acquisto che si può rimborsare in cinque anni.

Un aiuto per il mutuo

Chiedere e ottenere un mutuo per l'acquisto della casa è un'operazione che
richiede come ogni prodotto giuridico molta attenzione. Per ottenere un
mutuo è normalmente sufficiente rivolgersi ad una banca e fornire i
documenti che questa richiede. Generalmente ci si può avvalere anche di un
mediatore finanziario oppure alle Associazioni dei Consumatori o anche al
notaio di fiducia. La garanzia ipotecaria impone per legge la prestazione
notarile, in quanto si va a toccare il registro pubblico delle proprietà
immobiliari. Le più frequenti domande su mutui e finanziamenti possono
trovare risposta oggi grazie a "Mutuo informato", la guida per il cittadino
realizzata da Consiglio Nazionale del Notariato con la collaborazione delle
Associazioni dei Consumatori. La pubblicazione riguarda le questioni che
ricorrono più frequentemente quando ci si deve confrontare con la stipula di
un mutuo per l'acquisto di una casa, sottolineando i passi falsi che si
devono evitare per non compromettere il buon esito dell'operazione.
I capitoli riguardano il contratto, il tasso di interesse e le spese
accessorie, le condizioni, i tempi di istruttoria ed erogazione, i vantaggi
e gli svantaggi della rinegoziazione, la cancellazione dell'ipoteca, la
detraibilità fiscale, le clausole vessatorie, le conseguenze del ritardo nel
pagamento delle rate. Un'attenzione particolare è dedicata alla funzione del
notaio di tutela preventiva a favore dei cittadini e della collettività,
funzione svolta al tempo stesso anche dalle Associazioni dei Consumatori.
Per ulteriori informazioni si può cliccare su www.notariato.it

Il mutuo è perpetuo...

L'era dei prestiti a tassi stracciati è terminata. Non solo per l'aumento
del costo del denaro deciso dalla Banca centrale europea ma anche perchè gli
osservatori prevedono altre manovre che porterebbero il tasso di riferimento
al 3,5%. Rispetto ad un anno fa sono sempre di più gli italiani che, avendo
a che fare con un mutuo, si muovono sul filo del rasoio. Eppure la tendenza
dei nostri connazionali è quella di continure ad indebitarsi.
Secondo Assofin, nel primo semestre di quest'anno sono stati erogati per il
credito al consumo 26,6 miliardi di euro, con un incremento del 15,1%
rispetto allo stesso periodo del 2005. E se guardiamo nello specifico alla
richiesta di mutui, i dati di Banca d'Italia affermano che a giugno i
finanziamenti ipotecari erogati alle famiglie è salita a 228,4 miliardi di
euro, vale a dire 32 miliardi in più rispetto a quanto si è registrato nel
giugno 2005.
Cosa deve fare chi ha già in corso un mutuo a tasso variabile, visti i
rincari probabili sulla tassa? Non passare al fisso. E questo per almeno due
ragioni. La prima perchè è abbastanza illogico che la banca proponga un'
offerta in cui guadagna di meno rispetto alla precedente. La seconda perchè
nei mutui il peso della quota interessi diminuisce rata per rata e quindi l'
aumento dei tassi incide sempre meno con il passare del tempo. Per
difendersi dal pericolo derivante da un altro rialzo dei tassi c'è anche la
possibilità di scegliere un finanziamento a rata costante e durata
variabile. Quando il costo del denaro sale cresce la parte interessi e
scende la quota capitale, quando i tassi scendono il meccanismo procede al
contrario.

Bce: Barroso Su Aumento Tassi, Francoforte Non Aveva Altra Scelta

 

 

ADN Kronos


Bruxelles, 4 lug. - (Adnkronos/Aki) - La Banca Centrale Europea non aveva altra scelta se non aumentare i tassi, ma preoccupa la debolezza del dollaro. Sono i commenti del presidente della Commissione Europea Jose' Manuel Durao Barroso di fronte ad alcuni giornalisti sulla controversa decisione presa ieri dall'Eurotower a Francoforte di elevare di 0,25% il tasso di riferimento. "Sarebbe stato molto difficile - ha dichiarato il presidente - per la Banca Centrale non prendere la decisione che ha preso".

Quanto ai cambi, Barroso ha affermato che "il calo del dollaro e' materia di preoccupazione". Tuttavia, ha aggiunto, in proposito "non mi aspetto niente di specifico al G8" della prossima settimana, se non "alcune considerazioni generali" sulla stabilita' finanziaria mondiale.



Per ulteriori informazioni visita il sito di Adn Kronos

Bce: Sarkozy, Mi Chiedo Se Sia Ragionevole Portare Tassi Al 4,25%

Agenzia ASCA

(ASCA-AFP) - Parigi, 5 lug - Il presidente francese Nicolas Sarkozy si chiede se sia ''ragionevole'' avere tassi europei al 4,25%, soglia alla quale li ha portati giovedi' la Bce. ''Sono stato tra coloro che hanno votato per l'indipendenza della Bce, non lo rimpiango. Sono stato tra coloro che hanno votato per l'indipendenza dell'euro, non lo rimpiango. Ma, senza rinunciare a quello in cui credo, sono legittimato, in quanto presidente dela Repubblica francese, a chiedermi se sia ragionevole portare i tassi europei al 4,25%, mentre gli americani hanno tassi al 2%'', ha detto il leader francese nel corso del Consiglio nazionale del partito al potere, l'Ump (Londra: UMP.L - notizie) , a Parigi.

Crisi mutui, l'Ecofin richiama banche e finanziarie Ue: chiarezza sui conti

Sembra incredibile ma dopo undici mesi dallo scoppio della crisi subprime i
ministri finanziari non sanno ancora qual è la situazione esatta in cui
versano le banche europee. Va inteso così il nuovo appello che l'Ecofin
lancerà martedì prossimo. In un documento, i cui contenuti Il Sole 24 Ore
Radiocor è in grado di anticipare, si chiede che banche e società
finanziarie "divulghino rapidamente e integralmente svalutazioni e perdite
subite".
L'Ecofin chiede chiaramente a banche e società finanziarie che i prossimi
risultati semestrali "devono essere il più possibile completi, chiari e
comparabili". L'obiettivo dei ministri dell'economia è "restaurare le
fiducia nei mercati". Nel documento preparato dagli sherpa non ci sono né
quantificazioni sulle perdite note finora in Europa né riferimenti a paesi o
a gruppi finanziari in particolare.
Per quanto riguarda la supervisione finanziaria, l'Ecofin indica che "è
necessario migliorare la coerenza delle pratiche bancarie in materia di
informazione, di valutazione e di contabilizzazione" e invita le banche a
rispettare gli orientamenti del comitato europeo dei controllori bancari
sulla trasparenza sulle attivita' e sui prodotti toccati dalla turbolenza
subprime e sulla valutazione degli strumenti finanziari complessi e non
liquidi.
Sui risultati semestrali sara' necessaria una analisi specifica delle
autorità di sorveglianza che poi dovranno esprimere la loro valutazione ai
comitati Ecofin in novembre.
Per quanto riguarda le agenzie di rating e' confermato che i ministri
ritengono l'autoriforma "non risponde pienamente alle sfide che si presenta
per cui si rendono necessarie delle misure complementari" e delle modifiche
regolamentari.
Via libera, dunque, alla Commissione che entro autunno presentera' delle
proposte sulla governance interna, sulla supervisione esterna e sulla
registrazione delle agenzie di rating.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/eco
fin-banche-richiamo.shtml?uuid=81e07a04-49ce-11dd-a982-7bc783a7745b&type=Lib
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