mercoledì 29 febbraio 2012

Mutui ipotecari: domanda ancora in flessione a gennaio

 

A gennaio la domanda dei mutui ipotecari ha registrato una flessione pari al 41% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratta di un inizio anno pesantissimo, ha commentato il Crif, sulla scia dell'anno appena trascorso, che è culminato con -46% di novembre e -44% di dicembre e che getta ombre quanto meno fosche sull'anno in corso.

Sullo sfondo non solo la cautela delle famiglie, la diminuzione vera e propria della domanda, ma anche banche più selettive. Pertanto l'anno in corso potrebbe essere più amaro del 2011 che è terminato con un calo della domanda dei mutui del -19%, riportando alla negatività la serie positiva che perdurava da appena due anni (+4% del 2008, +7% del 2009).

Se la domanda dei mutui a gennaio è in calo, la durata media si estende, con un un aumento dei finanziamenti con durata tra 20-25 anni, sebbene la scadenza preferita resti quella compresa tra i 25-30 anni, con una quota del 30% sul totale. Per l'importo medio si parla, nel rapporto del Crif, di 134 mila euro. Non moltissimi, una retromarcia dunque rispetto a quelli prevalenti nel gennaio 2009.

La tendenza a richiedere mutui con una durata piu' lunga e importi piu' contenuti rappresenta un'ulteriore conferma della cautela che sta caratterizzando il comportamento delle famiglie italiane, conferma il Crif, la centrale rischi finanziari. Con l'allungamento della durata, d'altronde, la rata del mutuo diventa anche più sostenibile da parte delle famiglie.

Del resto, aggiunge il Crif, a fronte di una domanda ancora negativamente influenzata da una elevata incertezza anche l'offerta di credito si e' indebolita, condizionata anche da politiche di erogazione che negli ultimi anni sono state piu' caute e selettive. Pertanto, in tale contesto, la richiesta di più preventivi e di analisi di fattibilità da banche diverse diventa inderogabile, quasi una necessità. Di per sé non è una certezza che il mutuo ci venga offerto, ma almeno aumenta le probabilità di una sua concessione.

da http://www.mutui.com

mercoledì 22 febbraio 2012

Mutui ipotecari: domanda ancora in flessione a gennaio

A gennaio la domanda dei mutui ipotecari ha registrato una flessione pari al 41% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratta di un inizio anno pesantissimo, ha commentato il Crif, sulla scia dell'anno appena trascorso, che è culminato con -46% di novembre e -44% di dicembre e che getta ombre quanto meno fosche sull'anno in corso.

Sullo sfondo non solo la cautela delle famiglie, la diminuzione vera e propria della domanda, ma anche banche più selettive. Pertanto l'anno in corso potrebbe essere più amaro del 2011 che è terminato con un calo della domanda dei mutui del -19%, riportando alla negatività la serie positiva che perdurava da appena due anni (+4% del 2008, +7% del 2009).

Se la domanda dei mutui a gennaio è in calo, la durata media si estende, con un un aumento dei finanziamenti con durata tra 20-25 anni, sebbene la scadenza preferita resti quella compresa tra i 25-30 anni, con una quota del 30% sul totale. Per l'importo medio si parla, nel rapporto del Crif, di 134 mila euro. Non moltissimi, una retromarcia dunque rispetto a quelli prevalenti nel gennaio 2009.

La tendenza a richiedere mutui con una durata piu' lunga e importi piu' contenuti rappresenta un'ulteriore conferma della cautela che sta caratterizzando il comportamento delle famiglie italiane, conferma il Crif, la centrale rischi finanziari. Con l'allungamento della durata, d'altronde, la rata del mutuo diventa anche più sostenibile da parte delle famiglie.

Del resto, aggiunge il Crif, a fronte di una domanda ancora negativamente influenzata da una elevata incertezza anche l'offerta di credito si e' indebolita, condizionata anche da politiche di erogazione che negli ultimi anni sono state piu' caute e selettive. Pertanto, in tale contesto, la richiesta di più preventivi e di analisi di fattibilità da banche diverse diventa inderogabile, quasi una necessità. Di per sé non è una certezza che il mutuo ci venga offerto, ma almeno aumenta le probabilità di una sua concessione.

da http://www.mutui.com

mercoledì 8 febbraio 2012

Mutui casa in Lombardia: la Lega pronta ad una mozione

Il mercato immobiliare è in una fase di stallo. A confermarlo l'assessore al Territorio, il leghista Daniele Belotti, sulla base dei dati di una ricerca del Politecnico di Milano. Abbiamo ben 84 mila vani invenduti soltanto nel comune di Milano – ha detto ieri in conferenza al Pirellone l'amministratore della Lega Nord – 58 mila a Bergamo e 56 mila a Brescia.

Sono numeri molto pesanti sia per le aziende che per i liberi professionisti del settore, che potrebbero diventare ancora più preoccupanti se proseguisse questa tendenza anche nel futuro. Ovvero, l'invenduto potrebbe arrivare nel 2018 a 135 mila vani a Bergamo, 107 mila nel bresciano e 85 mila in provincia di Milano.

Inoltre molte sono le famiglie che nel 2011 hanno subito una procedura di esecuzione di sfratto o pignoramento. Si parla di circa 40 mila famiglie e altre 300 mila si trovano attualmente nell'occhio del ciclone. La Lombardia aveva già ricevuto la maglia nera per gli sfratti eseguiti nel 2010 (seguita da Emilia Romagna e Lazio) con un ammontare di 4.794 sfratti, il 16,1% del totale nazionale.

Ai margini di quest'indagine il capogruppo della Lega Nord alla Regione, Stefano Galli, ha deciso di presentare una mozione per il sostegno pubblico dell'aquisto delle abitazioni in Lombardia. Il nostro compito è di elaborare nuovi strumenti di sostegno a favore di coloro che hanno necessità di accedere ai mutui per la prima dimora, strumenti che devono provvedere anche al mantenimento delle agevolazioni dopo aver contratto il mutuo, ha affermato Galli.

Nello specifico la Lega proporrà alla regione Lombardia di acquisire, attraverso un fondo immobiliare, gli immobili delle imprese di costruzione in difficoltà finanziaria. Il fondo immobiliare, che potrebbe essere gestito da Finlombardia, potrebbe poi concedere tali immobili agli acquirenti ad un prezzo calmierato, senza vincoli asfissianti temporali. Inoltre la Lega chiederà alla giunta regionale che si attivi per abbassare gli interessi dei mutui, rinegoziando e allungando i piani di ammortamento, e che elabori nuovi strumenti a favore delle famiglie che hanno necessità di accedere a mutui per l'acquisto della prima casa.

da http://www.mutui.com/

 

lunedì 30 gennaio 2012

Mutui casa: rappresentano il 41% delle passività familiari

Mutui in pole position tra le passività finanziarie delle famiglie italiane. Ad affermarlo i dati di Bankitalia con uno studio realizzato sulla Ricchezza delle famiglie nel 2010. Secondo questi dati i mutui rappresentano una quota del 41% delle passività finanziarie delle famiglie. A seguire gli indebitamenti per esigenze di consumo (13,6%) e altre forme di prestiti (20%).

Tuttavia negli ultimi due anni la dinamica del valore dei mutui per l'acquisto dell'abitazione è fortemente rallentata e l'incremento si è stabilizzato sul 2% annuo contro un valore del 16% del periodo 1995-2009. Anche il credito al consumo ha fatto registrare una forte decelerazione, dal 20,5% in media del periodo 1995-2009 contro il 4,8% del 2009-2010. La restante categoria di presiti ha registrato invece un aumento del 12% superiore a quella media annua del 1995-2009 (3%).

Il 27,7% delle famiglie italiane è gravato dai debiti, per un importo medio pari a 43.792 euro. In particolare, per una famiglia tipo indebitata, il rapporto tra debito e reddito disponibile risulta pari al 45,6%. Nel 2010 lo stato di ricchezza familiare netta, dato dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato e azioni) al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti e altri debiti), presentava una valore medio di 163.875 euro.

I dati di Bankitalia, pertanto, fotograno una situazione valida fino al 2010 e che nell'ultimo anno ha conosciuto importanti cambiamenti di tendenza. Secondo una recente analisi di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, che raccoglie i dati di oltre 78 milioni di posizioni creditizie, i mutui ipotecari nel 2011 sono stati in calo del -19%, con l'unico dato positivo registato a febbraio, quindi quasi a cavallo tra il 2010-2011, ma di certo di ben altre aspettative rispetto alla seconda metà dell'anno.

Le motivazioni di questo recente calo vanno cercate nel calo delle domande di sostituzioni e surroghe mutui. In quest'ultimo caso, dato anche gli alti tassi praticati dalla banche, le surroghe sono apparse persino meno convenienti. Resta invece la convenienza di passare da un mutuo a tasso fisso ad uno variabile, oggi come oggi, più conveniente. Inoltre per contrastare le difficoltà, secondo l'indagine Bank Next 2.0, condotta da Nextplora, gli italiani si rivolgono sempre più spesso a internet, dove è possibile trovare mutui e prodotti finanziari più a buon mercato.

da http://www.mutui.com/

giovedì 26 gennaio 2012

Mutui:la sostenibilità è di casa

La crisi finanziaria è ancora alle porte e molte sono le banche che non erogano più mutui casa. Sui giornali si susseguono oramai storie di giovani, che seppur fortunati da un punto di vista occupazionale (contratto di lavoro a tempo indeterminato), non riescono ad accedere alla possibilità di un mutuo. E questo non soltanto perché tassi e spread sono in rialzo, ma anche per diretta volontà delle banche, che hanno stretto i cordoni e si rifiutano di erogare prestiti.

Tutta colpa delle banche? Non di certo. A volte i clienti che sottopongono la loro richiesta di mutuo non sono in condizioni finanziarie per poterlo sostenere. Il focus allora si sposta a cosa può rendere un mutuo davvero sostenibile.

Per prima cosa va detto che i tempi in cui le banche erogavano anche il 100% dell'importo commerciale dell'immobile sono pressoché finiti. Oggi come oggi, per non vedersi rifiutare una richiesta, è necessario addirittura abbassare la soglia sotto l'80%, meglio se al 60%.

Un ulteriore elemento a cui prestare attenzione è non richiedere un rata di mutuo che sia superiore ad un terzo del proprio stipendio. E' la rata massima sostenibile e tale rapporto può crescere in funzione del reddito stesso. E' chiaro che in tempi di redditi alquanto stabili, se non a rischio, le banche anche su questo aspetto si muovono con molta cautela. Ma grazie ad Internet oggi è davvero facile, dato un certo importo e variando durata e tasso del prestito, calcolare una rata di mutuo che sia davvero sostenibile. Basterà effettuare più simulazioni.

Sarà pertanto opportuno, anche sulla base di queste osservazioni, rivedere le proprie aspettative e esigenze su basi più economicamente vicine alla propria situazione reddituale. Oggi è quanto mai vero l'inciso parva, sed apta mihi, che l'Ariosto fece iscrivere sull'ingresso della propria casa e cioé casa piccola, ma adatta a me.

da http://www.mutui.com/

mercoledì 25 gennaio 2012

Mutui online: il tasso misto

Secondo una recente indagine sulle delle diverse tipologie di mutui online, è emerso che solo una piccolissima percentuale degli italiani sceglie il tasso misto: vediamo insieme per quale motivo. Il tasso d'interesse può essere fisso, variabile o misto; il primo generalmente lo scelgono i prudenti, quelli che voglio avere una cifra bloccata, “fissa” appunto, e hanno bisogno di sapere con certezza quanto pagheranno ogni mese, dal primo all'ultimo giorno di finanziamento.
Il tasso variabile spesso viene visto come il più conveniente perché si muove in base agli andamenti del mercato e prevede un notevole risparmio iniziale.
Allo stesso tempo, però, è il più rischioso dato che non è possibile stabilire una cifra standard da versare alla banca tutti i mesi (con aumenti che possono anche essere considerevoli).
Infine il tasso misto; come ci dice la parola stessa si tratta di una via di mezzo dei due precedenti: questa tipologia di prestito prevede una sorta di "paracadute" per preservare il cliente da aumenti improvvisi della rata ed è flessibile, perché dà la possibilità di modificare il calcolo dell'interesse nel corso del tempo, con una sorta di aggiornamento.
E' un tasso variabile a tutti gli effetti, cioè cambia in base all'andamento del mercato e, secondo gli esperti, si tratta della soluzione migliore per risparmiare. Per quale motivo allora sono così pochi gli italiani che optano per i mutui a tasso misto? La risposta sta nella paura generale che ha causato il crollo dei mercati europei e il relativo rischio di una recessione; ecco perché si preferisce la tranquillità di un tasso fisso, soprattutto dopo il periodo nero dell'euribor nel 2008, quando molti mutuatari si ritrovarono improvvisamente a pagare una cifra impressionante.

 

 

venerdì 20 gennaio 2012

La vacanza dei sogni si trasforma in un incubo

Da giorni ormai in televisione e su tutti i giornali non si fa altro che parlare della nave da crociera che si è arenata su uno scoglio davanti all'Isola del Giglio: testimonianze strazianti dei sopravvissuti, inchieste in corso ed ipotesi sulle cause della tragedia rimbalzano da un canale televisivo all'altro, facendoci vivere in prima persona quello che sta accadendo, con un’angoscia sempre crescente per i tanti passeggeri che ancora mancano all’appello. È difficile capire cosa può essere passato nella mente delle quattromila persone che erano a bordo della nave, catapultate nel giro di pochi minuti da una vacanza da sogno in giro nel Mediterraneo ad un vero e proprio incubo. Molti passeggeri erano semplici impiegati, pensionati, gente comune che sognava da una vita una settimana in crociera. Per loro questa vacanza era il frutto di tanti sacrifici; pian piano erano riusciti a mettere qualche soldo da parte e avevano approfittato delle offerte di bassa stagione per concedersi un regalo altrimenti inarrivabile per le loro tasche. Una crociera infatti costa parecchio e tra i mutui da pagare e la crisi economica che stiamo attraversando, l’idea di una vacanza sembra quasi un'utopia. Le cause della sciagura sono ancora in fase di accertamento, ma tra le molte polemiche che girano intorno alla faccenda, c'è da rilevare soprattutto il gravissimo comportamento del capitano che, invece di gestire le operazioni di sbarco, ha pensato bene di abbandonare la nave e defilarsi il prima possibile. Ma una delle regole del mare non dice che il capitano dev'essere l'ultimo a scendere dalla nave?